di Simone Provenzano
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Oggi mi sento indisponente e provocatorio.
Io ho 36 anni, non ho la più pallida idea di quanti me ne sento.
In effetti cosa cambia se me ne sento 40 o 20? Cosa definisce la mia età se non lo scorrere del tempo? Non ha nessuna importanza quanti anni ne sento, ciò che è davvero importante è cosa si riesce a fare di ciò che si vorrebbe fare.
Cerchiamo di fare chiarezza: io all’età di diciassette anni ho distrutto la mia prima moto insieme alle mie uniche ginocchia. Non una gran mossa direi! Ma tant’è, ormai è andata. Regolarmente, durante l’anno, un paio di volte, le mie rotule decidono di prendersi una settimana di ferie e smettono di funzionare regolarmente. La frequenza con cui le mie ginocchia prendono ferie aumenta esponenzialmente se decido di farmi una corsetta o una partitina a calcetto.
Ora io posso sentirmi ventenne, ma le mie ginocchia no!
Sentirsi l’età, sembra essere un po’ come misurarsi la febbre…
Ma l’età non è una malattia.
E la vecchiaia nemmeno.
C’è un vecchio detto (di cui non conosco l’origine), che dice che passiamo i primi trent’anni della nostra vita a tentare di distruggerci, e i successivi a cercare di mantenere ciò che è rimasto.
Non importa l’età che ti senti, il tuo corpo è sottoposto allo stress e all’usura del tempo. Accettalo. Non c’è niente di male. Magari possiamo provare a fare una buona manutenzione del nostro tempio somatico. Esistono esperienze che sono adatte a tutte le età, altre che appartengono solo ad alcuni momenti specifici. È il solito vecchio discorso. Non possiamo pensare di fare tutta la vita la stessa cosa. Non possiamo e non dobbiamo cristallizzarci.
La vita è movimento.
La vita non è arrivare da qualche parte, la vita è andare, cammino e percorso.
Non fermarsi, ma andare avanti.
Ciò significa che possiamo crescere. Non solo nel corpo.
Già! Esiste anche la mente, e a meno di malattie degenerative e altre menate patologiche della terza età, possiamo continuare a crescere e maturare.
La mente non ha età. L’anima che mi abita non ha età.
La mente non è più vecchia o più giovane, ma più o meno “evoluta”.
Una mente “evoluta” è una mente che sa vedere e godere della bellezza che la vita ci offre. Ascoltiamo allora Franz Kafka: “La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio”.
Ecco che gioventù e vecchiaia spariscono nel continuare a sapersi meravigliare.
La meraviglia. Quella dei bambini, come quella dei vecchi.
È sempre la stessa.
Non importa l’età che hai né quella che ti senti.
Prenditi cura di te, del tuo corpo, della tua mente, delle tue ginocchia.
Non ti spaventare dell’ignoto, ogni cosa nuova lo è.



Il bello di questo articolo è che permette di prendere istantaneamente consapevolezza del nodo della paura e di scioglierlo in un sentimento di apertura incondizionata, che altro non è che Amore, Agape o Eros che sia. Quello che è alla fonte dell’unica vera spiritualità. Ma anche quello che fa sì che ci diamo interamente alla vita, come all’Arte, dimenticando la morte (citando Hemingway nel film “Midnight in Paris”, che ho visto ieri che Francesco Gori aveva già recensito su questo blog).