THE BOOK THIEF, LA BAMBINA CHE SALVAVA I LIBRI

di Sara Matteoli

”A novel of breath-taking scope, masterfully told”

(“Un romanzo tanto ampio da togliere il fiato, magistralmente scritto”)

GUARDIAN

”Brilliant and hugely ambitious… the kind of book that can be life-changing”

(“Brillante e incredibilmente ambizioso… un libro che può cambiarvi la vita”

NEW YORK TIMES BOOK REVIEW

The book thief è un romanzo scritto da un giovane scrittore australiano, Markus Zusak (Alfred A. Knopf Publishing). È stato pubblicato nel 2005 (ma in Italia è uscito nel 2009 con Frassinelli, col titolo La bambina che salvava i libri), e ha vinto numerosi premi. Mi sono imbattuta in questo libro solo due mesi fa, grazie al consiglio di un’amica, Francesca, a cui avevo chiesto una lista di libri da leggere in inglese. Mai suggerimento fu piú gradito! Uno dei libri più piacevoli e sorprendenti che abbia letto ultimamente. Farò del mio meglio per trasmettervi il mio entusiasmo e guidarvi  attraverso il romanzo, ma senza rivelare troppo, ve lo prometto!

Il libro è brillante e geniale. Per la prima volta ci troviamo di fronte ad un romanzo narrato dalla Morte. Non dalla classica figura oscura e terrificante che siamo soliti avere in mente, ma da una Morte che fa il giro del mondo raccogliendo dolcemente i corpi e commentando il comportamento dell’Umanità.

(dal libro) “A human doesn’t have a heart like mine. The human heart is a line, whereas my own is a circle, and I have the endless ability to be in the right place at the right time. The consequence of this is that I’m always finding humans at their best and worst. I see their ugly and their beauty, and I wonder how the same thing can be both.” — (“Un essere umano non ha un cuore come il mio. Il cuore umano è una linea, mentre il mio è un cerchio, e io ho l’inesauribile capacità di essere al posto giusto nel momento giusto. La conseguenza di questo è che trovo continuamente esseri umani al meglio e al peggio delle loro possibilità. Vedo la loro bruttezza e la loro bellezza, e mi chiedo come la stessa cosa possa avere entrambi i risvolti”.)

La Morte racconta la storia di Liesel Meminger, una bambina di 9 anni che viene trasferita con i genitori adottivi  in una casa in una zona povera di Monaco di Baviera. Liesel impara a leggere, e la passione per i libri ha cosí inizio. La sua storia e il suo amore per il suo nuovo papà, un ragazzo di nome Rudy, e un ebreo nascosto in uno scantinato, sono anche la storia della seconda guerra mondiale vista da una prospettiva inusuale. Infatti il libro, pur essendo ambientato nella Germania nazista, non descrive i dettagli della guerra. La Morte prende per mano e conduce attraverso la vita quotidiana di alcuni di quei “comuni tedeschi” che hanno vissuto in un periodo così terribile, divisi tra l’aderire al Partito per non essere perseguitati e il seguire il proprio cuore. Pagina dopo pagina, si riflette su quanto è successo in quel periodo,  e si pensa che, nonostante il pericolo e il dolore, c’erano così tante persone meravigliose pronte ad aiutare gli altri ad ogni costo (la protagonista è una di loro).

Un romanzo ambientato nella Germania nazista e narrato dalla Morte potrebbe sembrare una lettura per niente piacevole, ma è scritto così bene che la combinazione funziona.

Lo stile è semplice ma non scontato, ed intrigante, tanto che si fa leggere pagina dopo pagina senza bisogno di alcuna pausa. Consiglio vivamente la lettura di questo libro, che – tra una lacrima e un sorriso – aprirà il vostro cuore.

E se potete… leggetelo in inglese!

 


4 Comments

  1. Giovanna M. 11/02/2012
  2. Francesco 11/02/2012
  3. Marinette 11/02/2012
  4. Simone F. 02/04/2012

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