SOCIAL NETWORK, DAI PIÙ FAMOSI AI PIÙ RECENTI: COME CI HANNO CAMBIATO?

di Francesco Gori 

Like, Tag, Tweet, #Hashtag. Parole entrate a far parte del linguaggio comune negli ultimi anni, da quando cioè i social network – dai più famosi ai più recenti – hanno avuto accesso alle nostre vite. Che adesso sono social a tutto tondo: la rete delle relazioni sociali avviene prevalentemente su uno spazio virtuale, quel Web 2.0 divenuto per eccellenza il terreno della “condivisione”. Dall’ormai preistorico MySpace al leader incontrastato Facebook, dall’espansione di Twitter alle foto “postate” su Instagram, il passo è allo stesso tempo breve e infinito. Piattaforme social di ogni genere, supportate da una tecnologia sempre più presente e alla portata di tutti: gli smartphone hanno ormai surclassato i classici cellulari, i tablet insidiano i vecchi pc, rendendo la connessione un must irrinunciabile.

Ma il mondo dei social ha cambiato le nostre vite? Una volta, la presenza fisica era un requisito essenziale dell’esperienza diretta. L’evoluzione dei media, e ancor più l’avvento dei social, ha diminuito il significato dell’esser presenti fisicamente, modificando l’interazione tra essere umani da reale a virtuale. Se le barriere di spazio e tempo sono state abbattute, è anche vero che il contatto diretto con l’altro si è ridotto. Il sistema touch è un’invenzione straordinaria, e allo stesso tempo simbolo di una sostituzione sotto gli occhi di tutti.

Secondo il sociologo McLuhan, i media elettronici sono come dei prolungamenti del sistema nervoso e la loro diffusione ha portato al coinvolgimento di ognuno nei problemi di chiunque altro. Non è forse anche la principale caratteristica dei social?

George Orwell nel suo romanzo 1984, narrava di un Grande Fratello (ispirazione anche per l’omonimo reality) che tiene sotto controllo la vita di tutti i cittadini. Possiamo immaginare l’universo social come una sorta di G.F. che ad ogni ora ci tiene sotto scacco, verificando ogni mossa? Il filosofo Jeremy Bentham progettò nel 1791 il carcere ideale, il Panopticon, che permetteva ad un sorvegliante di osservare tutti i carcerati senza far capire loro se erano controllati. Metafora perfetta del potere invisibile dei social media sulle nostre vite?

facebookFACEBOOK: DAL GENIO DI ZUCKERBERG 

Facebook nasce nel 2004 ad Harvard, da un’idea di Mark Zuckerberg che si introduce nella rete della propria università per carpire le foto degli studenti e creare Facemash. Il successo immediato lo porta a sviluppare un vero sito web: Facebook, il cui nome prende spunto da quell’elenco con nome e fotografia. Profilo personale e connessione con gli amici, con i quali interagire attraverso messaggi, chat o bacheca. Secondo Alexa, dal giugno 2013 è il sito più visitato al mondo.

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