THE BRAVE, ULTIMA FATICA DELLA PIXAR

da Il Cinefilo

Ho visto “The Brave”, ultima fatica della Pixar con regia di Mark Andrews e Brenda Chapman.

Devo dire che la Pixar non smentisce mai la sua potenza visiva, l’eccellenza degli animatori e grafici. Basta sofferarsi sulla chioma rossa della principessa irlandese per comprendere la bravura del team di grafici a cui ci troviamo dinanzi. Paesaggi che entreranno ben presto nella nostra fantasia comune, che ricordano molto (o forse citano volutamente) i campi lunghissimi di Braveheart che raccolgono cielo e terra in un movimento di macchina preciso e imponente.

La storia invece non è granché. La principessa che va contro al suo destino, che rifugge il matrimonio combinato e rompe con le tradizioni, ma la sua foga è immatura quanto tumultuosa e si ritrova a compiere un errore.

Forte di tutto il pathos del conflitto generazionale, originale solo di un rapporto madre-figlia un po’ rivisitato, scade in quella che dovrebbe essere la trovata della sorpresa.

Non all’altezza della colonna sonora, invece bellissima, a cura di Patrick Doyle (Carlito’s way, Hamlet, il diario di Bridget Jones ndr), nella cui versione italiana Merida viene interpretata da un’ altra chioma rossa: Noemi.

Omaggio prima velato e poi palese a Steve Jobs con la casata MacIntosh e poi in dolcissimi titoli di coda dove si ringrazia il maestro. Steve Jobs infatti nel 1986 acquistò la Pixar che si concentrò sulla realizzazione di cortometraggi animati al computer e fu con lui che riuscì a sfondare con Toy Story, il primo film d’animazione realizzato completamente al computer. Altra chicca da segnalare è il cortometraggio iniziale “Luna”, romantico e melanconico. Di una bellezza visiva ed emotiva, riesce a guidare lo spettatore in un mondo lontano… che forse non esiste, ma da qualche parte c’è.

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