di Nicola Pucci
Il calendario tennistico proponeva questa settimana due eventi ATP World Tour 250 in Estremo Oriente, il torneo di Shenzhen e il torneo di Kuala Lumpur. Ed è stata l’occasione per ritrovare due campioni, il vecchio – Murray – e il nuovo – Nishikori.
TORNEO DI SHENZHEN. Ferrer, Murray, Gasquet, Robredo: un quartetto di lusso capeggia l’entry-list al Shenzhen Open. Ma se David paga dazio al desiderio di Viktor Troicki di riguadagnare in fretta un posto a ridosso dei primi dopo le traversie legate all’affare della violazione delle norme antidoping, Andy ha il dente avvelenato per le polemiche indipendentiste degli scozzesi e vuol tornare ad assaporare il gusto della vittoria. Ai quarti di finale trova posto il nostro Seppi, che batte Bolelli 6-3 6-4 nel derby azzurro di secondo turno: il bolzanino incrocia Robredo e la sua corsa si ferma qui, 6-4 6-7 6-3. Così come si interrompe bruscamente la marcia di Gasquet, sconfitto da Monaco, mentre Murray liquida Lacko e Giraldo ridimensiona Troicki. La prima semifinale oppone Robredo a Giraldo e per lo spagnolo è vita facile: domina il primo set, 6-1, va sotto di un break ad inizio secondo set ma recupera per poi vincere in volata, 6-4, e guadagnare la seconda finale della stagione dopo quella persa a Umago con Cuevas. Tocca a Juan Monaco sfidare Murray, e nel primo set l’argentino è padrone del gioco, 6-2 in 32 minuti. Il britannico è troppo spento per essere vero, nel secondo aumenta il ritmo e prende un break di vantaggio. Monaco torna sotto, regge fino al 3-3 ma poi si eclissa: un parziale di 9 giochi a 0 consegna a Murray le chiavi della prima finale del suo anno più buio. All’atto decisivo è Robredo ad uscire meglio dai blocchi, apre con un break e sale 2-0 ma l’allungo è di breve durata e Murray riagguanta il 3-3. Lo scozzese salva una palla-break sul 4-4, fatica alla battuta e cede ancora il servizio sul 5-5 per consegnare a Robredo in 50 minuti il primo set, 7-5. Nel secondo parziale Murray brekka sul 3-2 ma Robredo recupera subito dopo e l’equilibrio si ristabilisce. Lo spagnolo ha coraggio e fortuna quando sul 5-4 salva tre set-point, Murray non è proprio il Murray dei tempi belli e la decisione del set è inevitabilmente al tie-break. E qui le emozioni si sprecano, Robredo va subito avanti, raggiunge quattro match-point sul 6-2, ne spreca un altro sul 7-6 per poi cedere 11-9 il set. Che poi diventa anche la partita, 6-1, con Murray che nel parziale decisivo ha via libera dallo sfiduciato avversario.
TORNEO DI KUALA LUMPUR. Al Malaysian Open Kei Nishikori torna a recitare dopo la finale agli US Open presentandosi ai nastri di partenza accreditato della testa di serie numero 1. Gulbis occupa la parte bassa del tabellone, è il secondo favorito e rischia già all’esordio con Petzschner che lo costringe al terzo set. Matosevic e Benjamin Becker sono gli avversari delle due star ai quarti di finale, stadio della competizione a cui attendono anche Julien Benneteau e Nieminen. Il francese e il finlandese vanno avanti a spese di Cuevas e Andujar e il quadro delle semifinali è così composto: Gulbis-Benneteau e Nishikori-Nieminen. La prima sfida si apre con il transalpino ben deciso a sovvertire il pronostico, Gulbis fatica a contenerne il gioco brillante e le avanzate a rete e col punteggio di 6-4 6-4 Benneteau vola in finale. E’ la volta del beniamino di qui, Nishikori assurto al rango di campione di prima fascia, che sbuffa e corre per tre set per avere la meglio di Nieminen, 6-3 4-6 6-2. Benneteau è in forma smagliante, insegue il primo titolo in carriera dopo nove sconfitte in finale, di cui due proprio a Kuala Lumpur negli ultimi due anni, ed apre il match decisivo prendendo subito un break di vantaggio, 2-1. Il francese salva cinque palle per il controbreak sul 3-2 e fa gara di testa, fino a quando Nishikori recupera e trascina il set al tie-break, dove la maggior classe del giapponese prevale. Benneteau ha perso l’occasione delle vita, nel secondo set Nishikori piazza il break dell’allungo e col punteggio finale di 7-6 6-4 porta a casa la coppa.



