MILANO-SANREMO: VINCE GERRANS, BEFFA PER CANCELLARA, TERZO NIBALI

di Ferdinando  Cocciolo

Gerrans col trofeo della Milano-Sanremo – www.milansanremo.co.uk

La sorpresa, ma non troppo, Simon Gerrans, la beffa Cancellara e l’orgoglio Nibali. Così si può sintetizzare una Milano-Sanremo bella, difficile (come al solito, anche tatticamente), spettacolare che, come nelle previsioni, è esplosa sul Poggio.

Primo Simon Gerrans (australiano della Green Edge), secondo Fabian Cancellara (Radioschack-Nissan), terzo Vincenzo Nibali, quarto l’altro leader della Liquigas Peter Sagan, quindi John Degenkolb, un ottimo Filippo Pozzato sesto, settimo Oscar Freire, poi Alessandro Ballan e Daniel Oss. Questo l’ordine d’arrivo della “Classicissima di Primavera”, la prima grande classica di una stagione ciclistica ancora lunga che dovrà rappresentare, per i nostri colori, una grande occasione di rivincita dopo le cocenti delusioni degli ultimi anni.

Speravamo naturalmente nei nostri, soprattutto in Vincenzo Nibali e Pippo Pozzato – più che nei velocisti Petacchi, Bennati e Viviani – proprio perché in grado di poter sparare le loro “cartucce” sulla salita del Poggio ed in risposta ai vari Cancellara e Gilbert, i favoriti della vigilia, insieme al campione del mondo Mark Cavendish.

E proprio Cavendish e Philippe Gilbert (già terzo due volte a Sanremo, nel 2008 e l’anno scorso) sono stati i due protagonisti sfortunati della gara, in un quadro tattico che sembrava sin troppo chiaro, dal primo “punto chiave” della Classicissima, la salita delle Manie, con punte vicine all’8%. La Liquigas di Vincenzo Nibali e Peter Sagan (considerato addirittura da molti il favorito assoluto, visto l’ottimo stato di forma e l’adattamento alle diverse soluzioni  nel corso della gara) ha cercato subito la corsa dura in questa salita, con gli encomiabili Oss e Valerio Agnoli, cercando di mettere in difficoltà i velocisti ed in particolar modo lo “spauracchio di tutti”  Cavendish.

Il campione del mondo, inspiegabilmente, si stacca insieme a Farrar e ad un nutrito gruppo di corridori su di una salita non proprio  impossibile, lunga dieci chilometri, ma posta a circa 100 km dal traguardo. Cavendish ha tutto il tempo per recuperare, con  la rabbia e l’orgoglio che lo contraddistinguono e i suoi compagni, davvero commoventi  nella scorta; ma non è giornata e la resa del  “velocista principe” della Milano-Sanremo rappresenta la prima sorpresa della giornata.

Così il gruppo, orfano dell’iridato, si avvicina ai tre Capi, Cervo, Mele e Berta, con la presenza di qualche velocista (Goss strada facendo si perde, Petacchi non in buona condizione fisica, Bennati, Freire e Boonen guardinghi) ma con la consapevolezza che la corsa, dalla Cipressa in poi, sarebbe esplosa.

alla Cipressa, da sempre “punto chiave” di una classica che spesso si è decisa qui, pensano la Liquigas, la BMC di Gilbert e Ballan, la squadra di Fabian Cancellara e Daniele Bennati, la Farnese di Oscar Gatto e un Filippo Pozzato pimpante e sempre nelle prime posizioni,  per eliminare qualche  altro sprinter.

Siamo a 30 km dalla conclusione, ma lungo la salita, attesa e temuta, nessun attacco. La Liquigas di Nibali e di Peter Sagan  “traina” di potenza il gruppo, soprattutto con l’obiettivo di “sfiancare” qualche avversario. Ma ecco l’ennesimo colpo di scena: in cima alla Cipressa una caduta che coinvolge tra gli altri Philippe Gilbert, probabilmente l’uomo più temuto, più atteso, per una “sparata” sul Poggio.

Dopo Mark Cavendish,  anche Gilbert  è fuori gioco, e sarebbe un’altra bella notizia per i nostri e per Fabian Cancellara e Sagan, che hanno già impresso in mente un attacco forte e deciso sul Poggio, l’appuntamento decisivo per chi qui vuole costruire una stagione ed il futuro; tre km di dura salita e la discesa che porta sino al traguardo. L’ultima possibilità per staccare le ruote veloci del gruppo, in questo caso  Tom Boonen, Oscar Freire e anche Daniele Bennati.

Il gruppo, quasi “all’estremo delle forze” dopo 280 km, ci arriva con circa 50 unità, e con un Valerio Agnoli che all’imbocco della salita  lavora subito per Nibali o Sagan.  Nel gruppo di testa c’è battaglia, i nostri ci sono e soprattutto ci credono, Ballan, Bennati, Gatto, Pozzato. Nel tratto  più duro, ecco la “fiammata” tanto attesa di Vincenzo Nibali. Un attacco orgoglioso, deciso, senza alternative per staccare gli altri. Ma chi risponde? Proprio lui, lo “specialista” di attacchi frontali e poderosi, l’italo-svizzero Fabian Cancellara, determinato a staccare gente come Boonen, Freire e lo stesso Pozzato, più veloci certamente di lui anche  in un arrivo a gruppo ristretto.

E chi si accoda? Quello che non ti aspetti, Simon Gerrans, australiano della Green-Edge, tipo tosto e veloce. Un attacco deciso, il gruppo stenta a reagire e finalmente  speriamo nella vittoria italiana del nostro Vincenzo che, in una volata a tre, può dire la sua.

Gerrans batte Cancellara – www.milansanremo.co.uk

Il gruppo, con un Pippo Pozzato al di là delle più rosee previsioni (considerando  la recente operazione alla clavicola), con Freire, Sagan e Boonen, rinviene sui fuggitivi. Ma è troppo tardi. Trionfa l’australiano davanti ad un delusissimo Cancellara e ad un Nibali convinto di avere fatto tutto il possibile per imporsi.

Non è arrivata la vittoria,  ma il  cielo si colora d’azzurro con  il sesto posto di Pozzato e l’ottima prestazione di Nibali.

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