SERGIO “ALAN D.” ALTIERI – “MAGDEBURG”, LA TRILOGIA (Parte II)

(continua)

di Sandro Battisti

“Magdeburg”, volume 3 (foto ibs.it)

Nessuna speranza, e gli eserciti che vanno alla battaglia gridando Gott mit uns (“Dio con noi”) rimandano a un quasi presente altrettanto terrificante, ora più comprensibile; le scene di mutilazioni e morti atroci si equivalgono ai lazzaretti e agli stupri gratuiti operati da soldati affetti da malattie veneree, che si diffondono insieme alla polvere dei campi sterili, dove non si può coltivare nulla perché l’aridità della terra è pari alla mancanza di contadini, sterminati assieme ai monaci nei monasteri. Questi, semidistrutti, ospitano – lieve concessione al genere fantastico – esseri oscuri e fetidi, enormi topi che divorano qualsiasi cosa viva gli capiti a tiro.

“Nessuna carne verrà risparmiata” e “Nessuno è innocente” sono due motti della figura principale, malefica e cinica, della trilogia: il principe Reinhardt Von Dekken, personaggio perfido e assetato di potere, che non si pone nessun argine nella sua escalation verso il dominio assoluto della Germania. Suo contraltare sarà Wulfgar, figura imbevuta di arti marziali, un compendio zen di potenza e capacità di sfuggire alla morte, anche durante duelli impossibili, anche durante le cruentissime battaglie.

Ma non è certo la verosimiglianza che manca, in questi confronti crudi e devastanti. Nonostante tutto, Altieri rende plausibili gli scontri e gli esiti: non c’è, in sostanza, nessun Rambo, nelle pagine di Magdeburg, anche se la scuola cinematografica hollywoodiana da cui Wulfagar nasce, e che Sergio, da sceneggiatore, nei decenni scorsi ha contribuito a rendere tale, è la stessa. Inoltre, sembra di assistere agli scontri epici del film 300, con lo zampillare del sangue dalle ferite, inferte violentemente da armi da taglio, spade, pistole, colpi di cannone.

Tutto ciò non vi lascia, durante la lettura. E ora che ho finito tutto, ora che ho apprezzato il finale imprevedibile eppur giusto, ora che mi sento uno scampato da quell’inferno in terra che Sergio ha descritto così bene, tanto da risultare aderente a quello che dev’essere realmente stata quella guerra, capisco l’unicità di questo nostro autore, mai troppo celebrato, mai troppo conosciuto dal grande pubblico. Ma c’era bisogno di uno straccio di conferma?

Metteteci tutto il tempo che vi occorre, ma poi la fatica e la costanza impiegata nella discesa agli inferi vi ricompenserà con gli interessi, quasi aveste letto Il Signore degli Anelli di Tolkien che, come fatica di lettura (intesa come difficoltà a partire nell’impresa), è molto simile. Anche se di gusto nettamente diverso.

Sandro Battisti, scrittore e blogger, è co-fondatore dell’avanguardia letteraria del Connettivismo, insieme a Giovanni De Matteo e Marco Milani. Gestisce il sito Hyperhouse e dirige la rivista ufficiale del Connettivismo “NeXT” (Premio Italia 2011 come miglior rivista italiana non professionale di fantascienza)

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.