RIVOLUZIONE FRANCESE: CAUSE DI UNA DATA CHE HA SEGNATO LA STORIA

di Emiliano Morozzi

Rivoluzione Francese: cause di una data che ha segnato la storia

Maggio 1986, o giù di lì. In una scuola elementare fiorentina, un’insegnante ha organizzato una recita facendo mettere in scena ai propri alunni i momenti più importanti di un evento che, circa 200 anni prima, cambiò per sempre la fisionomia del mondo. Uno di questi, con la coccarda tricolore appuntata al petto, vestito senza troppi fronzoli, si avvicina ad un altro bambino, dai vestiti sfarzosi e con una voluminosa parrucca in capo, lo guarda con espressione fiera e, come se fosse protagonista di quell’evento storico, pronuncia solenne: “Sire, i deputati dell’Assemblea Nazionale hanno deciso all’unanimità di non separarsi mai e di riunirsi in ogni caso fino a quando non sarà stata promulgata una nuova costituzione”. Quel ragazzo ero io e quella frase era il “Giuramento della Pallacorda”, tra le cause che hanno acceso la Rivoluzione Francese e con essa le speranze di tutti coloro che volevano all’estero una società più libera e giusta.

La Presa della Bastiglia (da it.paperblog.com)

Certo, per tracciare una sintesi e un giudizio storico sulla Rivoluzione Francese non si può fare a meno di considerare il lato oscuro di questa svolta epocale: il periodo del Terrore, le esecuzioni capitali indiscriminate, il ritorno dell’Impero prima e della Restaurazione poi e la messa in soffitta della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, atto innovativo e rivoluzionario, che poneva le basi per la costruzione della società moderna. Ma limitarsi alla conta dei morti, a demolire il valore simbolico della Rivoluzione Francese sulla base di quante persone sono state mandate ingiustamente al patibolo, per accostarla magari a regimi che di rivoluzionario hanno davvero ben poco, equivarrebbe a non riconoscere la forza dirompente che hanno avuto sull’Ancien Régime quegli eventi che sono alla base della democrazia in cui abbiamo la fortuna di vivere.

Alla fine di quella recita, cantammo la canzone più famosa partorita dalla Rivoluzione Francese, Ça ira, una canzone dal testo particolarmente crudo, quasi truce in certi passaggi, che parlava di nobili impiccati, appesi ai lampioni senza tanti complimenti, e altre efferatezze che non vi sto a descrivere. Un altro evento drammatico fu la Presa della Bastiglia (in data 14 luglio 1789), simbolo del potere assoluto del sovrano, conquistata nonostante il suo scarso valore pratico (i rivoltosi vi trovarono solo sette prigionieri, nessuno dei quali era stato imprigionato per motivi politici), ma diventata ben presto il simbolo della caduta del vecchio regime. Durante l’assedio, ci furono morti da entrambe le parti e quando i parigini inferociti entrarono, infierirono sui cadaveri e linciarono il comandante della fortezza, che pure aveva accettato la resa per evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Come già detto alcune righe sopra, la Rivoluzione Francese non può essere ridotta soltanto a sangue, terrore e teste mozzate: prima di tutto questa rivolta segnò l’inizio della fine degli antichi privilegi per nobiltà e clero e il primo tentativo di dare vita a una società moderna, che coinvolgesse tutti, senza distinzioni di censo, e che permettesse a tutti di poter partecipare alla vita pubblica. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino in questo senso è una pietra miliare: per la prima volta viene abbattuto in Francia il potere assoluto del sovrano e vengono affermati tre principi che saranno il cardine delle democrazie future: libertà, uguaglianza, fraternità.

Volendo cercare il pelo nell’uovo, possiamo anche dire che lo slogan rimase tale e che la dichiarazione presentava diverse falle, ma non dobbiamo scordarci di calarci in un contesto storico nel quale neppure dai più innovatori veniva presa in considerazione l’idea di un suffragio universale. Resta il fatto che, se in Francia l’anniversario della presa della Bastiglia viene celebrato con una sfarzosa giornata di festa nazionale, forse ogni democrazia degna di questo nome dovrebbe istituire un giorno di festa per celebrare una dichiarazione che ha cambiato profondamente la storia dell’uomo.

2 Comments

  1. Luca Moreno 13/07/2012
  2. Nicola Pucci 13/07/2012

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