QUASI AMICI: OLTRE LE BARRIERE E I PREGIUDIZI

di Claudia Boddi

Convince ed emoziona, Quasi amici, dei giovani registi francesi, Olivier Nakache ed Eric Toledano. Ispirato a una storia vera, il film racconta come sia possibile far coesistere mondi apparentemente agli antipodi, abbattendo barriere e giudizi preconcetti.

Omar Sy, il Driss di Quasi amici (foto wikipedia)

Le vite di Driss (Omar Sy) e Philippe (François Cluzet) si incrociano all’improvviso e dal loro incontro nasce un rapporto autentico, all’interno del quale ognuno può essere se stesso e accettare l’altro per quello che è, senza volerlo cambiare a tutti i costi o costringerlo a insensate etichette morali. Driss – ex detenuto dal sorriso magnetico – vive ai margini della periferia parigina solo grazie al sussidio sociale. Philippe – aristocratico della Parigi Bene, divenuto paraplegico dopo un incidente in parapendio – vive in una villa color avorio nel centro della città e assume Driss come badante personale. Al di là delle immediate differenze di classe, i due protagonisti sono portatori di esperienze e significati diversi che, nonostante tutto, possono comunicare e, in certi momenti, anche fondersi l’un l’altro. Lo spettatore è traghettato attraverso questa bella vicenda che non parla solo di amicizia, in senso stretto, ma anche di solidarietà umana, accettazione e affetto. Perché non esiste nella realtà di alcuno, nessun elemento salvifico, che garantisca la felicità, una volta e per sempre. I soldi, il successo o un fisico prestante  a nulla servono se non sono sostenuti da una predisposizione interiore volta a misurarsi con i propri limiti, per superarli, accettandoli: la consapevolezza, infatti, ci permette di non proiettare le nostre ombre sugli altri e, quindi, di vivere meglio.

In un alternarsi continuo di difficoltà e piacevolezza, si snodano i passaggi principali della trama. Da una zia/madre che fatica ad arrivare alla fine mese, a simpatici flirt con donne impossibili, dai problemi dell’assistenza a una persona immobile su una carrozzina, ai piaceri di una vita nel lusso,  il quadro resta sempre lo stesso, in una chiara e, al contempo, soffusa istantanea condita dalle musiche di Vivaldi e degli Earth.

Tutto questo procede da un intreccio molto verosimile e per niente edulcorato, lontano da pietismi o mezze verità. Si sorride anche, e spesso. Ci sono scene divertenti, giocate sul filo dell’equivoco, tipiche della comicità d’oltralpe, asciutta e universale, in un ottimo mix di divertimento e commozione. Una pellicola fresca, un flash interessante e vivo anche sul mondo della disabilità del quale, troppo spesso, si tratteggia solo il lato della disperazione e della sofferenza. Un film che dà speranza e risveglia la voglia di esserci, ad ogni costo e comunque vada.

Un’iniezione di fiducia e ottimismo, con un risvolto pratico corrispondente che migliora le biografie di entrambi i personaggi che sono anche persone vere, realmente esistite, come si apprende dalle foto che scorrono insieme ai titoli di coda.

13 Comments

  1. Giovanni Agnoloni 07/03/2012
  2. Francesco 07/03/2012
  3. Elena 11/03/2012
  4. CLAUDIA 11/03/2012
  5. elena 11/03/2012
  6. CLAUDIA 12/03/2012
    • Anonymous 12/03/2012
  7. elena 12/03/2012
  8. CLAUDIA 12/03/2012
  9. Marco 15/03/2012
  10. CLAUDIA 25/03/2012
  11. sonohrina 05/04/2012
  12. admin F.G. 05/04/2012

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