di Francesco Gori
Monza, il Gran Premio d’Italia, l’appuntamento stagionale della F1 più atteso dai tifosi tricolori, si veste ancora di rosso, grazie al podio “mondiale” di Fernando Alonso. Non stiamo parlando di una vittoria, ma di un terzo posto che vale comunque oro in ottica campionato.
Innanzitutto per le difficili condizioni di partenza del pilota principe di Maranello: una decima posizione causata non per demeriti suoi, quanto per un guasto tecnico che fa parte del “gioco”. In secondo luogo, per i risultati degli avversari più temibili prima della corsa. Fernando ci ha abituati alle rimonte, tanta è la sua classe al volante – ricordiamo ad esempio il capolavoro di Valencia, quandò rimontò addirittura dall’undicesimo posto -, ma stavolta i rivali sembravano davvero ostici visto l’handicap. A cominciare dal duo McLaren che, infatti, ha dominato la scena, con Button impensierito per una frazione di gara dal solo e redivivo Felipe Massa (quarto sul traguardo). Poi Jenson si è ritirato, e Lewis Hamilton non ha avuto avversari, andando a vincere. Poi c’erano le due Redbull, quella di Vettel in particolare. E qui arrivano altri nitridi di gioia rossa. Sì, perché, dopo il Grosjean di sette giorni fa, la palma del “cattivo” è andata a Sebastian che, con una manovra scorretta, ha tentato di tamponare il ritorno dell’asturiano in pieno raptus adrenalinico. Trovando però solo un drive-through e poi una – dal punto di vista del tifoso italo-spagnolo – meritata uscita di scena. E Webber? Non pervenuto, fuori anche lui nel finale, e ormai cotto al punto giusto da uscire dalla lotta per il titolo. Ennesimo piazzamento per Kimi Raikkonen (quinto), e adesso ad appena un punto in classifica da quello che è ormai il rivale più agguerrito per la vittoria finale, proprio Lewis Hamilton, non a caso temuto più di tutti dallo stesso Alonso. Ma i punti di vantaggio sono comunque 37, a sette gare dalla fine. Che l’inglese debba in futuro rammaricarsi per i tanti punti persi per strada? Probabile, perché un Fernando così non può lasciarsi sfuggire il titolo.
Per concludere, un personale PODIO “VIRTUALE”, quello cioè che premia i migliori interpreti del Gran Premio d’Italia:
1° POSTO: SERGIO PEREZ. Gara da 10 per il messicano, autore di una rimonta superlativa dal dodicesimo posto al secondo, superando entrambe le Ferrari, e mandando così un chiaro segnale a Maranello per il volante numero 2.
2° POSTO: FERNANDO ALONSO. Un bel 9 per il leader ferrarista, che sfodera la consueta grinta, risalendo giro per giro, anche quando qualche buontempone tipo Vettel cerca di cacciarlo fuori pista. Ma lui è tipo tosto, e all’obiettivo mondiale non vuol certo rinunciare.
3° POSTO: LEWIS HAMILTON. 8.5 al vincitore che aveva il vantaggio della pole e, a parte un tentativo troppo docile sulla prima staccata da parte di Massa, ha sempre avuto pista libera e piede infuocato. Sarà un bel cagnaccio fino alla fine.

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.



