di Ferdinando Cocciolo
È il Tour de France 2014 di un Vincenzo Nibali “immenso” e “ mostruoso”, anche oltre le aspettative. Ma è anche il Tour dei “drammi” Alberto Contador e Chris Froome
La maglia gialla per Vincenzo Nibali, non più un sogno, ma ora più che mai una “splendida realtà”, che lo “Squalo dello stretto” sta già gustando in questa prima settimana del Tour de France 2014, con due vittorie e prestazioni ecezionali.
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Il Tour de France dell’immenso Nibali ma, purtroppo per loro, anche dei colpi di scena, dei drammi sulla strada, delle cadute che hanno coinvolto coloro che alla vigilia erano considerati i maggiori rivali del leader dell’Astana (se non i due massimi favoriti): Chris Froome e Alberto Contador. Già qualcuno sta iniziando, pensando in prospettiva, a dubitare sulla valenza oggettiva degli exploit di Vincenzo Nibali al Tour, considerando che non sono più in corsa Froome e Contador. Noi respingiamo pienamente questi atteggiamenti e valutazioni, considerando solo un dato di fatto sinora incontrovertibile: quello della netta supremazia di Vincenzo. Dopo il giorno di riposo e il trionfo del nostro miglior rappresentante nell’ultima tappa in salita sui Vosgi, il Tour de France riparte con questa classifica generale: maglia gialla Nibali, con un vantaggio di 2 minuti e 23 secondi su Richie Porte (SKY), lo spagnolo Valverde a 2 minuti e 47 secondi.
Un podio “di tutto rispetto”, anche se naturalmente rimane il ramnarico di non vedere più lottare per la maglia gialla (in una sfida che soprattutto sulle grandi montagne sarebbe stata epica) i portacolori della SKY e della Tinkoff- Saxo.
Ma godiamoci questo Vincenzo Nibali immenso, che davvero sembra il padrone assoluto di un Tour spettacolare, e sta nobilitando il nostro ciclismo, e non solo.
Vincenzo non ha iniziato proprio bene la stagione 2014, poi il trionfo di alcune settimane fa nel Campionato Italiano nel Trentino lo ha sicuramente galvanizzato, reso sicuro del proprio potenziale, soprattutto consapevole di poter combattere ad armi pari con Contador e Froome. Diciamola tutta… prima dell’inizio del Tour vi era un certo scetticismo intorno a Vincenzo, ritenuto (anche da diversi addetti ai lavori) non ancora maturo (anche sotto il profilio tattico) ad allinearsi con le grandissime ambizioni di vittoria di Alberto Contador e Chris Froome. Ebbene, la grande scommessa di Vincenzo, con i fatti, è stata vinta.
Lucido, tranquillo, sereno, consapevole della propria forza sin dalle prime tappe inglesi, che avrebbero potuto rivelarsi per lui abbastanza difficili. Quello scatto vittorioso, praticamente a poche linee dal traguardo, dal gruppo dei migliori (in faccia a Contador e Froome) nella “mini Liegi”, ha rappresentato ulteriori convincimenti, spinte maggiori per dire e dirsi “eccomi, sono forte, vi sfido”.
La quinta tappa, quella del temutissimo pavè della Foresta di Aremberg, sarebbe stata la prima, decisiva, nel duello Froome–Nibali–Contador, in una “partita a scacchi” dove, probabilmente, non avrebbe vinto solo il più forte. Ebbene, su quei difficilissimi tratti in pavè caratteristici anche della mitica Parigi- Roubaix, Vincenzo è stato “mostruoso”, come hanno anche intitolato alcuni giornali sportivi. Sicuro sulle pietre, praticamente all’attacco sin dai primi chilometri, con molti corridori da classifica generale già in difficoltà, arriva terzo, dopo Lars Boom e il compagno di squadra Fugsang. Mentre gli avversari annaspavano, Contador staccato e soprattutto il primo colpo di scena. Chris Froome, dopo la terza caduta in due giorni, è costretto a lasciare il Tour De France, tra lacrime e, probabilmente, qualche rimpianto (a questo punto) per la mancata convocazione in Francia di Bradley Wiggins.
Una maglia gialla che Nibali, a parte la tappa in cui ha “prestato” il segno del comando a Tony Gallopin, non ha più lasciato. La tappa di lunedì scorso sui Vosgi, il primo vero grande appuntamento in salita, aspettava il duello Nibali –Contador, con l’alfiere della Tinkoff–Saxo alla ricerca della grande rivincita, per far vedere al rivale che lui ancora c’è e fermamente intenzionato a dare battaglia. Invece, quello che non ti auguri e neanche ti aspetti, l’ennesimo colpo di scena. La resa, il ritiro dello spagnolo, che cade in discesa e si rompe la tibia. Invece Vincenzo, con un Michele Scarponi e una squadra attenta e straordinaria, è “un astronauta” rispetto a tutti, rispetto ad esempio a un Porte e un Valverde che inseguono ancora un podio. Un gruppo di fuggitivi coraggiosi è protagonista della fuga più importante di giornata, nella quale entra a far parte anche un Joaquin Rodriguez che (nonostante non abbia più ambizioni di classifica) sta pian piano ritrovando la forma migliore. Lo “Squalo” (accusato , tra l’altro ingiustamente, di aver dato ritmo al gruppo al momento della caduta di Contador) rompe gli indugi, inizia il suo show a circa tre km dalla conclusione. Va a prendere Rodriguez, con una ferocia agonistica probabilmente mai vista nella sua carriera, ed una potenza che stronca gli avversari. Effetivamente, mai visto un Vincenzo così, nonostante abbia già dato spettacolo sulle strade del Giro d’Italia e della Vuelta. Tra gli uomini di classifica, si nota soprattutto un Valverde abbastanza volitivo, in netta ripresa, che vuol tenere alto l’onore della Spagna dopo l’inatteso ritiro di Contador e si classifica terzo a 20 secondi. Ma è Vincenzo Nibali ad entusiasmare davvero tutti, trionfando in solitaria, e dichiarandosi subito dispiaciuto per l’abbandono del rivale Contador. Questo è Vincenzo Nibali, anche un professionista corretto, che rispetta gli avversari.
Dopo il giorno di riposo, il Tour riparte con Vincenzo Nibali in maglia gialla, Porte secondo, Valverde sul podio più basso, Bardet a 3 minuti, Pinot a 3 minuti e 47 secondi, Van Garderen a 3 minuti e 56, il campione del Mondo Rui Costa a quasi 4 minuti.
Ma il re del Tour de France è lui, Vincenzo Nibali, il nostro più forte corridore italiano da almeno 4 anni, “l’orgoglio” di un ciclismo italiano che già sogna questo Tour, che vuole rinascere definitivamente grazie alle sue vittorie. Lui e Matteo Trentin, i nostri due vittoriosi sinora sulle strade francesi.
Vai Vincenzo, regalati e regalaci il sogno…


