di Ferdinando Cocciolo
Paolo Tiralongo: 10. Sembrava quasi che non ci credesse neanche lui, sull’arrivo di Rocca di Cambio, eppure il “gregario per eccellenza” ha vinto. Sì, “l’aiutante” del leader della sua squadra Roman Kreuziger. E’ stato molto lesto a mettersi sulla ruota di Michele Scarponi, nella parte finale di una salita non impossibile ma che non terminava mai. Tiralongo un corridore non vincente? Dopo questo exploit, qualcuno si ricrederà.
Michele Scarponi: 9. Parecchi addetti ai lavori, e non solo, danno Ivan Basso come favorito numero uno, ma lui non è assolutamente d’accordo. A pochi chilometri dall’arrivo, ha voluto “scorgere” lo sguardo del suo principale rivale (almeno quello italiano) e proprio in quell’istante ha lanciato il guanto di sfida. Sicuramente l’arrivo di Rocca di Cambio era per lui, eccellente scattista/scalatore, e così è stato; peccato per il secondo posto finale che comunque, per il marchigiano, rappresenta un “antipasto” di ciò che ancora deve venire.
Frank Schlek: 8, 5 . E’ stato convocato dalla sua squadra solo all’ultimo momento e già parecchi “analisti” di un Giro che si preannuncia molto complicato da qui in avanti, hanno “storto la bocca”: chissà, forse rimpiangendo il fratello Andy che ha invece optato al Tour. Ma il buon Frank c’è, guardingo, lasciando lavorare nelle tappe di pianura le squadre dell’Astana e della Liquigas. Un terzo posto nella prima vera tappa in salita che la dice lunga sulle ambizioni di classifica del lussemburghese.
Ivan Basso: 8. Sinora è andato davvero tutto bene, condizione psico-fisica ottimale, squadra sempre pronta al suo completo servizio (encomiabili, come sempre, Agnoli e Szmyd). La salita finale di Rocca di Cambio non era certamente in linea con le sue caratteristiche, ma proprio il suo ottavo posto subito a ridosso di Scarponi e Schlek ci fa credere che Ivan “ce ne farà vedere davvero delle belle”. Sembra essere lui il “padrone” del Giro.
Roman Kreuziger: 7,5. Contentissimo per il successo di Tiralongo, altrettanto contento per la prestazione personale e della squadra, sempre attenta a controllare tra l’altro anche le mosse della Liquigas. Secondo noi, anche in tappe come quella di Rocca di Cambio, potrebbe fare di più, essendo tra l’altro anche abbastanza veloce. Sinora ha raggiunto il suo obiettivo , quello di correre in parallelo con colui che considera il principale avversario, Ivan Basso, ma deve credere maggiormente nelle sue possibilità.
Stefano Pirazzi: 9. Davvero complimenti per aver interpretato una tappa per lui difficilissima sempre all’attacco, nella fuga “morta” prima della salita finale. E’ il classico corridore che piace alla gente ed insisterà ancora alla ricerca di una vittoria di tappa.



