di Nicola Pucci
Stridono i cardini dei cancelli alla Porte d’Auteuil e l’edizione 2013 del Roland-Garros apre i battenti alle racchette del tennis.
Grande Slam numero due, quello parigino, ma solo perché il calendario impone a gennaio l’Open d’Australia; figura come vero e proprio campionato del mondo su terra rossa con due fuoriclasse che si annunciano con squilli di tromba e vestono i panni dei favoriti d’obbligo. Rafael Nadal e Serenona Williams, perché è di loro che stiamo parlando, hanno percorso a braccetto il cammino che passava per Madrid e Roma, surclassando la concorrenza nei due prestigiosi e ricchi appuntamenti d’antipasto. Al botteghino delle scommesse il maiorchino e l’americana hanno ampio margine sugli altri candidati al successo, Nadal per un eventuale, clamoroso, ineguagliabile ottavo trionfo, Williams per doppiare la vittoria, ormai lontana nel tempo, datata 2002.
Il più autorevole sfidante tra i maschietti sarà Novak Djokovic, numero 1 al mondo, ingiocabile a Montecarlo dove asfaltò Nadal. Il serbo ha però toppato Madrid e Roma, accusa ancora qualche difficoltà alla caviglia infortunata in Coppa Davis e qualche perplessità sul suo conto ormai aleggia tra gli addetti ai lavori. Il sorteggio ha infilato Nole dalla parte di Rafa, non ci sarà pertanto replay della finale dello scorso anno. Non sarà della partita Murray, con schiena a pezzi e proiettato già sul Wimbledon di casa sua, ed allora toccherà a Roger Federer provare ad agire da terzo incomodo. Lo svizzero è in ripresa, ha classe ed esperienza per imporsi ma dovrà alzare ancora, e pure di parecchio, il livello del suo gioco se vorrà impensierire il Nadal di queste ultime settimane. Gli altri sono ancora più distanti, Del Potro perché se n’è rimasto a casa complice un virus alle vie respiratorie, Ferrer e Berdych perché sono eterni piazzati, Tsonga perché sulla terra è spuntato. Un nome a sorpresa? Azzardo Gasquet, perché ha talento stratosferico, perché prima o poi deve piazzare il colpaccio, perché gioca davanti al pubblico amico… e magari il nostro Fognini lo tallonerà da vicino.
Mi avvince ancor di più il torneo delle fanciulle. Sì, d’accordo, Serena attualmente è tre spanne sopra le altre, ma su terra battuta ha un record che lascia spazio alle speranze della avversarie. Maria Sharapova sarà la più convinta tra queste, perché è indomabile e perché qui è regina in carica; ma non possiamo sottovalutare Victoria Azarenka, perché quando sente profumo di Grande Slam si esalta e raddoppiare dopo Melbourne proprio non le dispiacerebbe. Stosur, Li Na, Kvitova e Ivanovic si presenteranno ai nastri di portanza nel ruolo di outsiders ma come poterle escludere dal pronostico? L’australiana qui giunse in finale tre anni fa e il suo gioco ben si adatta alla terra; la cinese vinse nel 2011 e magari le riesce la doppietta; la ceca ha pur sempre talento da vendere; la bella serba è in ripresa e Parigi rimane pur sempre il torneo che la proclamò campionessa.
E le italiane? Beh, al Roland-Garros dobbiamo confermare i piazzamenti degli ultimi tre anni… e sono piazzamenti che ricordiamo con orgoglio. Schiavone, la “leonessa“, unica italiana a trionfare in terra di Francia, era il 2010, e finalista l’anno dopo; Errani, pure lei capace di agguantare l’ultimo atto, dodici mesi orsono. Ci proveranno anche stavolta, sarà difficile ripetersi a quei livelli ma… fosse che l’aria di Parigi ancora una volta esalti i colori azzurri!


