TORNEO DI BASILEA, FEDERER VINCITORE PER LA SESTA VOLTA

di Nicola Pucci

Il torneo di Basilea è da sempre l’occasione per Federer di convocare amici e parenti e mostrare ai loro occhi quel che di straordinario, unico ed irripetibile il suo smisurato talento è in grado di produrre.

da deportes.terra.com.ar

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Lo Swiss Indoors è un ATP World Tour 500, ed anche stavolta re Roger non ha tradito i suoi sostenitori, mettendo in bacheca il trionfo numero sei – più quattro finali – tra le mura di casa. Il tutto nell’arco degli ultimi quattordici anni, il che vuol dire che da queste parti il Magnifico almeno all’ultimo atto arriva sempre o quasi, per il sommo gaudio degli organizzatori. Il debutto con il mancino Gilles Muller è agevole, 6-2 6-1, così come il secondo ostacolo, Istomin, è scavalcato con qualche patema dopo aver perso il primo set, esattamente e curiosamente come dodici mesi orsono. Nel frattempo l’altro coccolo di casa, Wawrinka, si è fatto buttar fuori da Kukushkin che di questi tempi è pericoloso per chiunque, mentre avanza spedito il rivale di sempre, Nadal, che schianta Bolelli 6-2 6-2 e Herbert 6-1 6-1.

C’è anche Raonic, antagonista tra i più temibili grazie al servizio che paralizza, ed esplode il talento acerbo ma già efficace del croato Borna Coric, diciottenne di bellissime speranze che abbatte Gulbis. Proprio Coric è l’avversario di Nadal ai quarti, non prima però del match che oppone il gigante, Raonic, al pollicino, Goffin. Il belga è in forma e gioca il solito bel tennis: fa gara di testa nel primo set che cede infine al tie-break, vince il secondo 6-3 per poi sfruttare al set decisivo due doppi falli sanguinosi che costano al canadese il break sul 3-3 e la perdita del match, 6-4, per l’exploit più prestigioso nell’ancor giovane carriera del promettente biondino. Ecco dunque Nadal e Coric e il risultato se ha del clamoroso per il responso inatteso, 6-2 7-6 per il croato del futuro, non lo è certo per quel che si è visto sul campo: veloce, motivato e intraprendente il giovanotto, lento, svogliato e privo di mordente Rafa. Che fa le valigie anzitempo, rinuncia a Parigi-Bercy e al Masters per problemi di appendicite e pone seri dubbi su quel che sarà il suo domani: che sia iniziato il viale del tramonto?

Torniamo a Federer, a cui gli scherzi del sorteggio hanno disegnato un tabellone che sembra la fotocopia di quello di un anno fa, e così, dopo gli ottavi con Istomin, ai quarti si ripeta la sfida con il successore designato, il bulgaro Dimitrov. E lo scontro generazionale regala spettacolo, nel primo set si segue i servizi fino al 6-5 per il bulgaro quando Federer sbaglia qualche approccio di troppo ma salva quattro set-point e si arrampica al tie-break. Dove osa di più e si impone, 7-4. L’occasione è persa per Dimitrov che concede subito il break per il 2-0 e la cavalcata senza più ostacoli dell’illustrissimo avversario

A suon di cannonate di servizio, e senza troppo clamore visto il personaggio, in semifinale avanza anche Ivo Karlovic, aiutato da un buon percorso che lo vede incrociare Rosol, De Schepper e Benjamin Becker. Col tedesco è battaglia a suon di aces, al croato basta un break nel primo set, 6-4, per poi risolvere facilmente la questione nel secondo parziale, ancora 6-4.

La prima semifinale è una piacevole ventata di novità: Goffin è in costante crescita e punta la prima finale in un ATP World Tour 500, Coric vuol confermarsi dopo l’exploit con Nadal. E la sfida non delude le attese, un set a testa con la vicenda che si decide in volata al terzo. Il belga prende un break di vantaggio sul 2-1, annulla una pericolosa palla-break nel gioco successivo e vola al comando, 4-1. Coric non rientra più e in 2ore 6minuti Goffin si prende la finale contro l’idolo di sempre. Federer infatti fa il suo dovere contro l’altro croato in evidenza nella settimana svizzera, Karlovic, fronteggiando 33 aces, passando per le forche caudine di un tie-break vinto 10-8, le difficoltà di un secondo set perso 6-3, infine centrando la finale grazie all’unico break del set decisivo, chiuso 6-3 in 1ora 42minuti.

All’atto conclusivo Federer fa sentire fin da subito il peso dell’immensa classe, brekka al primo gioco e fa corsa di testa. Goffin ha davanti a sè una montagna da scalare e non è attrezzato per farlo, colipsce bene la palla ed è incisivo con la prima di servizio ma sempre in difficoltà quando mette la seconda; il rossocrociato, che vinse l’unico precedente tra i due – ottavi di finale al Roland-Garros 2012 -, chiude il primo set 6-2 in soli 24 minuti, cedendo un solo punto alla battuta. Nel secondo set il belga si aggrappa al servizio e rimane in gioco fino al 2-2 quando si consegna all’avversario con il break che vale a Federer, magistrale 6-2 6-2 in 52minuti, la vittoria numero sei davanti al pubblico amico.

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