PLAY-OFF NBA 2015: IL TABELLONE

di Nicola Pucci

La lunga, estenuante regular season è infine arrivata a termine: spazio ai play-off NBA 2015, con un tabellone che si è delineato come pochi avrebbero potuto immaginare a fine ottobre quando le 30 squadre professionistiche hanno cominciato la loro rincorsa alla successione dei San Antonio Spurs campioni in carica. Una stagione regolare sorprendente, una volta tanto ricca di motivi e spunti di interesse, non la solita, forse anche scontata marcia di avvicinamento alla fase decisiva di campionato: le due finaliste del 2014, appunto San Antonio e Miami privata di James, che hanno faticato con gli Heat addirittura fuori dalle migliori sedici; con l’inatteso exploit di Golden State e Atlanta; con re Lebron tornato a Clevaland e non così dominante come era lecito attendersi; con la lotta serrata tra Harden e Curry per il titolo di MVP; con le prodezze di Westbrook laureato miglior cannoniere della lega ed anche con le buone prove in chiave azzurra di Gallinari, Bargnani, Belinelli e pure Datome passato tra le file di Boston. Insomma, si annuncia spettacolo per i play-off ormai al via, ecco dunque la griglia di partenza.

da blacksportsonline.com

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OVEST (Western Conference)

GOLDEN STATE (1) – NEW ORLEANS (8). Non ci sarà storia, troppo netto il divario tra chi ha letteralmente dominato la stagione mettendo in bacheca 67 vittorie su 82 partite, avvalendosi del contributo di due fenomeni come Stephen Curry e Klay Thompson, producendo il miglior gioco e vantando miglior attacco e miglior difesa di tutta l’NBA. Il lavoro di coach Steve Kerr è stato eccezionale e ai Pelicans, giunti ai play-off solo grazie al vantaggio negli scontri diretti con Oklahoma, non potrà bastare l’enorme talento di Anthony Davis, ormai il miglior centro in circolazione.

PORTLAND (4) – MEMPHIS (5). I Blazers per il fatto di aver chiuso al comando la propria Division sono accreditati della quarta testa di serie ma il fattore campo, i precedenti in stagione e la solidità sotto canestro di Marc Gasol – miglior giocatore europeo del 2014 – e Randolph sembrano sufficienti per garantire il passaggio del turno ai Grizzlies. L’estro di Lillard e l’esplosività offensiva di Aldridge proveranno a sovvertire il pronostico di una sfida comunque all’insegna dell’equilibrio.

HOUSTON (2) – DALLAS (7). James Harden, detto “il barba“, probabilmente si è guadagnato la palma di MVP della stagione e guida una squadra che è migliorata tantissimo e guarda con grandi ambizioni ai play-off. Howard sotto i tabelloni è sempre un fattore, Dallas ha dalla sua l’esperienza di Nowitzki, Rondo, Monta Ellis e Stoudemire ma sarà difficile andare oltre una onorevole difesa: giungere a gara-7 sarebbe già un bel traguardo.

LOS ANGELES CLIPPERS (3) – SAN ANTONIO (6). Senza dubbio la serie più intrigante. Da una parte la squadra di Doc Rivers che da almeno tre anni è attesa all’esplosione definitiva – e magari ci riuscirà infine con Paul in regia, DeAndre Jordan che ha la miglior percentuale di tiro della lega e Griffin che può dominare come pochi -, dall’altra i detentori del titolo, gli Spurs di Popovych, sempre più vecchi, sempre più logori ma vincenti come nessun altra franchigia. Ma stavolta sarà maledettamente difficile vincere tre serie tutte col fattore campo sfavorevole.

EST (Eastern Conference)

ATLANTA (1) – BROOKLYN (8). Ecco l’altra grande rivelazione dell’anno, gli eccellenti Hawks di coach Budenholzer. Senza una stella di prima grandezza ma con un’alchimia di squadra e un gioco pressochè perfetto hanno stupito tutti: il primo ostacolo è agevole, i Nets hanno il talento di Deron Williams, Joe Johnson e Brook Lopez e l’esperienza di Kevin Garnett ma sono troppo incostanti per poter sperare di passare il turno.

TORONTO (4) – WASHINGTON (5). Bella sfida, l’energia e la freschezza dei Raptors che son cresciuti molti dai tempi di Bosh e Bargnani e si affidano alla coppia DeRozan-Lowry, contro lo smisurato talento di John Wall e Bradley Beal che si assomma alla voglia di vincere del vecchio Paul Pierce. Potrebbe pure scapparci la mezza sorpresa, semprechè una vittoria dei Wizards possa essere considerata una sorpresa.

CLEVELAND (2) – BOSTON (7). James, Irving e Love dovevano demolire la concorrenza, invece per buona parte della stagione hanno navigato poco oltre il 50% nel margine vittorie-sconfitte. Poi a gennaio sono arrivati J.R.Smith, Mozgov e Shumpert e la squadra è assurta al rango che tutti si attendevano. L’obiettivo è l’anello e non saranno certo i rinnovati Celtics di Gigi Datome a far cambiare i programmi a re Lebron.

CHICAGO (3) – MILWAUKEE (6). Fa un po’ dispiacere pensare a quel che poteva essere e non è stato per i Bulls negli ultimi tre anni, complici gli infortuni e le disgrazie di Derrick Rose. Il play è incerto per questa prima sfida, così come Hinrich e Noah, toccherà allora al trio Butler-Pau Gasol-Mirotic scardinare la concretezza e la vivacità dei Bucks che non hanno una stella di prima grandezza ma giocano un’ottima  pallacanestro ed avranno dalla loro tutta la sfrontatezza e l’entusiasmo di chi non ha nulla da perdere. C’è profumo di colpaccio.

Mettetevi comodi in divano, accendete la TV e sintonizzatevi sulle frequenze dell’NBA: inizia lo show più bello del mondo.

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