di Nicola Pucci
Il torneo di Winston Salem è l’ultimo appuntamento prima dell’evento tennistico di fine agosto, gli Open Usa che prendono il via tra qualche ora a Flushing Meadows. Tre top-20 si allineano ai nastri di partenza di un torneo categoria ATP World Tour 250, Isner, Anderson e Robredo, ma solo l’americano, numero 15 del mondo, tiene in parte fede al suo rango: il sudafricano cede agli ottavi a Sam Querrey, 7-6 6-4 in una sfida a colpi di servizio, mentre l’iberico inciampa all’esordio nel tennis serve-and-volley di Mahut, 6-1 7-6. Isner, dal canto suo, batte Klahn e Kukushkin prima di dare forfait ai quarti lasciando via libera a Rosol.
C’è traccia d’azzurro, a Winston Salem. O almeno, Andreas Seppi – testa di serie numero 14 – completa un percorso soddisfacente a spese di Delbonis e Mahut prima di sprecare una buona occasione di spingersi anche oltre con Yen-Hsun Lu, trentunenne di Taipei numero 38 del mondo che incastra l’azzurro con il suo gioco denso di variazioni, 6-4 6-4.
L’uomo forte di questa estate, il belga David Goffin, e il polacco alla ricerca di se stesso, Jerzy Janowicz, occupano la parte bassa del tabellone e si incrociano ai quarti in uno scontro che premia proprio Janowicz che si impone in due rapidi set, 6-4 6-2, così come Garcia-Lopez e Querrey si giocano un posto in semifinale. Lo spagnolo vince il primo set al tie-break, l’americano ha due semifinali in palmares in questo torneo e nel secondo parziale si riscatta facilmente, completando poi la rimonta con il 6-4 nel set decisivo.
La prima semifinale oppone Rosol a Lu ed è il ceco a far suo il primo set, 7-5. Il cinese di Taipei pareggia i conti, 6-4, e sull’1-1 del terzo set risorge da 0-40 per annullare tre pericolose palle-break. Ma nulla può, Lu, quando perde il servizio che gli costa la partita e manda Rosol a giocare per il titolo contro Janowicz che in rimonta batte Querrey, maldestro nello sciupare un vantaggio di 4-3 40-0 al terzo set.
Finale dunque tra due gran battitori, Rosol numero 33 del mondo contro Janowicz scivolato al numero 52. Nell’unico precedente, a Marsiglia nel 2013, vinse il polacco 6-4 6-2 ma Lukas è cresciuto molto da quel giorno e la sfida è aperta. Le prime palle-break sono appunto per Rosol che coglie l’occasione e allunga sul 2-1, Janowicz preme col dritto e recupera subito dopo. Il polacco comanda gli scambi da fondocampo, il ceco sbaglia qualcosa di troppo e in 33minuti il primo set è di Janowicz, 6-3. Jerzy intravede all’orizzonte il primo trionfo in carriera che darebbe seguito all’exploit di Parigi-Bercy 2012 quando fu finalista del Master 1000 e alla semifinale a Wimbledon del 2013 che gli regalò il suo best ranking, numero 14: si procura subito due palle-break ma Rosol si salva a fatica, così come un’altra chance di break sfuma per il polacco sull’1-1. Sul 5-5 0-40 Rosol è ad un passo dalla sconfitta ma trova la forza di riemergere dal baratro ed arrampicarsi al tie-break dove sullo slancio Lukas si impone 7-3 sfruttando le scelleratezze tattiche di Janowicz e trascinando la sfida al set decisivo. L’incisività alla battuta dei due contendenti è dominante fino al 5-4 quando Rosol si trova a dover fronteggiare due match-point: il primo lo annulla con il servizio, il secondo con un attacco di dritto vincente. A furia di sprecare occasioni inevitabilmente Janowicz finisce per pagare dazio, subisce il break del 6-5 e manda Rosol a servire per il match. Il ceco non spreca, mette giù l’ace conclusivo e col punteggio finale di 3-6 7-6 7-5 incassa il secondo titolo in carriera, dopo Bucarest 2013.



