TORNEO DI TORONTO: TSONGA VINCITORE A SORPRESA

di Nicola Pucci

Vicenda appassionante quella che va in scena al torneo di Toronto, Master 1000 che scalda i motori in attesa degli Open Usa di fine mese. Assente Nadal che qui dodici mesi orsono vinse la Rogers Cup, attendi Djokovic fresco di nozze, confidi in Wawrinka e Federer che battono bandiera rossocrociata, magari speri di applaudire il ritorno di Murray, ed invece ti trovi ad appuntare sul taccuino il nome di Jo-Wilfried Tsonga, vincitore a sorpresa.

Tsonga - foto reuters da sports.fr

Tsonga – foto reuters da sports.fr

Andiamo per ordine. Che sarà un’edizione inaspettata te ne accorgi da quel che avviene a livello di ottavi di finale. Djokovic, numero 1 del seeding e del mondo, già sopravvissuto per miracolo ai sedicesimi con Monfils sconfitto al tie-break del terzo, sbaglia tutto quel che c’è da sbagliare e perde di brutto con Tsonga, 6-2 6-2 per il “moro” in crisi di risultati da tempo e sempre k.o. col serbo negli ultimi dieci incroci diretti. Anderson, sudafricano numero 21 del mondo che serve bene e sa giocare sul cemento, dopo aver inflitto l’ennesima sconfitta al Fognini deludente di questi mesi manda a casa anche Wawrinka, che alterna colpi da antologia ad una caterva di errori che rimandano le sue illusioni agli appuntamenti futuri, Berdych in quanto a talento e capacità di sperpero non è certo da meno allo svizzero e inciampa nel tennis brillante e nei colpi mancini di Feliciano Lopez che si impone in tre set, 3-6 6-3 6-4.

Tre battaglie danno lustro ai quarti di finale, con Tsonga che dopo Nole abbatte a furia di servizi vincenti e bordate di dritto anche l’Andy scozzese, Dimitrov che rimonta Anderson e col successo al tie-break del terzo conferma di essere ormai a pieno titolo inserito tra i più forti del lotto, Lopez che spenge l’entusiasmo canadese eliminando il beniamino di casa Raonic, Federer che infiamma i cuori e faticando vince con Ferrer per la quindicesima volta su quindici confronti diretti.

Il miglior Tsonga dell’anno, campione che un paio di stagioni fa pareva pronto ad inserirsi nella lotta di vertice ma poi bloccato da qualche infortunio di troppo e forse anche dalla scellerata presunzione di diventare un giocatore diverso, affronta e batte in semifinale Grigor Dimitrov, 6-4 6-3, bravo ma non abbastanza per guadagnarsi la partita decisiva. Il francese strappa due volte il servizio al bulgaro e vola in finale ad affrontare il Magnifico, Roger Federer che scavalca anche l’ostacolo Lopez, sconfitto per l’undicesima volta in altrettante sfide, 6-3 6-4.

L’ultimo atto si apre con Tsonga al servizio e nel primo set l’incisività alla battuta regala al francese il 93% dei punti con la prima palla e sei aces; Federer non concede opportunità fino al 5-6 30-30 quando due errori lo condannano a cedere il parziale, 7-5 in 44 minuti. Col primo ace della partita Federer salva una pericolosissima palla-break sul 2-3 del secondo set, altre quattro le annulla sul 3-4 e prova a rientrare in corsa nonostante Tsonga giochi in assoluta sicurezza. Il francese sul 5-4 addirittura sale al match-point che Federer vanifica con un dritto vincente, la sfida non decolla sul piano squisitamente tecnico ma non mancano certo le emozioni. Si va al tie-break, Federer soffre e sbuffa, Tsonga bombarda con il servizio e col punteggio di 7-3 torna gran protagonista del tennis che conta.

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