di Nicola Pucci
Il circuito ATP riprende il suo cammino dopo la parentesi di Wimbledon e mette in programma tre appuntamenti di fascia media, il torneo di Newport su erba che proclama vincitore Hewitt, e due eventi su terra battuta, Stoccarda e Baastad, che si chiudono con i successi di Bautista Agut e Cuevas.
TORNEO DI NEWPORT. John Isner, forte del suo numero 11 in classifica mondiale, capeggiava la lista dei favoriti agli Hall of Fame Tennis Championships. Ma il trampoliere americano, dopo due vittorie pronosticabili con Odesnik e Krajicek, inciampa ai quarti con Jack Sock, il nuovo che avanza e che tanto fa sperare gli statunitensi di poter tornare un giorno a recitare da protagonisti. Ad approfittare del prematuro scivolone del principale pretendente alla vittoria finale e già vincitore del titolo nel 2011 e nel 2012 sono due vecchie volpi del circuito, il bombardiere Karlovic che cede una volta sola il servizio durante la settimana – Stakhovsky al secondo turno – mettendo giù 53 aces in quattro partite, e cuor di leone Hewitt che non ne vuol sapere di farsi da parte. L’australiano debutta soffrendo con Harrison a cui concede un set, il primo, per poi crescere di livello e liquidare senza problemi Pavic, Johnson e proprio Sock, rimandato in semifinale con un netto 6-1 6-2. La sfida decisiva è la contrapposizione tra l’esplosività al servizio di Ivo e la reattività in risposta di Lleyton ed è proprio l’ex-numero 1 ad allungare con il break del 2-1, che poi diventa 6-3. Nel secondo set l’equilibrio è sovrano e l’epilogo al tie-break premia Karlovic che si impone 7-4 e trascina il match al terzo set. Dove esperienza, determinazione e carica agonistica fanno la differenza ed al te-break è Hewitt a metter giù l’ultima palla e gridare al mondo tutta la sua gioia di irriducibile guerriero.
TORNEO DI STOCCARDA. Dodici mesi orsono Fabio Fognini trionfò alla Mercedes Cup in terra – battuta – germanica avviando un’estate memorabile. Ma non tutte le stagioni sono uguali, ahimè, e per il ligure iniziano ad essere un po’ troppe le occasioni gettate al vento, pensando a quel che poteva essere e non è stato con Monfils a Roland-Garros e Anderson a Wimbledon. Dopo due successi d’entrata con Golubev e Giraldo il tennista azzurro si arrende in semifinale a Bautista Agut, iberico di seconda schiera che sopravvive miracolosamente ai quarti nel derby con Garcia Lopez per poi battere il tricolore con l’inequivocabile 6-3 6-4. La pioggia condiziona la settimana tennistica nella città che diede i natali a Hegel e Porsche, ma il sole accompagna il cammino di Lukas Rosol, che a sorpresa guadagna la finale eliminando lungo la strada tre sicuri candidati al titolo, Kohlschreiber beniamino locale, Feliciano Lopez tra i più in forma del circuito, Youzhny secondo favorito del torneo. Bautista Agut, numero 23 del ranking mondiale, apre con un break che gli consente di incamerare il primo set, 6-3. Nel secondo parziale i due avversari si equivalgono al servizio fino al 5-4 quando il ceco conquista infine l’opportunità del break e pareggia le sorti del match, 6-4. Ma per Rosol è il canto del cigno, lo spagnolo allunga rapidamente sul 3-0 e in 1 ora 42minuti mette in bacheca il secondo titolo in carriera.
TORNEO DI BAASTAD. Lo SkiStar Swedish Open pareva destinato ad esser questione in famiglia tra spagnoli. Ferrer, Robredo e Verdasco erano i tre logici favoriti ma non hanno rispettato le consegne. David cede a Berlocq, vincitore nel 2013, ai quarti; Tommy si fa eliminare al debutto dal qualificato argentino Renzo Olivo; Fernando si spinge in semifinale ma inciampa in Cuevas. Se poi anche Janowicz, quarta testa di serie, rimbalza con Lajovic è chiaro che il titolo magari finirà in bacheca di qualche comprimario, il portoghese Joao Sousa e proprio l’uruguaiano Pablo Cuevas, per esempio, che procedono spediti fino all’ultimo atto. La pioggia allunga di cinque ore l’inizio del match, il ventottenne che risiede a Salto, alla prima finale in carriera, non pare subire lo scotto del debutto e brekka d’entrata, Sousa reagisce controbrekkando ma è sempre il sudamericano a condurre il gioco con l’incisività del dritto. 6-2 il primo set in poco più di mezzora ed è quanto vediamo anche nel secondo parziale con Cuevas che domina gli scambi e velocemente incamera partita, 6-1 in 58minuti, ed assegno destinato al vincitore.



