di Emiliano Morozzi
Epilogo amaro per la nazionale di Cesare Prandelli all’Europeo nella finalissima di Kiev. La Spagna campione d’Europa in carica e campione del mondo, ha infatti travolto gli azzurri sul piano del gioco e del risultato, imponendosi con un secco 4-0 che lascia poco spazio a discussioni.
Se alla partenza degli Europei un risultato del genere poteva anche essere messo in preventivo, alla vigilia della finale l’Italia non partiva così sfavorita. La squadra di Prandelli, dopo aver imposto il pari proprio agli spagnoli ed essersi qualificata con una vittoria sofferta contro la modesta Irlanda, nella fase ad eliminazione diretta è cresciuta sul piano del gioco e dopo aver battuto ai rigori l’Inghilterra, ha conquistato con pieno merito la finale grazie ad una splendida gara contro la Germania, la nazionale che fino a quel momento aveva messo in mostra il miglior calcio. Cammino invece molto diverso per la Spagna: le “Furie Rosse”, che dovevano arrivare in finale in carrozza, hanno invece patito il gioco degli azzurri e a stento sono riuscite a piegare la Croazia nella fase eliminatoria, per poi superare un’abulica Francia nei quarti e in semifinale soffrire fino ai calci di rigore contro il Portogallo.
Al fischio d’inizio, la Spagna schiera il consueto 4-3-3, con il tridente Fabregas – Silva – Iniesta, l’Italia risponde con un 4-3-1-2, con Montolivo dietro le due punte Cassano e Balotelli. Le “Furie Rosse” partono di slancio: Iniesta svaria su tutto il fronte d’attacco, il pressing degli spagnoli sulle nostre fonti di gioco è continuo e Pirlo non ha modo di dettare il passaggio per i compagni. Se contro il Portogallo gli spagnoli erano stati poco pericolosi sotto porta, stavolta mettono subito alle corde l’Italia: al 7′ Chiellini perde su corner Sergio Ramos, che di testa manda alto, al 10′ è Xavi a sfiorare la traversa con un tiro dopo l’imbeccata di Fabregas. È il preludio al gol spagnolo, che arriva al 14′: Iniesta serve in area Fabregas, che supera in velocità un Chiellini imbarazzante e serve all’indietro Silva, il quale di testa appoggia in rete. L’Italia sbanda, il difensore livornese è costretto ad uscire per infortunio, la reazione degli azzurri si concretizza in uno spunto di Cassano, che semina il panico nella difesa spagnola ma poi conclude debole su Casillas. Balotelli gravita a sinistra, nello spazio che dovrebbe essere di Cassano, i due attaccanti si pestano i piedi e quando la Spagna alza i ritmi, gli azzurri soffrono terribilmente. Al 41′ la mazzata: Fabregas lancia in verticale Jordi Alba, che si infila senza palla in mezzo alla difesa italiana e brucia Buffon in uscita. Il secondo tempo si trasforma in un calvario azzurro: Prandelli prova a impaurire gli spagnoli togliendo uno spento Cassano per Di Natale, già a segno contro la Spagna, ma la mossa non sortisce gli effetti sperati. Anzi, l’Italia rischia di incassare il terzo gol: prima Fabregas impegna severamente Buffon dopo uno slalom tra i difensori avversari, poi l’arbitro nega agli spagnoli un rigore netto. Al 51′ Di Natale avrebbe davvero l’occasione per accorciare, ma Casillas per due volte dice no all’attaccante azzurro. Prandelli toglie Montolivo per Thiago Motta e pochi minuti dopo, lo stesso Thiago Motta esce per infortunio: l’Europeo dell’Italia, sotto di due reti e con un uomo in meno, si chiude virtualmente qui. Gli spagnoli cercano la rete del 3-0 mettendo nell’angolo l’Italia, Balzaretti all’80’ rimane a terra infortunato ed è costretto a giocare gli ultimi dieci minuti stringendo i denti per non lasciare i compagni in nove, ma all’84’ arriva il gol dell’umiliazione, siglato dal panchinaro Torres. Quattro minuti più tardi, un altro partito dalla panchina, Mata, ci “mata” (perdonatemi il bruttissimo gioco di parole) segnando il 4-0 su assist di Torres.
Certo, il match era difficilissimo, ma prendere una simile batosta in finale fa male. Ma domani è un altro giorno, e l’importante è cercare di prendere quel che di buono l’Italia ha dimostrato in questo Europeo. Rendiamo per questo grazie ad un allenatore che ha saputo amalgamare un gruppo di giocatori piuttosto eterogeneo, con elementi difficili da gestire come Balotelli e Cassano, e lo ha portato a meritarsi la finale di questa competizione. La Spagna oggi era imbattibile, ma nel corso dell’Europeo ha dimostrato qualche crepa: la prossima volta, forse, potrebbe andare in maniera diversa.”

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
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Portare l’Italia in finale è stato un risultato oltre le aspettative… il merito di Prandelli è evidente, così come la sua chiara responsabilità nella finale… non parliamo di stanchezza – gli spagnoli avevevano solo un giorno in più e avevano giocato i supplementari – semplicemente di formazione sbagliata, con Abate e Montolivo imbarazzanti per una finale europea… soprattutto con l’ottimo Balzaretti visto e quel Nocerino, giocatore col fuoco dentro, che si meritava maggior utilizzo… ciliegine sulla torta la terza sostituzione a più di 30 dalla fine (è quasi una regola aspettare almeno il quarto finale, ci possono sempre essere infortuni) e soprattutto che sostituzione: Thiago Motta rabberciato non si sa per fare cosa (con gente come Nocerino appunto, Diamanti e Giovinco che scalpitavano). Quindi, onore a Prandelli e al gruppo costruito per il bel torneo ma assunzione della responsabilità per una finale mai vista (4-0 storico), con scelte sbagliate, figlie del passaggio a vuoto della sua mente
Sinceramente, credo anche io che Prandelli abbia fatto un ottimo lavoro, modellando una squadra che ci ha fatto vedere del bel calcio e ci ha dato anche tante soddisfazioni. Credo però che nella finale abbia commesso degli errori relativi al tipo di gestione di giocatori necessaria in una competizione internazionale in cui la tua rosa dovrebbe essere composta da giocatori abbastanza intercambiabili e la formazione non dovrebbe essere legata inevitabilmente alla prestazione di questo o quel giocatore.
In particolare, il fatto che Chiellini sia uscito al ventesimo minuto per infortunio, dopo aver giocato in maniera imbarazzante, indica che sicuramente non era in condizione di giocare la finale, e sicuramente poteva essere dato spazio da subito ad altri giocatori che avevano già dimostrato, durante la precedente assenza di Chiellini, di poter fare bene e meglio. Anzi, se siamo arrivati in finale, forse è proprio perchè Chiellini è mancato per 2 partite. E con lui abbiamo buttato via un cambio già nel primo tempo.
Il fatto poi che abbia voluto inserire Thiago Motta, che si è strappato praticamente in 10 minuti, indica nuovamente un’ostinazione a mettere in campo alcuni giocatori nonostante siano in condizioni pessime, piuttosto che metterne altri che avrebbero potuto spendere molto di più.
Insomma, lungi da me voler fare troppo l’intenditore, però una nazionale sono 24 giocatori che rappresentano il meglio del meglio, non 11 campioni e il resto riserve. e dev’essere chiaro ancora di più se mancano i tempi di recupero.
Se Prandelli rimarrà, come dice adesso, fino ai mondiali, tanta stima e fiducia per i risultati di quest’anno e auguri per i prossimi. Aspetteremo la Confederation Cup dell’anno prossimo per godere ancora del gioco di questa nazionale!!
Sottoscrivo in pieno, e mi permetto di aggiungere che coi cambi Prandelli spesso non ci ha saputo fare (al di là degli innegabili meriti). Generalmente esita troppo a farli, mentre ieri (quando, se eravamo tanto stanchi, poteva oltretutto schierare una formazione più fresca) gli è presa la frenesia di farli tutti insieme.
Inoltre, mMi pare che abbiamo ricevuto anche una giusta lezione di umiltà, perché troppo presto si è cantato che sapevamo dare lezioni di calcio a Inghilterra e Germania. Ieri ci hanno asfaltati, e si tratta di una squadra, la Spagna, che, al di là di un Europeo non straordinario, sono anni che gioca un calcio stratosferico, e non si è certo limitata a due o tre prestazioni convincenti durante una competizione.
Solo una cosa: potevano evitare il 4-0. Anche un po’ di rispetto per l’avversario in inferiorità (pure) numerica. Debordanti.
Infine, parliamoci chiaro: aver perso ieri ci mantiene concentrati sui problemi reali del paese. Niente “panem et circenses” per il popolo italiano.
Ragazzi, la Spagna è una squadra tra le più grandi che ho visto…non siamo mai stati in partita, è vero, un po’ per gli errori del buon Prandelli, un po’ per la nostra inadeguatezza atletica, soprattutto perchè loro erano decisamente più forti…Inesta, Xavi, un Jordi Alba devastante, Silva che ha fatto un grande Europeo…un grazie comunque a questi ragazzi e a Prandelli, solo due anni fa al Mondiale ci facevamo buttar fuori da Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda, ora siamo tornati al posto che ci spetta per la nostra storia calcistica, nell’elite del calcio…