LE VENDICATRICI, KSENIA: RECENSIONE DEL LIBRO DI CARLOTTO E VIDETTA

di Claudia Boddi

Le vendicatrici: Ksenia, la recensione del primo libro della serie di Massimo Carlotto e Marco Videtta

Un titolo probabilmente scelto ad arte per motivi di appeal commerciale che rischia di appiattire – ma solo al primo sguardo – l’ottimo lavoro di Massimo Carlotto e Marco Videtta, annoverandolo tra quelle serie, senza tante pretese, che si vendono in edicola allegate alle riviste di costume e società. Niente di più lontano da quello che si possa realisticamente pensare di questi quattro libri al femminile che tracciano, in maniera quanto mai fedele, i profili psicologici di ognuna delle protagoniste di ogni singola storia, dove trama e intreccio si dipanano sullo sfondo di una cornice nella quale l’Italia moderna, corrotta e attuale, la fa da padrone. Quattro storie thriller di donne diverse, per temperamento, provenienza, e significato dato al genere che riescono a convivere, senza invidie o meschinità, in un clima di totale benevolenza, esaltando a vicenda le proprie risorse.

Per raccontare “Le vendicatrici” non si può prescindere da un cenno al caso Carlotto, perché l’autore è proprio quel Massimo Carlotto: il protagonista di una delle più incredibili vicende giudiziarie del panorama italiano degli ultimi decenni. Accusato nel 1976 dell’efferato omicidio di una studentessa – che secondo la sua versione, aveva solo soccorso -, esce dopo aver scontato 8 dei 17 anni che gli erano stati confermati in tutti e tre gradi di giudizio, per concessione della grazia – che lui voleva rifiutare perché implicitamente contenente comunque una posizione di colpevolezza – ad opera dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Membro di Lotta Continua, si è sempre dichiarato innocente e ha latitato per alcuni anni fino al 1985 quando, estradato in Italia, deve scontare la sua pena. I genitori della ragazza uccisa continuano a identificarlo con l’assassino della figlia ma per un’altra parte dell’opinione pubblica, il caso Carlotto rappresenta uno degli errori giudiziari più clamorosi della storia recente.

Sono gli anni 2000 e, mentre scopriamo che eventi che sembrano sempre molto lontani da noi -come la tratta e lo sfruttamento degli esseri umani, la prevaricazione, la criminalità nei suoi aspetti più striscianti e la violenza nelle sue più svariate forme, in realtà sono molto più vicini di quanto si creda -, trascorrono le vite delle nostre quattro protagoniste, intrecciate nei volumi che si susseguono.

bookrepublic.it

bookrepublic.it

La prima è Ksenia, siberiana, con un passato da ginnasta, approda in Italia, per fuggire dalla miseria del suo paese, come sposa su un catalogo per uomini “adulti” in cerca di compagnia. Finisce nelle mani di un clan di delinquenti che organizza e gestisce la tratta delle ragazze di tutto il mondo che poi vengono vendute a sedicenti mariti, che a loro volta le trasformano in prigioniere inermi, detenendo i loro documenti e la loro dignità. Salvatasi grazie a un amore tanto inaspettato quanto travolgente per la sensuale dirimpettaia colombiana – Luz, altra protagonista della serie– Ksenia dovrà lungamente lottare per sottrarsi alla caccia di chi, in base a logiche mafiose, vorrà eliminarla e fare del male a lei e ai suoi cari.

Un racconto avvincente che lascia con il fiato sospeso fino alla fine, e che introduce anche altri due personaggi fondamentali che accompagneranno il lettore attraverso tutti e quattro i libri della storia. Si tratta di Felix e di Angelica Simmi. Felix è l’anziano infermiere cubano, fuggito dal regime, saggio e impeccabile nei confronti della sua assistita, che presto diventa punto di riferimento e consigliere di fiducia per le quattro ragazze. Felix riveste il ruolo del padre, in senso simbolico: è colui che risolve tutti i problemi, che aiuta e protegge senza chiedere mai nulla in cambio. Portatrice di valori etici universali, che vanno oltre ogni moralità, la sua figura estrinseca il lato buono dell’esistenza, quello agiudizievole e indulgente nei confronti della limitatezza dell’essere umano.

Angelica Simmi, invece, è la piccola-grande donna, bloccata a letto per una malattia degenerativa, ricovero precoce di una vita che ha voluto compiersi mostrando il suo volto più crudele. Un colpo di teatro, sul finire della storia, ne svela un aspetto che non poteva essere in alcun modo inferibile prima e che la fa apprezzare ancora di più dal lettore attento. Dal suo capezzale mette sempre a disposizione un occhio benevolo che supervisiona, vigila e accarezza con una freschezza e una libertà di spirito che talvolta si stenta a credere possa appartenere a una persona nelle sue condizioni. Assistita da Felix, con cui crea un binomio inscindibile, trasforma la sua casa in un luogo di accoglienza e di ritrovo per le quattro protagoniste della serie che lì inizieranno a conoscersi e a intrecciare le loro biografie.

Conosciuti Ksenia, Felix e Angelica, adesso è il turno delle altre: Eva, Sara e Luz, “Le vendicatrici”.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.