di Francesco Gori
Il 14 aprile del 1912 il Titanic, maestosa nave destinata a collegare il Regno Unito con l’America, affondò nell’oceano Atlantico e con esso più di 1500 passeggeri. Una tragedia rivissuta nell’immaginario collettivo grazie al film di James Cameron del 1997. Ebbene sì, sono già passati quindici anni dalla prima di una pellicola che ha fatto la storia del cinema, per il record d’incassi e l’incetta di Premi Oscar, segnando la memoria di chi adesso non è più un teenager. Di recente passato in televisione, in occasione del centenario Titanic torna in sala con l’ausilio del 3D, per riportare anche “fisicamente” lo spettatore dentro il dramma dell’affondamento del transatlantico, e riviverne i sussulti con una partecipazione più attiva.
La trama è cosa conosciuta. Chi non ricorda la coppia Jack-Rose interpretata dal duo Leonardo di Caprio e Kate Winslet? Tutto parte dal racconto di Rose anziana ad un gruppo di scienziati alle prese con i misteri del relitto e del ritrovamento di un disegno. Quel bozzetto altro non è che Rose giovane ritratta da Jack, giovane artista conosciuto durante quello che si rivelerà un drammatico viaggio. All’epoca, siamo appunto nel 1912, la ragazza ha il destino segnato, spinta dalla madre senza scrupoli ad un matrimonio di convenienza col ricco figlio di un magnate. Resasi conto della sua futura infelicità decide di farla finita ma sul ponte della nave dal quale vuole buttarsi conosce Jack. I due si innamorano e decidono di proseguire la strada insieme, contro il volere della famiglia di lei e quello sociale, che non tollera l’accoppiamento tra diverse classi. Ma l’amore, si sa, non sta alle regole e i due danno vita alla loro intensa ma breve storia. Ad interrompere il loro sogno non saranno però gli ostacoli sociali, né il fidanzato rancoroso di lei, bensì un iceberg che nella notte del 14 aprile incoccia la prua della nave.
E qui comincia la seconda parte del lungometraggio, quella più drammatica, nella quale tutte le persone a bordo si rendono conto, piano piano, del disastro irreparabile e del brutto scherzo del destino. Il fidanzato Carl non si ferma neanche davanti alla tragedia e cerca di eliminare il rivale in amore, facendolo accusare di furto. Jack viene ammanettato ad abissamento ormai in corso, Rose lo salva e insieme iniziano le peripezie in cerca di salvezza, tra acqua imbarcata e panico collettivo. Fino all’ultimo istante cercheranno di sfruttare ogni centimetro del Titanic per ritardare il più possibile l’annegamento nelle acque gelide dell’oceano. Lei rifiuta di salire su una scialuppa di salvataggio, lui le offre cuore e corpo per salvarla: quando l’amore non si ferma davanti a niente, neanche innanzi alla morte. Finale da singhiozzo.
Un vero e proprio kolossal quello del maestro James Cameron, già regista di vecchi successi come Terminator e Aliens e del recente, altrettanto campione d’incassi, Avatar. Sulla scia di quest’ultimo, quella del 3D, ecco il Titanic riproposto, stavolta con immagini tridimensionali che “entrano” nell’occhio e nel cuore dello spettatore, ancor più della versione precedente.
Ricordo in particolare: la scena in cui l’orchestra di bordo, episodio realmente accaduto, nonostante il dramma in corso, continua a suonare regalandosi e regalando gli ultimi, indimenticabili istanti di vita; la crudeltà di Carl, disposto a tutto pur di vincere: ma anche lui, racconta Rose, sebbene superstite in quell’occasione, soccomberà alla sua malvagità; l’epica scena dei giovani e belli Leonardo di Caprio e Kate Winslet abbracciati sul ponte; il vissuto drammatico di ogni passeggero, come il capitano che attende inerme la fine, gli anziani abbracciati nel letto di morte, così come i piccoli addormentati per sempre dalla mamma.
Titanic, come Via col Vento o Schindler’s List per fare due esempi, rimarrà un film che ha segnato un’epoca, godibile anche tra tanti anni, quando sarà solo il ricordo di un tempo. Come Jack e Rose.




Effetti speciali e melassa a piene mani, oltre a tante situazioni irrealistiche, come la scena nella quale affondano aggrappati alla ringhiera della nave o restano a mollo per qualche decina di minuti nell’acqua gelida…
Per me, un film molto sopravvalutato…