L’ARTE, TRA PENSARE E SENTIRE

di Simone Provenzano

L’arte non è solo la Monnalisa. L’arte non è solo ciò che viene scelto ed etichettato dai musei per essere appeso a qualche parete per futura memoria.

Qualsiasi forma di espressione creativa che abbia un carattere estetico è arte.

La parola chiave della frase sopra riportata è ESPRESSIONE. Attraverso l’arte posso esprimere ciò che ancora non conosco di me, e addirittura comprenderlo meglio. Ma l’arte è anche un canale preferenziale per lo sviluppo psichico dell’essere umano. Non ha bisogno di essere capita. Non c’entra niente il pensiero, l’arte è qualcosa che ci tocca profondamente;

Van Gogh  ci tocca e ci rapisce senza che si debba per forza sapere qualcosa sugli espressionisti; vediamo un campo di grano in una calda estate e non abbiamo bisogno di aver studiato quel quadro a scuola perché ci rapisca la sensazione di calore di una nostalgica giornata di fine estate. Questa è la magia più grande delle opere d’arte, in esse vi si ritrova ciò che più ci appassiona come esseri umani: i sentimenti, le emozioni.

E, se è vero che l’artista voleva comunicare qualcosa, è altrettanto vero che democraticamente chi si gode l’opera ne coglierà un significato e delle emozioni legate in larga parte alla propria soggettività e al proprio momento psichico.

Perché l’opera d’arte è un regalo che facciamo a noi stessi e al mondo. Ci appartiene fino ad un momento prima che sia finita, il momento dopo è arte!

 

Mi ha sempre fatto riflettere il fatto che i monaci tibetani, dopo aver terminato mandala enormi, di oltre 2 metri di diametro, impegnandosi per molto tempo con sabbie colorate a disegnare meraviglie, semplicemente spazzino via tutto. Un paio di colpi di ramazza dati bene, e il frutto di una settimana di lavoro sparisce dalla vista.

Ma il punto è proprio questo! Sparisce dalla vista, non da dentro di noi. Il proprio dovere l’ha già fatto.

L’arte non si esaurisce in queste mie poche considerazioni, e io sono completamente a digiuno di qualsiasi nozione che riguardi l’attuale mercato dell’arte. Questi miei pensieri raccontano solo della mia visione della fruibilità dell’arte. Doppia fruibilità, che si estrinseca nella sua creazione e nel successivo piacere nell’osservarla:

 nella magica sensazione di aver di fronte qualcosa che è comune a chiunque sulla terra. Che non dipende dalla lingua o dalla cultura di appartenenza, né dall’istruzione o dall’estrazione sociale. È qualcosa che ha profonde radici nella nostra natura, in ciò che siamo.

La vera arte è solo quella che palesa in modo poetico qualcosa di universale. Questo è il mio convincimento.

 Ancora una volta dobbiamo allontanare da noi il desiderio di capire per far spazio al sentire.

Ancora una volta dobbiamo confrontarci con il pensiero.

 Il pensiero è un potente alleato, ma alcune volte è egocentrico, e si prende tutto lo spazio per se stesso, allontanandoci dalla vita reale.

La vita non è ciò che pensiamo.

La vita è arte.

Va semplicemente vissuta per quel che è.

3 Comments

  1. Giovanni Agnoloni 03/04/2012
  2. licia apollonio 03/04/2012
    • simone provenzano 03/04/2012

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