“NO” ALLE OLIMPIADI DI ROMA: MONTI SOFFOCA LA SPERANZA

di Francesco Gori

Monti si è pronunciato: “NO” alle Olimpiadi di Roma 2020. Niente candidatura italiana per i giochi. “Il governo non ritiene che sarebbe responsabile nelle attuali condizioni dell’Italia assumere un impegno di garanzia” ha dichiarato.

I cinque cerchi olimpici (flickr)

Le sue sono parole di un economista, conservatore e uomo capace di far quadrare i conti. Nessuno sa usare la calcolatrice come lui, senza dubbio, e sulle spese che possono gravare sul paese per costruire un evento di questa portata, è la persona che ha gli strumenti per sentenziate il sì o il no. E il potere da Presidente del Consiglio.

Non è giusto quindi focalizzare la riflessione sulla decisione del capo del governo tecnico da un punto di vista economico. Io, francamente, di economia capisco ben poco e lascio agli esperti la parola. Mi sembra invece giusto sottolineare quello che poteva essere, da un altro punto di vista, una manifestazione come quella delle Olimpiadi.

Stiamo parlando di sport, e ciò è già di per sé positivo. Lo sport è, da sempre, un elemento portante nella struttura societaria, vuoi per l’educazione che insegna ai bambini, che imparano i concetti di disciplina e lealtà, vuoi per gli adulti, per l’importanza che riveste nel processo di socializzazione e nel funzionamento del corpo umano. Lo sport fa parte dell’ala ottimistica della vita. Eliminarlo o non dargli spazio significa soffocare la speranza. Soffocare la possibilità di un’Olimpiade tutta italiana, significa soffocare la fiducia nei cittadini. Significa togliere aspettative per il futuro e immaginarcelo plumbeo come un nuvolone. Mario Monti prevede pioggia forte e predica ristrettezze e austerità nel nome del conto in banca. E con questo dimostra una visione limitata, un approccio da tecnico eccellente qual è.

I Mondiali del 1990 portarono con sé sprechi enormi, lavori fatti male, strutture non all’altezza, ma il ricordo più bello è quello di Totò Schillaci che gonfia la rete di fronte ai suoi tifosi, con l’Italia di Vicini che sfiora il titolo mondiale giocando nei propri stadi e regalando agli italiani notti magiche. E con esse la possibilità di sognare. L’Italia e le nazioni in generale, con lo sport rinascono, ritrovano le forze, rinnovano la speranza di una ripartenza. Qui non si parla di recessione, che l’esempio greco ci conferma essere, si parla di far passare un messaggio positivo, un “ce la faremo” nonostante tutto perché il nostro paese, l’Italia, è dai tempi dei romani un luogo come pochi, abitato da geni e contornato di splendore, capace di imprese innate. Oltretutto un’ Olimpiade non è solo spese per le strutture, peraltro necessarie in un processo di miglioramento e consolidamento futuro, non è solo lavori che con solidi e razionali progetti possono comunque portare benefici, significa anche nuova occupazione, richiamo turistico  e lustro, significa creare un’immagine positiva, di esempio agli occhi di un’Europa in crisi.

E invece eccoci qua, nell’Italia di serie B, declassati per i conti di una calcolatrice, costretti a guardare al futuro con pessimismo, dicendo “NO” alle Olimpiadi del 2020.

Amarezza espressa dal Presidente del Coni Gianni Petrucci. “Un’occasione sprecata” per il presidente del Comitato promotore, Mario Pescante. E come dargli torto.

9 Comments

  1. Giovanni Agnoloni 16/02/2012
  2. Nicola Pucci 16/02/2012
  3. Francesco 16/02/2012
  4. Leonard von Bruneck 16/02/2012
  5. Emiliano 16/02/2012
  6. Giovanni Agnoloni 16/02/2012
  7. Francesco 16/02/2012
  8. Giovanni Agnoloni 16/02/2012
  9. Elena71 17/02/2012

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