ROBERTA BORGIANNI, POETESSA NELLA MAREMMA TOSCANA

di Michela Zanarella

Chi ha conosciuto Roberta Borgianni non può più fare a meno di non associare il ricordo estroso dell’incontro agli echi inequivocabili della sua voce. L’allegria e la velocità nell’espressione vocale la individuano come appartenente alla terra dove prese impulso il rinascimento italiano. Nata a Follonica (Grosseto) da padre toscano e da madre calabrese, Roberta Borgianni è stata educata al rispetto della natura che la circonda, la Maremma dove vive, il mare, gli animali. Dal padre impara ad amare la letteratura, la scrittura e il cinema. Un passo importante per la sua Poesia è la pubblicazione di una sua opera nella raccolta Il Federiciano, edita da Aletti e distribuita dalla Feltrinelli.

Con Ombre di macchia, Onirica Edizioni, Roberta Borgianni consolida la sua vena poetica, inscindibile dai quattro elementi che regolano la vita su questa terra:

La Terra: “…dove ritrovo l’orizzonte / appeso sul terrazzo; / là, dove stendo anche / i miei pensieri…”

L’Acqua: “…antica / dove rispecchia un cielo / in una grazia senza nome; / lì, / vi laveremo gli occhi dal dolore / e nell’ombra serena della luna / la pietra si muterà in fiore”.

L’Aria: “…Oscillano le lucciole dorate / e gli aliti dei dolci venti tremano; / dalla volta del mutevole cielo…”

Il Fuoco: “…estatico l’intreccio di mani / quando i cristalli si toccano / e negli occhi divampa amore… / …prede di fiamme feconde / dove danzano lingue divoranti…

In Roberta Borgianni si esplica con il suo vivere a contatto con la natura, la magia dell’interpretare la Poesia con la Mimesica. Assorbire i ritmi degli elementi, diventare poeticamente essi stessi, imprimere sul foglio bianco quelle sensazioni che vengono poi comprese ed apprezzate dal lettore delle sue poesie. Il trascorrere inesorabile delle “stagioni” si avverte fin dalla prima poesia che dà il titolo alla silloge Ombre di macchia. Le “ombre” sono da intendersi le infinite sfaccettature dell’essere nelle esperienze terrene che passo dopo passo lo accompagnano al grande salto verso l’ignoto.

Sono interessanti le chiuse, a sintesi di un ragionamento poetico. “A Michael, mio figlio” è la dedica d’apertura della silloge. Roberta Borgianni calibra sensazioni, emozioni, palpitazioni, incontri, si percepiscono flash culminanti in ardori senza pace. La poesia è intrisa di ritmi ad acquerello, a guaches poetici “…dove cavalca l’anima della Maremma, / nel sole che filtra pulito la ruvida macchia / e tinge d’arancio il cisto e il lentisco…”

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