di Emiliano Morozzi
1988, l’anno della sfida Tomba-Zurbriggen, durata una sola stagione ma divenuta leggendaria e passata agli annali come una delle rivalità sportive più emozionanti di sempre. Neppure nell’anno della sua vittoria in Coppa del Mondo Tomba riuscì a raccogliere così tanta attenzione intorno a sè: nel 1995 pur gareggiando soltanto in slalom e gigante, non ebbe avversari alla sua portata, mentre nel 1988 per poco non strappò la coppa dalle mani di uno dei mostri sacri dello sci alpino dell’epoca, lo svizzero Pirmin Zurbriggen, sfiorando l’impresa tre anni dopo contro l’altro fenomeno dell’epoca, Marc Girardelli. La storia di questa sfida inizia nel 1987 ai mondiali di Crans Montana che chiudono la stagione: a causa della caduta a pochi metri dalla fine del favoritissimo Joel Gaspoz, conquista per la prima volta una medaglia iridata il giovanissimo Alberto Tomba, classificandosi terzo alle spalle dei due campioni Zurbriggen e Girardelli.
La nuova stagione inizia con uno slalom speciale al Sestriere: la giovane promessa dello sci alpino italiano parte con il pettorale numero 25 e mette in fila gli avversari, vincendo sullo specialista Nilsson e sul polivalente Mader. Dopo la vittoria Tomba dichiara che avrebbe fatto il bis due giorni dopo: quella che sembra la spacconata di un giovane di belle speranze, diventa invece realtà quando il bolognese, pur commettendo diversi errori, porta a casa la vittoria in gigante, lasciando indietro il suo mito Stenmark e Gaspoz. Il campione in carica Zurbriggen resta al momento indietro, ma lo svizzero, fortissimo nelle discipline veloci, recupera terreno nelle discese di Val d’Isere e Val Gardena.
Comincia così la sfida tra l’affermato svizzero e quella che al momento è solo una giovane promessa dello sci italiano: due grandi personaggi del Circo Bianco diversi in tutto: potente e aggressiva la sciata di Tomba, elegante e senza sbavature quella di Zurbriggen, il primo sembra voler buttare giù le porte a spallate, il secondo danza elegantemente tra i pali. I due in gigante si equivalgono, ma nei pali stretti dello speciale la sciata di Tomba è devastante. Allergico alle discipline veloci, dove invece Zurbriggen eccelle, il bolognese sembra prendere il largo dopo la vittoria in patria nel gigante sulla Gran Risa (la sua pista preferita) e nello speciale di Madonna di Campiglio: in Italia scoppia la Tombamania, e quell’anno verrà interrotto pure il festival di Sanremo per seguire le imprese dello sciatore azzurro. Il giovane bolognese ormai non è più solamente un giovane di belle speranze, ma si candida a diventare il rivale del titolatissimo Zurbriggen per il prosieguo della stagione. In gigante ma soprattutto in slalom Tomba fa man bassa di vittorie (in totale quell’anno saranno 8 su 14 gare disponibili, e un secondo posto nello slalom di Lienz) ma lo svizzero ha il vantaggio di correre in tutte le discipline e in quelle veloci ottiene sempre piazzamenti importanti.
Dopo le due vittorie italiane, il calendario arride ancora una volta a Tomba, che in Slovenia, a Kranjska Gora conquista lo speciale, Zurbriggen risponde andandosi a prendere il secondo posto in gigante. Le discipline veloci permettono allo svizzero di recuperare terreno sul bolognese: in Val d’Iserè Zurbriggen porta a casa una vittoria e un terzo posto, e anche se il bolognese tiene botta con il secondo posto a Lienz e la vittoria a Bad Kleinkircheim nello slalom speciale, competere in quattro discipline permette allo svizzero di rimanere incollato a quel toro scatenato che è Tomba tra i pali stretti del gigante e dello speciale.
Zurbriggen nella discesa olimpica di Calgary (blick.ch)
La sfida si trascina anche alle Olimpiadi, e stavolta sorride ai colori azzurri: in gigante Tomba disegna la gara perfetta e annichilisce il pur forte Zurbriggen, vincitore della coppa di specialità già in due occasioni, nel 1984 e 1987. Nello speciale l’atleta bolognese si ripete conquistando al primo colpo due medaglie d’oro, mentre lo svizzero fa suo l’oro in discesa. Zurbriggen, già vincitore per due volte della Coppa del Mondo, lentamente recupera terreno e per Tomba sono fatali le gare in terra austriaca: non va sul podio a Schladming e nonostante due vittorie in slalom speciale ad Are e Oppdal, due cadute tagliano fuori dalla vittoria l’atleta bolognese: dopo una stagione fatta di epiche sfide, è Zurbriggen a portare a casa la coppa di cristallo, anche se il vantaggio sul bolognese è di soli 29 punti.
Se lo svizzero porterà a casa la terza delle sue quattro coppe, Tomba dovrà aspettare il 1995 per vincere la Coppa del Mondo, con uno strapotere in slalom e gigante che ha fatto di lui il terzo atleta per numero di vittorie in carriera dopo Stenmark e Maier, con cinquanta vittorie complessive: pur non essendo collezionista di trofei come altri, Tomba per almeno altri dieci anni sarà uno dei protagonisti indiscussi dello sci alpino. Ma questa è un’altra storia, e la racconteremo un’altra volta.



