SAN ANTONIO VINCE LA FINALE NBA 2014 E SALE SUL TETTO DEL MONDO

di Nicola Pucci

San Antonio batte nettamente, ed azzerderei pure clamorosamente, Miami per 4-1, vince la Finale NBA 2014 e per la quinta volta nella sua storia sale sul tetto del mondo.

I San Antonio Spurs campioni NBA 2014 - da greenwichtime.com

I San Antonio Spurs campioni NBA 2014 – da greenwichtime.com

Bando alle chiacchiere, nessuno avrebbe previsto in sede di pronostico un esito così veloce per la rivincita di quanto accaduto un anno fa quando gli Heat si imposero al termine di una sfida che si era allungata fino a gara-7. Stavolta San Antonio ha una marcia in più fin da subito, coach Popovich è magistrale nel guidare un gruppo eccellente e niente può sua maestà Lebron James, lasciato troppo solo da Wade e Bosh a competere col trio meraviglia in maglia bianconera, Parker-Duncan-Ginobili, che a dispetto degli anni che passano, sembra non accusare il peso dell’età che avanza. Ma la palma di giocatore cardine delle Finals se la guadagna Kawhi Leonard, che non solo difende alla grande su Re Lebron ma tiene una media di 24.5 punti nelle due partite dominate dai texani all’American Airlines Arena che decidono la serie.

GARA 1. San Antonio-Miami 110-95. Ancor prima dell’analisi tecnica la prima sfida andrà agli annali per un qualcosa di mai visto: l’impeccabile mondo dorato dell’NBA accusa lo smacco dei difetti al condizionatore dell’aria dell’impianto texano e le energie dei protagonisti pagheranno pesante dazio al caldo asfissiante. Sicuramente Lebron James è il più penalizzato, costretto ad uscire per crampi nell’ultimo quarto di gioco con il punteggio ancora incerto. Chi non sembra invece risentire alcuna limitazione è un eccezionale Tim Duncan, fuoriclasse vero, che piazza un incredibile 9 su 10 al tiro, mette a referto 21 punti e cattura 10 rimbalzi: è lui l’uomo-faro di una partita che tiene Miami in corsa fino all’uscita del Prescelto, ben coadiuvato da Ray Allen. Poi San Antonio prende il largo, grazie anche a Danny Green che infila due triple e al contributo di Manuel Ginobili, 16 punti e 11 assist.

GARA 2. San Antonio-Miami 96-98. Ferito nell’orgoglio Sua Maestà Lebron ha da riscattarsi e lo fa con una prova mostruosa. 35 punti e 10 rimbalzi regalo agli Heat il colpaccio esterno che sposta la bilancia del fattore campo dalla parte dei ragazzi di coach Spoelstra. La gara è avvincente, lottata punto a punto, ed è una tripla di Chris Bosh a 1minuto17secondi dalla fine a firmare il sorpasso decisivo. Duncan segna 11 punti nel primo quarto ma stavolta non incide nei momenti-chiave del finale, Parker e Ginobili sommano 40 punti ma non basta ad avere la meglio dell’energia difensiva di Miami che porta a casa la vittoria che sembrava lanciarla verso il titolo.

GARA 3. Miami-San Antonio 92-111. Quel che non ti aspetti in Florida, San Antonio disegna la gara perfetta e sbanca l’American Airlines Arena riconquistando il vantaggio del campo. Sale alla ribalta Kawhi Leonard, già eccellente difensore su James in gara-1, che segna 29 punti e trascina i bianconeri laddove neppure il mostruoso Lebron del primo quarto – 14 punti – può arrivare. Il gioco dei ragazzi di mister Popovich è scintillante, una sinfonia di squadra che annienta gli Heat, incapaci di trovare le contromisure e con il solo Wade, 22 punti alla fine, in grado di offendere in attacco. San Antonio tira col 59,4% dal campo e tiene ben salde le redini del match fin da subito, navigando con buon margine e chiudendo in scioltezza.

GARA 4. Miami-San Antonio 86-107. Se in gara-3 San Antonio era stata perfetta, questa volta lo è forse anche di più. Coach Popovich ha la capacità di motivare i suoi protetti come nessun altro, farli sentire protagonisti e stavolta alla ribalta sale Boris Diaw. Il francese sfiora la tripla doppia, 8 punti 9 rimbalzi e 9 assist, Leonard lo assiste con un’altra prova maiuscola corredata di 20 punti e da un’eccellente difesa su James e per Miami è notte fonda. Gli Spurs prendono il largo fin dal primo quarto tenendo gli avversari a distanza di sicurezza, re Lebron predica nel deserto e se Wade e Bosh non incidono, per gli Heat è impossibile poter rientrare in partita.

GARA 5. San Antonio-Miami 104-87. E’ l’apoteosi per gli Spurs, capaci di dominare la serie come non si era mai visto in passato. La celebrazione del trionfo, oltre che sul campo, viene anche dalle parole di Chris Bosh che rivela “di non aver mai visto una squadra giocare così bene” e nella soddisfazione di Parker “per il mio titolo più bello“. L’ultima sfida è altrettanto scontata come le due precedenti, troppo netto il divario tra una squadra che si trova ad occhi chiusi coinvolgendo nella meravigliosa circolazione di palla tutti i componenti del quintetto in campo ed una che si affida ai singoli. Kawhi Leonard ha l’onore di venir nominato MVP delle Finals, Patrick Mills è sorprendente per rendimento, il trio Parker-Duncan-Ginobili conosce l’elisir di lunga vita e chissamai quando andrà in pensione, Marco Belinelli è il primo tricolore ad esser campione NBA. Ed anche questa è una meravigliosa storia di basket, come maravigliosa è l’epopea di San Antonio, la squadra di basket più forte del pianeta. Giusto così.

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