“LIBERO CAMMINO”, CAMMINARE ASCOLTANDO

di Gianluca Bonazzi

“Libero cammino”, camminare ascoltando

Questo è stato il principio base per promuovere, per la giornata di domenica 27 settembre 2015, la prima di una serie di escursione autunnali, aperte e gratuite, organizzate dall’associazione LIBERO CAMMINO di Medesano, in provincia di Parma.

libero cammino

In questo comune è forte l’associazionismo volontario di matrice culturale, come nel caso del Libero Ateneo del Taro e del Cercalibro, ruotanti attorno alla locale Biblioteca.

In tale contesto si muove tale associazione, per promuovere, camminando, la relazione tra umanità e paesaggio, favorendo il principio di empatia tra i partecipanti e tra questi e i luoghi attraversati.

Il sottoscritto, Il Ravanatore Poetico, la conosce e frequenta da tempo, ma ieri è scoccata la scintilla, per approfondire e ampliare ancor più le varie relazioni possibili in materia.

I paesaggi sono quelli basso-medio collinari di tale comune, che suggeriscono il pregio di offrirsi appartati per gli angoli più riposti del cuore, in una dimensione intima, lontana dalla pur vicina città.

Dopo aver girovagato insoddisfatto in varie realtà legate al cammino nella provincia di Parma, credo di aver trovato la dimensione ottimale per poter donare i miei contributi culturali.

Quello di domenica non è stato un percorso lungo e né faticoso, ma, se anche lo fosse stato, sarebbe stato corroborato dall’atmosfera attenta, cordiale e stimolante avvertita da tutti i partecipanti.

Ognuno ha apportato qualcosa, rispettando il proprio tempo di inserimento, e gli altri hanno ascoltato.

Questo approccio è la base essenziale per creare un gruppo che funzioni; in definitiva, lo si può vedere come il vero spirito di comunità.

Storia, geologia, poesia, architettura, frutti della terra, rovine e altro: plurali aspetti del paesaggio, per guardarlo da ogni punto di vista, hanno fatto capolino a turno tra noi e davanti allo sguardo.

Tutto questo ha fatto intendere una volta di più – non ci si dovrebbe mai dimenticare di ricordarlo – che il cammino in un paesaggio è come un libro molteplice che si svela, pagina dopo pagina, passo dopo passo, nel confronto personale e partecipato tra il mondo interiore e quello esteriore.
Camminando con tale approccio si crea un’atmosfera magica, una sorta di malia che cattura il cuore.
Arricchito di contributi spontanei, ciò fa intendere come il cammino di un certo giorno in un certo luogo resterà unico, e ritornare nello stesso un altro giorno non stimolerà mai le stesse emozioni.

È un cammino ben diverso da quello organizzato a fini turistici ed economici, che, per quanto di qualità possa essere, deve invece prima di tutto rispettare gerarchie, regole, percorsi e tempi, e quindi è sempre più o meno uguale a se stesso, per rispettare il programma annunciato.

Quello nel quale credo io si chiama cammino culturale e sociale; quello turistico, trekking.

È da anni che promuovo e appoggio il primo, meno il secondo, perché un’attività così essenziale per la formazione di un vero spirito umano non può essere troppo confinata, limitata e ristretta, tanto più da alti costi per la partecipazione in un momento di forte crisi economica.

Medesano (da Wikipedia)

Medesano (da Wikipedia)

L’appunto maggiore che viene mosso dalle realtà costituite da guide ambientali certificate verso quelle gratuite e/o in regime di volontariato è quello che viene a mancare la copertura assicurativa.

È vero, ma personalmente credo che tali guide, oltre che preoccuparsi degli aspetti tecnici, dovrebbero pensare maggiormente anche agli aspetti emotivi ed empatici all’interno di un gruppo.

Se alto dev’essere il costo, allora la guida deve saper trasmettere qualcosa di altrettanto alto, a livello di emozioni, con la capacità di coinvolgere attivamente i partecipanti, per renderla unica.

Siamo ritornati al punto di partenza inevitabilmente più ricchi e consapevoli, ognuno, di aver fatto la propria parte in un gruppo, non tanto e non solo per quanto ascoltato, ma per lo spirito di condivisione che è andato man mano crescendo, che ci ha fatto star lì volentieri ancora un po’, a conversare amabilmente tra noi dopo che l’esperienza si era conclusa, come se ci dispiacesse dover andar via e come se avessimo invece preferito mettere le gambe sotto il tavolo dell’appetito stuzzicato.

Le mie esperienze legate al cammino, che mi ha fatto crescere come essere umano, come ravanatore di aspetti poetici e portatore di cultura, sono sempre più spesso avvenute in un contesto di gratuità, di scambio, e quand’anche abbia camminato con guide professioniste richiedenti un costo, sono sempre state molto capaci e attente a dare la possibilità, a chi mostrava competenza, di offrire il proprio contributo per l’ arricchimento del gruppo, mediante l’ascolto reciproco.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.