di Francesco Gori
Un mondiale di F1 sempre più appassionante, che al settimo appuntamento ci propone il settimo vincitore diverso: stavolta tocca a Lewis Hamilton, che a Montreal si impone di rimonta. Un podio di sorprese, visto che accanto all’inglese arrivano Grosjean secondo e Perez terzo. Seguono il campione del mondo Vettel e Alonso quinto, mentre Massa è decimo.
La partenza conferma le posizioni sulla griglia e presto si forma il trio Vettel-Hamilton-Alonso, destinato a giocarsi la partita. Dietro c’è bagarre, con il solito Massa che si gira e rovina la gara. Al primo pit stop posizioni invertite: si avvantaggia lo spagnolo, poi l’inglese, quindi il tedesco, che paga la sosta. Ma per la Ferrari è una gioia istantanea, giusto il tempo di far scaldare le gomme e Lewis passa di forza lo spagnolo, andandosene via. Posizioni cristallizzate, in coda si distinguono invece le rimonte di Grosjean, Perez e Raikonnen, con Schumi che raccoglie l’ennesimo ritiro. A 20 giri dalla fine Hamilton decide per la seconda sosta, Alonso e Vettel tentano invece di arrivare al traguardo senza fermarsi più. E qui sta il capolavoro di Lewis, che lì per lì pare aver perso perso il gp, e invece rimonta di grinta, a suon di un secondo abbondante al giro. Quanto basta per recuperare e sorpassare prima Vettel e poi Alonso. Fernando, primo a sei giri dal termine, oltre al danno subisce la beffa: una Ferrari ormai lentissima si fa recuperare anche da Grosjean, Perez e dallo stesso Vettel, chiudendo con un mesto quinto posto.
LE PAGELLE:
HAMILTON: 9
Il ritorno del leone. Il Lewis che mancava al circus torna alla vittoria con una gara delle sue: velocissimo, mai una sbavatura, sembra dover perdere il primato dopo il secondo pit, invece rimonta sverniciando gli avversari Vettel e Alonso. Venticinque punti che valgono la leadership in classifica con 88 punti. Stratosferico.
VETTEL: 7
Ottima prima parte di gara, discreta la seconda. Paga la prima sosta, perdendo due posizioni e la fiducia. Nel finale subisce la rimonta inarrestabile di Hamilton, le gomme scadute lo costringono a una fermata nel finale che gli consente comunque di riacciuffare un Alonso in debito di ossigeno (punti pesanti in ottica mondiale). Sebastian c’è sempre e l’85 che recita lo score lo conferma.
ALONSO: 6.5
Il volante di Fernando sarebbe come sempre da voto alto. Ma, insieme alla sua scuderia, si fa prendere dall’ansia di vittoria, in una giornata in qui il podio sarebbe stato risultato più che positivo. La McLaren era più veloce, perché intestardirsi nel cercare il primo posto, visto il momentaneo vantaggio in classifica con tanti gp ancora da correre? Nei sei giri più drammatici della sua carriera, niente ha potuto dinanzi alle rimonte di gente con monoposto più veloci della sua Ferrari in crisi di gomme.
FERRARI: 4
Se Alonso avesse vinto, tanto di cappello. Ma, ahimè, stavolta la strategia è da suicidio. Far rimanere in pista Alonso per tanti giri senza fermarsi ai box si è rivelata una scelta disastrosa. Se si voleva concludere il gp con un solo cambio, bisognava ritardare il primo: vedere Grosjean e Perez per credere.
GROSJEAN: 7.5
Finalmente un gran premio portato a termine, finalmente un podio dopo tante prestazioni positive solo in qualifica. Stavolta precede alla grande Raikkonen, non uno qualsiasi, supporta al meglio la strategia della Lotus e chiude con un secondo che sa di vittoria. In ascesa.
PEREZ: 8
Dal 15esimo in griglia al terzo sulla bandiera a scacchi. Cosa chiedere di più al messicano, in odore di Ferrari? Veloce e cattivo, semplicemente perfetto. Si conferma sorpresa della stagione.
MASSA: 4.5
Di Felipe siamo stanchi. Diciamolo. Dopo un sesto posto in prova, miglior risultato dall’inizio di stagione, sembra in grado di poter dire la sua anche sul lungo periodo. Speranza vana. Parte bene e supera Rosberg, poi come sempre ci mette del suo e al giro n.6 va in testacoda, compromettendo tutto. Arriva nella sua zona: decimo. Montezemolo, per favore, mandalo in pensione anticipata, la Ferrari è roba da piloti veri.
BUTTON: 4
Quel che sta accadendo all’inglese è un mistero assoluto. Un’involuzione già commentata in precedenza, che è diventata pericolosa abitudine. Mentre Lewis sfreccia e vince, Jenson arranca nelle retrovie e nemmeno va a punti. Il 16esimo posto ci racconta di qualcosa che non va. Un rebus da risolvere in fretta.
WEBBER: 5
Dopo la bella affermazione a Montecarlo torna nel limbo dorato, chiudendo settimo, preceduto anche da Rosberg. Alterna ottime prestazioni a momenti di buio totale. I 79 punti sono ancora un buon bottino ma non sembra avere le chance per giocarsi il titolo, roba per duri che si chiamano Hamilton, Alonso e Vettel.



