TORNEO DI BERCY: DJOKOVIC VINCITORE IN FINALE SU RAONIC

di Nicola Pucci

Mettiamola così: il torneo di Bercy mette in bacheca il nome Djokovic quale vincitore ma chi ha da esultare più di ogni altro è Milos Raonic, meraviglioso finalista, che conquista per la prima volta in carriera un posto alle ATP Finals.

Novak Djokovic - da rsi.ch

Novak Djokovic – da rsi.ch

Ai nastri di partenza del Master 1000 parigino correvano in sei per gli ultimi quattro posti disponibili, avendo Djokovic, Federer, Wawrinka e Cilic già il passaporto in mano per quello che ancora amo chiamare Masters: Murray, Raonic appunto, Ferrer, Berdych, Nishikori e Dimitrov. Ma se per lo scozzese era sufficiente la qualificazione ai quarti di finale per garantirsi l’accesso londinese e Dimitrov usciva presto dalla competizione, netto 6-3 6-3 proprio da Murray agli ottavi, il venerdì di passione delineava la griglia dei partecipanti alle finali tra i migliori otto giocatori al mondo. Era Berdych il primo a scendere in campo, battere per la dodicesima volta in dodici confronti il sudafricano Anderson – già killer dello spento Wawrinka di questo scorcio autunnale di stagione -, e per la quinta volta consecutiva qualificarsi al Masters. Forse il miglior Raonic che si ricordi disegnava in due set l’esecuzione perfetta di Federer, 7-6 7-5 grazie a 21 aces, mentre in tarda serata, dopo che Djokovic aveva regolato di forza Murray, il match senza ritorno tra Ferrer e Nishikori regalava al giapponese vittoria in rimonta, e l’ultimo posto tra gli otto che tra una settimana si confronteranno a Londra.

L’evento parigino ha poi scritto la sua storia con due semifinali di indubbio interesse e valenza tecnica: Raonic ha prevalso di giustezza, 7-5 al terzo set, su Berdych, mentre un Djokovic in forma smagliante ha spento le illusioni di un Nishikori col serbatoio delle energie vuoto, battuto ma non certo affossato dal punteggio a referto, 6-2 6-3.

In finale la miglior risposta in circolazione contro uno dei migliori battitori al mondo, e l’inizio per il canadese di origini montenegrine non è dei più felici: break immediato di Nole che fa corsa in testa e dopo soli nove minuti di gioco è 3-0 per lui. Pagato l’inevitabile tributo all’emozione Raonic entra finalmente in partita, ha una palla-break sul 3-1 e ben tre consecutive sul 4-2 per ristabilire l’equilibrio ma Djokovic ha la grande capacità di giocare al meglio i punti importanti, recupera e chiude il primo set, 6-2 in 45 minuti. Il secondo set si apre così come il primo, break del numero 1 del mondo per il 2-0 ed allora per Raonic è proprio notte fonda. Il serbo è padrone del campo, colpisce con efficacia da fondo ed archivia la pratica in 1ora 23minuti: 6-2 6-3, e con rabbia urla al mondo “sono io il più forte di tutti”. Avevate qualche dubbio?

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