di Nicola Pucci
Con il campionato NBA 2013/2014 che ha esaurito metà del programma di regular season e con l’All Star Game alle porte è tempo di aggiornare protagonisti e momenti salienti del mese di gennaio. Anticipo brevemente la situazione in casa Italia, con il destino avverso che penalizza Gallinari costretto a saltare l’intera stagione e Bargnani fuori a tempo indeterminato per un brutto infortunio al gomito sinistro, con le alterne fortune di Datome che a Detroit staziona a lungo in panchina, con l’eccellente annata di Belinelli che a San Antonio è protagonista accanto a Duncan, Parker e Ginobili ed al momento è tra i miglior tiratori della Lega dall’arco dei tre punti.
SQUADRA IN FORMA. Chiedo venia, mister Jason Kidd: dal nulla del mese di dicembre all’inattesa conversione di gennaio con un record invidiabile di 10 vinte-3 perse che rilancia i Brooklyn Nets in piena corsa play-off il passo è stato breve. Il tutto con Brook Lopez – che viaggiava a 20.7 punti a partita – fuori per il resto della stagione per l’operazione al piede destro, con Pierce e Garnett che accusano il peso degli anni e con Deron Williams nell’insolita veste di sesto uomo. Certo, se poi Teletovic segna 34 punti contro Dallas e Joe Johnson ricorda a tutti di essere un campione, far meglio non era certo troppo difficile.
SQUADRA DELUSIONE. L’infortunio di Nash, la nuova assenza di Bryant, Blake, Farmar ed Henry pure loro in injury list: sono troppo anche per quella volpe di Mike D’Antoni. Ma i Los Angeles Lakers sono la franchigia più gloriosa d’America e trovarli così lontani dalle posizioni che contano fa male a chi è cresciuto nel mito di Magic e Kareem. Nonostante Gasol che è sempre un bel vedere e Nick Young che prova a fare il vice-Kobe.
SQUADRA SORPRESA. I Toronto Raptors sono passati dall’era Bosh-Bargnani a quella Valanciunas-Derozan. Bella differenza, direte voi… due fuoriclasse contro due mestieranti del canestro. Certo, non è proprio la stessa cosa, ma intanto coach Dwane Casey sta conducendo la squadra oltre il 50% di vittorie e i play-off sono proprio dietro l’angolo. Se aggiungete che Terrence Ross è prospetto in divenire capace di bombardare come pochi – 51 punti contro i Clippers – e Kyle Lowry in regia sta infine esplodendo a buoni livelli ecco che forse una semifinale di Conference non è proprio così improbabile. Meglio di Chris e Andrea.
GIOCATORE TOP. Che Kevin Durant sia il miglior cannoniere della Lega è noto da anni. Che competa con James per il titolo di giocatore più forte del pianeta pure. Ma le statistiche del mese sono impressionanti: senza Westbrook al suo fianco assomma dodici partite consecutive oltre i trenta punti, 54 contro Golden State, 48 contro Minnesota e Utah, 46 contro Portland, 41 contro Atlanta. Degno del miglior Jordan.
GIOCATORE IN CRESCITA. Guardo LaMarcus Aldridge che viaggia a 24.3 punti a partita a cui si aggiungono 11.6 rimbalzi e rammento che fu seconda scelta assoluta alle spalle di Andrea Bargnani nel 2006. Solo che il nostro, complici anche gli infortuni, pare avviato sulla china discendente, l’ala di Portland invece può avanzare la candidatura ad un posto tra i migliori cinque giocatori della Lega.
IL FATTO. Quel che mi piace del campionato NBA è che ogni sera, se non addirittura ogni gara, può saltar fuori la prestazione da record che infiamma chi potrà raccontare un giorno “io c’ero“. E’ stato così per i 62 punti che Carmelo Anthony ha messo a referto il 24 gennaio contro Charlotte: eravamo al Madison Square Garden di New York e mai, su quel parquet, avevano visto una cosa così. Magari stanotte qualcuno fa anche meglio.



