AS.TRO ANCORA IN AZIONE PER BLOCCARE LA “SCADENZA” DELLA LEGGE SUL GIOCO PIEMONTESE

a cura della Redazione

Si è agli sgoccioli… la scadenza della Legge sul Gioco in Piemonte – che praticamente espellerà il gioco lecito da quella Regione – arriva inesorabile, ma As.Tro -associazione che tutela gli operatori del settore- non si dà per vinta ed ha presentato una petizione alla Commissione Europea per la violazione della “libertà di stabilimento”. Il 1° dicembre si avvicina ed è indubbio che questa già famigerata Legge piemontese sul Gioco problematico inizierà a produrre i suoi effetti. Le proiezioni tecniche, commissionate da As.Tro, stimano che il gioco lecito subirà la “diminuzione” del 99%, posto che quasi tutte le apparecchiature da intrattenimento non rispettano le norme regionali che determinano la distanza di 500 metri dai “cosiddetti luoghi sensibili” e dovranno essere, quindi, rimosse.

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La Regione Piemonte, ed i suoi rappresentanti, non intendono dare né proroghe né ascoltare ciò che la filiera, compresi i migliori casino online, grida a gran voce ed esiste il pericolo che questa venga praticamente “annientata”, lasciando spazio sul mercato “all’altra rete parallela di gioco illegale”. Non si sono sentite ragioni alcune ed anche se As.Tro sta agendo su più fronti… non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire ed onestamente, oggi, il pericolo di espulsione dalla Regione Piemonte del gioco lecito sta diventando sempre di più una realtà. E bisogna solo sperare che questo, poi, non sia emulato da tutte le altre Regioni, altrimenti altro che accordo per il riordino del gioco!

As.Tro, per non arrivare a tanto, sta lavorando per concordare incontri istituzionali al fine di ottenere, testardamente, una proroga a questo “scempio”: incontri sia in Regione con i rappresentanti politici per illustrare gli effetti che questa “normativa capestro” avrebbe a livello di occupazione, bilancio e gioco illegale, sia al di fuori dai confini nazionali. Infatti, l’associazione si sta muovendo a livello europeo con una petizione alla Commissione Europea per denunciare “gli effetti distorsivi che la Legge Regionale del Piemonte avrebbe sulla concorrenza del mercato interno”, dal momento in cui si impone il divieto di installazione degli apparecchi di gioco nel raggio di 500 metri rispetto ai luoghi sensibili.

Particolarmente questa petizione denuncia la violazione del principio di proporzionalità, poiché l’effetto espulsivo del distanziometro sarebbe sproporzionato rispetto all’obbiettivo generale di scoraggiare il gioco problematico e costituendo la palese violazione della “libertà di stabilimento” e di “prestazione di servizi”. In pratica risulterebbe una palese distorsione della concorrenza tra gli esercenti commerciali gestori degli apparecchi di gioco, secondo la loro ubicazione. E per questo viene richiesto l’intervento urgente della Commissione Europea ed una sua conseguente pronuncia sulla compatibilità di tali norme con le libertà economiche del mercato interno.

As.Tro deve prendere atto delle resistenze della politica nei confronti del settore ludico, ma la stessa dovrà rendersi conto che dietro la decisione che la Commissione Europea affronterà, esistono imprese “virtuose”, lavoratori onesti, tanti dipendenti e tante famglie che vivono grazie agli “stipendi del gioco legale” e che tutto questo non può essere cancellato con un vero e proprio colpo di spugna da norme espulsive ed assolutamente sproporzionate (percentuale del 99%).

Come si deve ancora di più sottolineare che in questo momento è importante che ciascun protagonista del mondo del gioco faccia la sua parte, poiché in ballo c’è la sopravvivenza del settore ed il futuro di migliaia di persone: entrambi cose che sembra proprio la politica piemontese (e forse tutta) non abbia considerato.

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