di Francesco Gori
Tiziano Terzani: biografia e opere del grande giornalista-esploratore
Il 14 settembre è una data speciale: nel lontano 1938 nasceva a Firenze Tiziano Terzani, icona del giornalismo e non solo.
Incasellare un personaggio del genere nella categoria “giornalista“, infatti, non è possibile, visto che potremmo chiamarlo anche scrittore, esploratore, fotografo, filosofo, asceta, e via dicendo. Lui stesso non amava certo le imposizioni sociali, gli schemi, e siamo certi che alla “non definizione” sorriderebbe, come faceva sempre – anche nei momenti più difficili, come in Cambogia quando rischiò di essere fucilato, da qui la grande lezione di vita “se uno ti punta un fucile in faccia, sorridi!” -.
Biografia breve e opere di Tiziano Terzani
Una biografia intensa quella di Tiziano Terzani, portatore di un pensiero “controcorrente”, ma non per questo personaggio costruito ad arte, attenzione: sulla verità della sua persona si possono mettere le mani sul fuoco.
Tiziano è stato per oltre trent’anni corrispondente asiatico – tra Hong Kong, Singapore, Pechino, Bangkok, Tokyo e Nuova Delhi – per il settimanale Der Spiegel, collaborando anche con la Repubblica, Il Corriere della Sera e L’Espresso.
Si è stupito della vita ogni giorno, raccontando i suggestivi quanto complessi mutamenti del continente dell’est in tante opere: Giai Phong! La liberazione di Saigon, dove in prima linea si trova a vivere la guerra del Vietnam; La porta proibita sulla Cina post Mao; la fine dell’Unione Sovietica narrata in Buona notte, signor Lenin.
Possiamo anche definire Terzani uno storico, lui che si è fatto storia vivente, inglobando dentro di sé e riportando su carta – per il piacere di chi ancora oggi lo legge – tutti i più importanti cambiamenti storici nell’Asia di fine Novecento.
Mi preme soffermarmi anche sull’Anam il senzanome degli ultimi anni.
Il Tiziano che, identificato ormai come giornalista tutto d’un pezzo, capace di far sentire la propria, autorevole voce – ricordiamo a tal proposito Lettere contro la guerra, riflessioni sull’attentato dell’11 settembre 2011 in risposta ad Oriana Fallaci -, lavora sul proprio ego per smontarlo, incontra la spiritualità e si incammina alla fusione col Tutto, all’abbraccio definitivo con l’universo, senza appigli terreni, se non la straordinaria moglie Angela e il figlio Folco, compagni di viaggio inseparabili.
A quest’ultima fase dà un contributo la terribile malattia che lo assale: un cancro al quale il fiorentino di Monticelli risponde viaggiando, tra oriente ed occidente (tutto raccontato in Un altro giro di giostra) alla ricerca di una cura, confrontandosi sulla questione eterna del senso della vita e della morte, e trovando come unica soluzione quella interiore.
Decide così di terminare la sua splendida corsa nella solitudine della sua gompa, nel suo piccolo paradiso di Orsigna (OGNI VISITA È SGRADITA. SENZA ECCEZIONI), accettando serenamente la morte, accompagnato ancora una volta solo dall’amore eterno Angela e dal figlio Folco, col quale si intratterrà in una lunga conversazione per tirare le fila di 66, scintillanti anni, dando vita al postumo La fine è il mio inizio:
“Intanto tu sei venuto a tenermi per mano e questo ci dà l’occasione di parlare del viaggio di quel ragazzino, nato in un letto di via Pisana, un quartiere popolare di Firenze, che si ritrova nelle grandi storie del suo tempo – la guerra in Vietnam, la Cina, la caduta dell’impero sovietico – poi va sull’Himalaya, e adesso è qui, in una sua piccola Himalaya, ad aspettare questa ora secondo me piacevole. Allora questa è la fine, ma è anche l’inizio di una storia che è la mia vita e di cui mi piacerebbe ancora parlare con te per vedere se, tutto sommato, c’è un senso”.
La barba, la risata e il temperamento di Terzani rimarranno indelebili nella memoria di chi lo ha capito e, in fondo, anche in quella di chi lo ha “scherzato” per quel suo modo di fare da guru. Ma gli insegnamenti che ci ha lasciato restano: le sue parole sull’economia violenta, sul vegetarismo, sulla necessità di un giornalismo vero – lontano da quello scandalistico, ipocrita e plagiatore -, sul’ingozzamento alimentare e tecnologico continuo nel quale viviamo, sul bene e il male dentro di noi.
La sola rivoluzione è quella interiore, questo ci conferma colui che in prima persona ha vissuto prima i “fatti”. La costante curiosità, compresa quella coraggiosa per la morte, l’ironia e la forza con la quale ha vissuto non possono che farne un simbolo, un esempio per tutte le le generazioni.
Sorridiamo, ci ricorda Tiziano, proprio come continuano a fare nonostante la sua assenza il figlio Folco, giramondo documentarista sui sadhu, e la moglie Angela Stuade, che continua a portare nel mondo il messaggio di non violenza e speranza del marito.
Grazie, Tiziano.

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.




Gran giornalista, grande uomo e grande scrittore, Tiziano Terzani