QUADERNO LAICO DI GUIDO CALOGERO: NUOVA EDIZIONE DI GUIDO VITIELLO

a cura della Redazione

Quaderno laico di Guido Calogero: nuova edizione, l’antologia di Guido Vitiello

Arriva una nuova edizione del volume Quaderno laico. Un’antologia di Guido Calogero, a cura di Guido Vitiello. Uscito nel 1967 con Laterza, stiamo parlando di un’opera che racchiude una selezione dei testi del filosofo, apparsi sul giornale “Il Mondo” negli anni Sessanta.

quaderno laico

Sono passati quasi 50 anni e Guido Vitiello ci ripropone un’antologia da non perdere: 65 scritti presentati come “l’ideale livre de chevet dell’uomo laico, da tenersi dove altri terrebbe il salterio, il libro di preghiere e di conforto spirituale, o magari accanto ad esso”. Quelle di Calogero sono conversazioni filosofiche che ancora oggi assumono importanza: da notizie, fatti di cronaca o pubblicità qualsiasi, l’autore commentava e si interrogava alla ricerca della verità intrinseca. Un dialogo intenso con il lettore, con dubbi ed osservazioni di straordinario interesse, alla sorta di un moderno Socrate. Come del resto specifica Vitiello (docente presso l’Uni­ver­­­sità La Sapienza di Roma e collaboratore  del «Corriere della Sera» e «Il Fo­glio») nella sua introduzione: “Quel che mi pare specialmente utile è recuperare un metodo di lettura e di interpretazione delle grandi e piccole notizie, un’attitudine nell’accostarsi all’attualità.” 

Guido Calogero (Roma, 1904-1986) è stato uno dei più importanti in­tel­lettuali e filosofi italiani del Novecento con la sua “filosofia del dialogo”. Profondo conoscitore del pensiero greco, e difensore di una «visione laica della vita». Notevole anche il suo impegno civile: educatore e antifascista, fu tra i fondatori del Partito Radicale nel 1955. Tra le altre opere, da ricordare La scuola dell’uomo (1939), Difesa del li­be­ral­­so­cia­lismo (1945), Logo e dialogo (1950), Filosofia del dialogo (1962).

Parlando di Quaderno laico disse: “Questo è un libro di filosofia… Ma non è scritto al modo delle più consuete trattazioni filosofiche, esponenti per ordine i problemi nella loro connessione sistematica… Al centro si giunge da qualsiasi punto della periferia: il più costante svela le sue strutture in ogni esperienza del meno costante.”

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