di Evi Mibelli
Deforestazione e bracconaggio: queste le minacce per gli Orangutan difesi da Lone Droscher Nielsen.
Da 13 anni si batte per la loro sopravvivenza: è Lone Droscher Nielsen, la ‘mamma’ degli Orangutan. A lei e a Willy Smits si deve la durissima battaglia contro la deforestazione massiccia e illegale nel Borneo, con incendi appiccati dolosamente e una intensa e violenta attività di bracconaggio ai danni di questa specie a gravissimo rischio d’estinzione. Fondatrice e direttrice del Nyaru Menteng Orangutan Project, che prevede la reintroduzione nel Borneo Indonesiano (Central Kalimantan) di questa specie ormai sull’orlo della sparizione. Si tratta del più importante ed esteso progetto di salvaguardia di primati al mondo. Dal 1999 hanno trovato soccorso, cure e assistenza sanitaria quasi un migliaio orango – rimasti orfani o feriti a causa dell’abbattimento e degli incendi della foresta pluviale – presso l’omonimo centro di riabilitazione, il Nyaru Menteng Arboretum, (una riserva di 62 ettari voluta dall’Ufficio regionale del ministero delle foreste). Qui sono stati educati e recuperati per condurre nuovamente una vita libera e selvaggia nella foresta.
Nata nel 1964 in Danimarca, vola per 14 anni come assistente di volo per la SAS, compagnia con la quale affronta voli intercontinentali verso l’Indonesia e il Borneo. È nel 1993, in uno dei tanti viaggi di lavoro dalla Danimarca all’Indonesia, che decide di cambiar vita e dedicarsi al grande progetto di salvaguardia degli orangutan, parola il cui significato nella lingua locale è “Uomo delle Foreste’. Un amore coltivato da tempo, avendo partecipato ad alcuni soggiorni di volontariato a contatto con le grandi scimmie, Questi straordinari primati condividono con l’uomo oltre il 97% del DNA, rendendoli nei comportamenti, nell’organizzazione sociale, nelle relazioni molto vicini alla nostra specie. Motivo di fascino e di empatia immediata a cui Lone non ha potuto sottrarsi, ragion per cui si è sentita investita della missione di difenderli, a qualsiasi prezzo, dalla devastazione dell’habitat naturale in cui vivono, per far spazio alla lucrosa economia dell’olio di palma di cui l’Italia, tra l’altro, è tra i maggiori importatori per l’industria dolciaria e alimentare in genere.
Quanti di voi non conoscono famosa crema gianduia, protagonista degli spot pubblicitari nostrani?… Come a dire che, seppure socialmente impegnate, le aziende attente ai propri bilanci sociali dovrebbero valutare anche l’impatto ambientale sui luoghi di origine della materia prima di cui si servono.
Con un’area di foresta pari a cinque campi di calcio persa ogni minuto, il tasso di deforestazione indonesiano è il più veloce al mondo. Se nel 1985 le piantagioni esistenti erano valutate in 600.000 ettari, nel 2007 (dati di Greenpeace) l’estensione si è decuplicata.
E il processo non s’arresta. Ma quel che è peggio è che la pastosa sostanza ricavata dalla palma, oltre a essere un ingrediente base della quasi totalità dei prodotti alimentari, è un componente fondamentale dei biocarburanti.
Quindi è bene guardare al promettente business energetico ‘verde’ con occhio molto critico. Nel frattempo i dati riportati dall’UNEP – l’agenzia per l’ambiente dell’ONU – stima che la popolazione mondiale di orango in Borneo sia di circa 45.000 esemplari (ma si parla del 2005), mentre a Sumatra il numero cala drasticamente a 7300. Queste cifre, oltre a non essere aggiornate, sono anche poco attendibili. La situazione, secondo Lone Droscher Nielsen, è ben più drammatica.
Invito tutti a guardare il commovente e intenso documentario girato dal regista Patrick Rouxell, che racconta attraverso la storia di Green – una orango in fin di vita -, l’eccezionale vitalità delle foreste pluviali dell’Indonesia, e l’avanzare della loro distruzione per fare spazio alle palme da olio. Il film ha ricevuto il WWF Green Award nel 2010.
Ma torniamo al progetto… A Nyaru Menteng si trova una clinica veterinaria, la nursery, l’area per la quarantena, i recinti per la socializzazione e a otto chilometri sul fiume Rungan sorge la scuola della foresta, il luogo dove s’insegna agli oranghi cresciuti orfani a ‘tornare’ selvaggi. Dopo questa scuola di sopravvivenza verranno rilasciati in luoghi segreti, per evitarne la cattura da parte dei bracconieri. Ed è questo l’altro dramma per gli oranghi. A parte gli incendi appiccati per pulire il sottobosco dopo il taglio delle piante, nel quale muoiono carbonizzati, quelli che scampano si mettono ai margini delle piantagioni, dove vengono uccisi a fucilate. Se sono madri con piccoli, vengono abbattute e i piccoli immessi nel mercato clandestino.
La battaglia va avanti incessante, e Nyaru Menteng è ora uno dei progetti posti sotto il cappello della Borneo Orangutan Foundation Survival, fondata dal Willy Smits nel 1991 dopo il folgorante incontro con Uce, una piccola orango sequestrata in una operazione antibracconaggio. In quello stesso anno Smits apre, nell’East Kalimantan, il suo centro di riabilitazione di Wanariset, rifugio gemello di Nyaru Menteng.
La grande sfida della BOS è l’immenso progetto di riforestazione di Samboja Lestari, avviato in un’area devastata da incendi e divenuta ora riserva. È questa la grande speranza per la biodiversità del Borneo e dell’Indonesia. Lentamente la vita torna, qui gli oranghi trovano un luogo sicuro per vivere. Ma fuori la minaccia continua….
Una petizione è in corso per dare supporto all’attività di salvaguardia di questi grandi primati. Vi invitiamo a firmarla.




For what it’s worth, I posted stmeohing about this on my blog, and I frequently reference issues related to primate conservation both online and in person (I just took a Comm 101 class and 2 of my seven speeches were about great apes and the threats they face), but I don’t feel like I make much of a difference.For me, this issue is of the utmost importance, but for seemingly most of the people I know including people to whom I talk and write frequently regarding conservation it is peripheral at best. Sad.
I agree with you, Rogerio. I do hope some debate on these issues will help draw some attention on them. Thanks for your contribution!
Please i would like to go as voluntary to mrs.Lone Droscher to work and help her with the orango.there is some way to conctact her association? This is my only wish in the life ,to dedicate my life to them. I have a lot of experience with animals and i am able to learn anythings she need.
Thanks .Anna