di Mariantonietta Sorrentino
Un rendez-vous tutto all’insegna dei Longobardi. Dove? Appuntamento tra il 9 e il 12 di ottobre a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, presso l’Auditorium comunale ‘Convento delle Clarisse’. L’occasione è ghiotta per i cultori e gli studiosi in un sud spesso avaro d’iniziative culturali. La location è d’obbligo: il sito è stato a lungo sotto il potere dei Longobardi ed è sede di un santuario micaelico. Ma sotto traccia c’è di più.
Il sacro luogo convogliava l’interesse delle diverse forze che agivano nell’Italia Meridionale: a tal scopo assunse una precisa funzione politica, intrecciatasi strettamente con la storia dei Longobardi. Il santuario di S.Michele si connotò per una valenza precisa di mediazione tra la promozione di una fede popolare e il consolidarsi di una politica religiosa: lo attestano il consistente corpus epigrafico risalente a quell’epoca e iscrizioni di apparato volute dai duchi longobardi.
Santuario S.Michele, la grotta – turismovieste.it
L’appuntamento di ottobre è l’annuale Convegno Nazionale di Studi “Erat hoc sane mirabile in regno Langobardorum… Insediamenti montani e rurali nell’Italia longobarda, alla luce degli ultimi studi”.
Il calendario dei lavori è stato formulato in vista di un appuntamento importante: nel secondo fine settimana di Ottobre i Gruppi Archeologici d’Italia organizzano da undici anni le Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata. La manifestazione si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali -Direzione Generale per i Beni Archeologici.
Il titolo evoca un passo di Paolo Diacono (Hist. Lang. III, 16) relativo al clima di serenità e sicurezza instaurato dal re Autari dopo l’anarchia ducale durata dieci anni. Scelto anche con un intento attualizzante, il titolo punta l’indice verso la classe politica. Il Convegno si serve della storia per inviare un forte richiamo ed un monito ai massimi rappresentanti delle Istituzioni italiane, affinché, in un momento così delicato per il nostro Paese, tendano con determinazione ad operare a favore dell’unità nazionale, garanzia di stabilità, concordia e benessere.
E se il Convegno Nazionale di Studi dedicato agli insediamenti montani e rurali del popolo dei Longobardi in Italia si apre con Giorgio Otranto dell’Università degli Studi di Bari con il tema “Il Santuario garganico e gli insediamenti silvo-montano-grottali nell’Italia e nell’Europa medievale”, proseguiranno i lavori Fabio Pagano della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia con “Tra vecchi rinvenimenti e nuove acquisizioni sulle necropoli longobarde di Cividale del Friuli” e Luca Villa della Università degli Studi di Milano con il tema “Communierant se quoque Longobardi et in reliquis castris quae his vicina erant… Paesaggi e forme di potere nella Langobardia Maior”.
L’evento, che vive sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, è organizzato dall’Associazione “Italia Langobardorum” gestore del sito seriale UNESCO ‘L’Italia dei Longobardi’. Un concorso di enti ha deciso la nascita del Convegno; tra essi i Gruppi Archeologici d’Italia e l’Assessorato ai Beni Culturali del Comune di Monte Sant’Angelo.
Il tema è stato finora trattato solo occasionalmente nei Convegni sull’Alto medioevo anche in ragione dello sviluppo recente di fruttuose indagini in contesti (abitativi, fortificati) diversi rispetto alle ormai ben studiate sedi urbane del potere regio e ducale longobardo.
L’appuntamento si avvale del contributo di diversi studiosi: Gian Pietro Brogiolo dell’ Università degli Studi di Padova, Vincenzo Gheroldi dell’ateneo bolognese, Giuliano Volpe, Maria Turchiano, Giovanni De Venuto, Roberto Goffredo dell’ Università degli Studi di Foggia, tanto per citare qualche nome. Il convegno si concluderà domenica 12 ottobre con la relazione di Giovanni Granatiero, Presidente Associazione Italia Langobardorum che presenterà una proposta, un protocollo d’intesa tra l’Associazione Italia Langobardorum e le Università degli Studi, dei siti UNESCO, L’Italia dei Longobardi (568-774) e i Centri di potere.
Il Convegno ha un plus valore in quanto intende valorizzare e tutelare i Beni Culturali cosiddetti “minori”, che rischiano di essere dimenticati e/o cancellati dalla memoria storica degli uomini. Noi ci auguriamo di cuore che riesca nell’intento.



