di Ferdinando Cocciolo
Mentre il ciclismo, anche e soprattutto quello italiano, deve purtroppo fare i conti con una crisi economica e di sponsor che mette a repentaglio la disputa di diverse classiche (Giro del Friuli, Giro di Reggio Calabria, Gp. Costa Etruschi) ed ha costretto squadre come l’Acqua e Sapone a chiudere i battenti, già si stanno disputando le prime gare come lo Jayco Herald Sun Tour in Australia e si “affilano le armi” per il primo appuntamento di prestigio della stagione, il Tour Down Under, dove faranno il loro debutto alcuni dei grandi interpreti dello sport a due ruote.
Certamente, non è proprio un bel inizio per il ciclismo italiano, alla ricerca nel 2013 del riscatto dopo le delusioni del 2012. Alla luce delle ultime notizie il panorama ciclistico nazionale conta tre squadre in meno e circa 50 corridori a spasso, tra cui anche un certo Danilo Di Luca che spera ancora di trovare una collocazione di prestigio per dare continuità ai buoni risultati ottenuti nella passata stagione.
Ma si deve guardare avanti, ai progetti, alle ambizioni e alle prospettive delle squadre e degli atleti. I “grandi” del nostro ciclismo hanno già chiari i loro obiettivi principali, in un ciclismo che, in ogni caso, deve fare i conti con un risparmio di energie e criteri di pianificazione inevitabili. Il 2013 vedrà ai nastri di partenza un Vincenzo Nibali che, senza ombre di dubbio, per qualità e continuità di risultati è stato il miglior corridore italiano, se solo si tiene conto del significativo terzo posto al Tour de France, del secondo alla Liegi e del terzo alla Milano-Sanremo.
Vincenzo ha lasciato la Liquigas Cannondale, dove era il leader insieme a Ivan Basso, per approdare ad una squadra tra le più forti del panorama mondiale, l’Astana diretta da Alexandre Vinokourov, l’ultimo campione olimpico su strada, atleta discusso e al centro di vicende controverse, che ha voluto fortemente rinforzare l ’organico con ciclisti di quantità e qualità, “pescando” dal ciclismo italiano.
Dunque, la squadra kazaka ha condotto un mercato invernale molto importante, avvalorando un progetto che mette al vertice proprio Vincenzo Nibali, che ha già annunciato di voler puntare forte sul prossimo Giro d’Italia; competizione, la corsa rosa, che secondo il siciliano e i suoi dirigenti è più adatta alle proprie caratteristiche rispetto al Tour.
Sicuramente, il leader dell’Astana avrà al suo fianco compagni forti e combattivi, nella consapevolezza che, salvo clamorosi colpi di scena, la squadra avversaria da stanare sarà il Team Sky di Bradley Wiggins, al momento il principale avversario se non il massimo favorito del prossimo Giro. Sono arrivati all’Astana quattro connazionali del siciliano, i fidi scudieri Valerio Agnoli e Alessandro Vanotti , la giovane promessa Fabio Aru e il velocista, ex Vini-Farnese, Andrea Guardini.
Guardini porterà “in dote” sicuramente numerose vittorie negli sprint, essendo uno dei più forti velocisti italiani, ed ha, secondo molti addetti ai lavori e non solo, ampi margini di miglioramento che possono far pensare ad esempio ad un exploit in una grande classica come la Milano-Sanremo.
Ma appare scontato che gli obiettivi fondamentali dell’Astana siano le grandi gare a tappe. Con Nibali al Giro, il danese Fuglsang dovrebbe correre il Tour de France dove sostituirà il partente Roman Kreuziger (approdato alla Saxo-Tinkoff) che senza dubbio ha costituito la maggiore delusione nei grandi giri nel 2012.
I dirigenti credono molto nelle possibilità di questo corridore, ottimo passista-scalatore che, dal loro punto di vista, può migliorare sia sotto il profilo agonistico, sia sotto il profilo tattico. Come sono convinti che anche Vincenzo Nibali, soprattutto “tatticamente“, possa ancora crescere. Lo stesso Vinokourov, recentemente, ha dichiarato che Vincenzo dovrebbe essere più “strategico e riflessivo” se davvero vuole puntare al colpo grosso in tutti i grandi Giri.
Probabilmente, questo è un punto di vista, se fosse stato più accorto ad esempio nell’ultima Liegi-Bastogne-Liegi, avrebbe potuto portare a casa una vittoria sfuggitagli proprio all’ultimo chilometro.
Nell’Astana, fortemente rinnovata, Nibali è consapevole di avere la leadership incondizionata, che non dovrà spartire con altri corridori, come successo nella scorsa stagione alla Liquigas, con la presenza di Basso e l’esplosione definitiva di Peter Sagan.
Nibali potrà davvero contare su una compagine che è assolutamente determinata a fare grandi cose, su ogni percorso e in ogni gara. Per le grandi prove a tappe, il terzo uomo sarà lo sloveno Janez Brajkovic, tra i delusi del 2012 ma con una gran voglia di dimostrare il suo valore. Nel comparto corse a tappe bisogna anche considerare Kessiakoff e Seeldrayers, valide pedine d’appoggio e buoni scalatori.




I prossimi 2,3 anni sono cruciali nella carriera di Nibali: confermeranno se dovremo ricordarci di lui o meno. Tante (forse troppe?) attenzioni sono poste su di lui. Adesso, in Astana, non ha più impedimenti. Non è più il “secondo uomo”, il gregario di Basso. Fino ad ora, ho avuto sempre un occhio incerto su Nibali, perché mi è sempre sembrato come incapace di finalizzare gli sforzi, crollando spesso nei finali e mandando a monte gli sforzi. Ma probabilmente è successo, perché non è un corridore di corse di un giorno, ma di quelle a tappe. Del resto, una Tirreno-Adriatico ed una Vuelta non vengono così a caso. Spero che adesso possa quindi trovare la dimensione che più gli appartiene, confermando le sue doti di buon scalatore e che possa quindi acquisire quello che gli è mancato nella liquigas.
Mi piacerebbe che vincesse un Giro o un Tour, quindi. Anche se nel Tour c’è tanta lotta serrata davanti e non credo possa farcela, almeno per quello che ho visto adesso.
Adesso Nibali cercherà il riscatto, così come la sua generazione di corridori, che ha dovuto caricarsi di tutto il fango di quella precedente, mi riferisco ad Armstrong, Hincapie e “compagnia pedalante” 🙂
Quindi in bocca al lupo, Vincenzo! Mordi la strada e sega in due le montagne!
Attendo NIbali al varco per questa stagione 2013. Finalmente sarà il capitano unico di una squadra competitiva ed ambiziosa, vediamo quel che riesce a fare al cospetto dei vari Contador, Wiggins e Rodriguez … io lo vedo un gradino, anzi due, sotto … vediamo se mi smentisce, sarei contento di celebrarlo come nuovo fuoriclasse del nostro ciclismo …
Perfettamente d’accordo con Stefano. Mi rendo conto che quando si è molto poveri quel poco che si ha pare chissà che, ma oggettivamente tra i big delle corse a tappe Nibali è un ciclista da 6,5.
L’anno scorso ha fallito praticamente tutto, e in particolare il Tour dove aveva il tracciato più favorevole possibile (con diversi arrivi in discesa e una lunga cronometro che avrebbe dovuto agevolarlo rispetto agli altri uomini di classifica), Basso a fargli da gregario e la concorrenza più scarsa di sempre.
Vedremo cosa farà al Giro, ma se ci saranno avversari “veri” (cioè se non tutti i grandi punteranno esclusivamente sul Tour) difficilmente vincerà.