SERIE A, IL PUNTO: JUVE E NAPOLI A BRACCETTO, LAZIO E INTER CRESCONO

di Andrea Cardinale

Zebre e ciucci in fuga, biscioni e aquile all’inseguimento: le favole calcistiche non sono popolate da mostri d’acciaio, bensì da singoli semplici se non fenomeni e da polpacci combattivi. Lo sanno bene Juventus e Napoli, che arrivano a braccetto allo scontro diretto del 20 ottobre, in una lunga vigilia per lasciare spazio alle nazionali.

Juventus vs. Napoli – napolicalciolive.com

Vincono entrambe, anche in quest’ultima giornata di campionato: vincono con lo stesso punteggio, con lo stesso affanno. Non era semplice espugnare il campo di un Siena tosto, orgoglioso e raggiante dopo aver annullato il -6 di inizio stagione, eppure l’undici di Conte/Carrera ha dominato a lungo, trovato il goal nel finale grazie a Marchisio e ricevuto l’aiuto da un arbitraggio insufficiente (Mazzoleni, ancora lui); gli azzurri di Mazzarri soffrono l’Udinese per nulla stanca dopo le fatiche di Anfield e gli ultimi venti minuti sono stati terribili o quasi, pur giocando un bellissimo primo tempo. Come si presenteranno al primo vero big match scudetto? In cosa si differenziano in questo momento? Di certo la Juve sta viaggiando su ritmi più alti rispetto a un anno fa: c’è una consapevolezza della propria forza che solo dodici mesi fa era inesistente, Pirlo ha superato brillantemente il periodo di appannamento, Marchisio è sempre più decisivo negli inserimenti e gli attaccanti chiamati in causa non deludono. Ritmi alti e dominio del campo non del tutto completo come ieri a Siena, ma sono calate l’intensità nella fase di non possesso e le energie fisiche e mentali, conseguenze inevitabili dell’impegno che chiede una competizione come la Champions League. Il Napoli non è certo da meno: Mazzarri sta beneficiando del nuovo peso assunto dal centrocampo. L’acquisto di Behrami si sta rivelando indovinato perché l’ex mediano della Fiorentina ha aggiunto muscoli e personalità al reparto. Al suo fianco sta crescendo Inler il cui rendimento è decisamente in ascesa rispetto al suo primo anno al Napoli. E poi davanti Cavani è decisivo anche quando non segna (splendido il tacco che ha avviato l’azione del primo gol) e Hamsik sta giocando con una continuità e una personalità che spingono a dire che questo è il miglior Hamsik di sempre. Insomma lo scontro diretto si avvicina e le due squadre arrivano in grande condizione, ma attenzione alla pausa nazionale che da sempre rappresenta un’incognita: alla ripresa, i valori evidenziati due settimane prima spesso vengono messi in discussione.

Alle spalle della coppia di testa stanno crescendo Lazio e Inter. I biancocelesti hanno superato brillantemente la mini crisi, come volevano Petkovic e i tifosi: Hernanes continua a regalare perle ma chi incanta è soprattutto Klose, che non sempre si era visto così, nemmeno ai tempi del Bayern. Stiamo vedendo il Klose di Germania 2006, quello che segnava anche ad occhi chiusi. L’Inter sembra aver carburato dopo un inizio poco esaltante e pieno di incognite (che non sono sparite del tutto), ma le ultime due vittorie pesanti, contro Fiorentina e soprattutto Milan, potrebbero aprire nuovi scenari. Il gioco non soddisfa in “via Durini”, ma per Stramaccioni era fondamentale ottenere i tre punti nel derby: missione compiuta. La storia insegna che il distacco di quattro punti è poca roba, soprattutto all’alba del campionato. Il discorso non ha la stessa valenza per il Milan, anzi il vero obiettivo stagionale è quello di ricompattare l’ambiente. Allegri sa che la sua squadra deve ripartire al più presto: il Milan gioca bene, ha tantissime occasioni ma non riesce a segnare. C’è da cambiare marcia al più presto, a tutti i costi; Pato è a un passo dal recupero pieno e potrebbe essere determinante, infortuni permettendo. Poi c’è la Roma: la vittoria sull’Atalanta è importantissima, ma ora tra Zeman e De Rossi deve tornare il sereno. Perché se tra i due non c’è armonia, è difficile che questa Roma possa fare una grande stagione.

Infine il cuore, che vale più di tutto: di tattiche, giocatori e gesti tecnici. Le bandiere storiche riescono infatti a trasmettere una carica speciale a tutto l’ambiente, riportando entusiasmo e serenità in una squadra in crisi. Richiamato per risollevare il Chievo, Corini regala, con un po’ di fortuna, un successo fondamentale ai clivensi. Stesso destino per il duo Pulga-Lopez del Cagliari, capace di ritrovare i tre punti sul difficile campo del Torino dopo tre k.o di fila. Entusiasmo al potere. L’importante sarà non perderlo durante la stagione.

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  1. Alberto 08/10/2012

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