POESIA E ISPIRAZIONE SECONDO DIEGO CAIAZZO

di Giovanni Agnoloni

“Poesia e ispirazione secondo Diego Caiazzo”

Diego Caiazzo (foto concessa dall'autore)

Diego Caiazzo (foto concessa dall’autore)

Diego Caiazzo è un poeta napoletano nato nel 1955. I suoi percorsi creativi sono molto interessanti, come questa intervista cerca di mettere in luce. La Via lattea è un suo poemetto, pubblicato integralmente in rete su tornogiovedi.it, e i cui primi estratti erano usciti su lestroverso.it.

Qui ne compaiono alcuni estratti, alternati alle risposte dell’autore. Ne emerge un quadro ricco di vissuto, pensato e sentito, il tutto rifiltrato in un testo dalle molteplici valenze, in termini sia di contenuto, sia di stile.

1) I versi de La Via lattea delineano un percorso sospeso tra poesia e prosa, inanellando una sorta di rosario laico di pensieri, contemplazioni cosmiche, meditazioni musicali, lampi storici e aneliti amorosi. Com’è nato ed è venuto formandosi questo componimento?

La composizione de La Via lattea è durata sette anni e mezzo: le date di inizio e fine sono in calce. Ho concepito questo testo come un viaggio sui percorsi della memoria, quasi un pellegrinaggio religioso (il titolo richiama il Cammino di Santiago) e l’ho sentito subito come un “poema”, una serie di poesie concatenate (anche se non in maniera evidente) in un discorso organico, disposte in ordine cronologico. Avevo intenzione di riepilogare le mie esperienze e le mie conoscenze riguardo alle cose che mi affascinavano e che ho amato per tutta la vita: la poesia (implicitamente), la musica, gli scacchi, l’astronomia (pur non essendo affatto un esperto). E l’amore, in tutte le sue forme, da quello erotico fino a quello materno e filiale.

“C’è un viaggio
che compio ogni giorno
in composta solitudine
come fosse un pellegrinaggio
a un santuario lontano
ed è vero che cerco
come una guarigione
o forse è solo il cammino
di un devoto
al santo del ricordo
è un percorso mistico
fatto di immagini perdute
fissate alle pareti del cielo
la via lattea
delle dimenticanze.”

2) Vi sono anche riferimenti al gioco degli scacchi. Un tentativo di coniugare cultura alta e cultura popolare o il frutto di una passione che unisce in sé dimensione ludica e riflessione matematica?

Senz’altro il frutto di una passione inestinguibile. Gli scacchi li pratico a livello agonistico fin da ragazzo. Nel 2007 sono diventato Candidato Maestro e sono entrato nel ranking internazionale della FIDE. Per me sono una disciplina dello spirito. La storia degli scacchi e dei suoi campioni è straordinaria in sé, anche per chi non conosce il gioco. Sono parte della mia vita e grazie ad essi ho imparato a conoscermi. Il gioco degli scacchi ha una potenza simbolica che non credo abbia eguali: la letteratura e il cinema sono pieni di esempi “alti”, basti pensare a Bergman, Bufalino, Primo Levi, Zweig, Borges, Maurensig (per citare qualche nome), o anche a Poe, che pure non li apprezzava. Diciamo, per citare Levi, che considero il gioco “un’austera metafora della vita”.

3) È comunque la musica classica il filo conduttore implicito del tuo componimento. Si può dire che il tuo scrivere tragga costantemente nutrimento dalla musica?

Sicuramente la musica è una chiave d’accesso all’anima, per quanto mi riguarda. Non solo il mio scrivere, ma il mio vivere è costantemente accompagnato dalla musica. Da bambino ho studiato pianoforte, ma poi ho smesso dopo i 10 anni. Ho suonato a orecchio fino ai 35, poi da autodidatta ho reimparato a leggere e sono stato in grado di suonare Bach, Ravel, Debussy, Scarlatti, Mozart, eccetera… anche se con tecnica imperfetta, è chiaro, ma anche jazz, blues e musica leggera. Non potevo dunque non scriverne.

“Johann Sebastian Bach
quattro fughe da “L’Arte della Fuga”
Partita n. 4 in re maggiore BWV 828
Ludwig van Beethoven
Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109
Paul Hindemith
Sonata n. 3
con queste note la sera di
venerdì 10 aprile 1964
al Wilshire Ebell Theatre
di Los Angeles Glenn Gould
trentunenne pianista canadese
all’apice del successo
genio dolcissimo e fragile
si congedava dal pubblico
non avrebbe più dato concerti
solo dischi programmi radio e TV
nessuno quella sera sapeva
che era un addio
forse come spesso accade
nemmeno lui
la musica fioriva come sempre
tra le sue dita
ed egli la donava
per l’ultima volta
senza una spiegazione
con leggerezza
come una donna l’ultimo bacio.”

4) I fatti storici che citi sembrano quasi un contrappunto concreto alla “metafisicità” di altri spunti. O piuttosto cercavi di leggervi dentro un riferimento a una dimensione nascosta, quasi mistica, che attraversa la Storia?

Diciamo entrambe le cose. La vita individuale è inserita in un contesto di cui non ci si rende conto subito, che influenza tutte le vicende personali. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti. Nessuno può considerarsi un’isola. Anche l’evento più intimo e privato, la nascita, deve fare i conti con la Storia. Nascere in Europa o in Africa, per fare un semplice esempio, fa una differenza enorme.

“Pare che dell’universo
possiamo osservare solo
una piccola parte
il cinque per cento
non tanto perché non abbiamo
buoni telescopi che guardino
quanto più lontano
ma perché il restante
novantacinque per cento
sembra essere fatto
da materia inosservabile
gli astronomi la chiamano
“materia oscura”
non si sa esattamente cosa sia
gli scienziati ci stanno lavorando
non si sa se e quando scopriranno
qualcosa
come una donna l’universo
nasconde quasi tutto il suo corpo
come se fosse pericoloso mostrarlo.”

5) L’amata che tratteggi nelle parti più liriche de La Via lattea è una sorta di spirito-guida?

In realtà non è una sola donna, ma questo lo so solo io e non ha nessuna importanza per la comprensione del testo. Man mano che si svolgeva la mia vita entrava in scena un nuovo personaggio femminile. Non direi uno spirito guida (anche se cito Beatrice e Dante, a un certo punto!), ma una compagna, a volte di viaggio, a volte di solitudine. Dolore e felicità che si alternano, come tutti sanno, nella complessa dinamica dell’amore.

Segnaliamo un’altra selezione di inediti poetici di Diego Caiazzo, pubblicata su Nazione Indiana.

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