di Francesco Gori
È andato in scena l’U.S.Open 2014 di golf, secondo major stagionale dopo l’Augusta Masters. Edizione 114 sul campo n.2 di Pinehurst in North Carolina, dal 12 al 15 giugno, e vincitore Martin Kaymer dopo quattro giri di dominio assoluto. Alle spalle del tedesco, ma alla distanza siderale di otto colpi, chiudono appaiati Erik Compton e Rickie Fowler. Francesco Molinari ottiene un buon 23esimo posto.
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ATTESI E ASSENTI. Non si può che cominciare dal grande assente, quel Tiger Woods ancora alle prese con un faticoso recupero dopo l’intervento alla schiena che gli ha fatto perdere tutta la prima parte di stagione. Per l’ex n.1, scavalcato di recente in classifica dall’australiano Adam Scott, si aspettano notizie incoraggianti per un ritorno che appare ancora lontano. Gli appassionati di golf devono quindi consolarsi con gli altri campioni del PGA ed European Tour, a cominciare proprio da Scott, tra i favoriti, insieme al cannibale dell’anno passato Henrik Stenson, all’eterno Phil Mickelson (a caccia dell’unico major mancante per completare il Grande Slam, dopo sei secondi posti), e ad un ritrovato Rory McIlroy, fresco vincitore del Pga Championship e di rottura sentimentale ad un passo dal matrimonio. Tra i papabili anche Matt Kuchar, tra i più regolari fin qui, Martyn Kaymer vincitore del Players Championship, e tanti altre possibili sorprese, per un torneo tra i più difficili, e aperto democraticamente a tutti i giocatori (quest’anno più di 10.000 gli iscritti) vogliosi di cimentarsi nelle eterne qualifiche. Qualifiche che hanno escluso il nostro Matteo Manassero, alla ricerca di una forma ben lontana da quella del trionfo nel BMW PGA Championship 2013. Solo due i portacolori azzurri: Francesco Molinari, rientrante nella classifica dei migliori 60, e Andrea Pavan dopo ottima qualifica, qui al debutto.
CURIOSITÀ SU PINEHURST. Come St.Andrews in Europa, Pinehurst è un campo da leggenda. Non si può che cominciare dal ricordo di Payne Stewart che qui, nel 1999, gioì per la vittoria grazie al putt imbucato alla 18 che gli garantì il colpo di vantaggio su un giovane Mickelson. Una storia bella quanto drammatica per la sua evoluzione: Payne, giocatore che si vestiva in stile anni Trenta, scomparse pochi mesi dopo in un incidente aereo, lasciando un vuoto umano oltre che tecnico. Una statua è stata dedicata al campione statunitense, riprendendo quel gesto di esultanza rimasto scolpito nel tempo: Payne che lancia braccio destro e pugno chiuso in alto, verso il cielo, in equilibrio sulla sola gamba sinistra.
La statua in onore di Payne Stewart – blog.siriusxm.com
C’è anche un’altra statua, simbolo del circolo, il “Putter Boy”: un ragazzino che putta e ci regala tutta la magia di mazza e pallina.
PRIMA GIORNATA. Comincia il major più difficile, 18 buche che necessitano di grande concentrazione e precisione, con modifiche che hanno portato una grande quantità di sabbia intorno ai fairway, al posto del classico rough. Un campo selvaggio di 7.565 metri, in linea con la natura, con green veloci e grande attenzione per il gioco corto.
Con un incredibile score di 65, Martin Kaymer conferma il grande stato di forma e si catapulta in testa dopo le prime 18 buche, -5 per lui e una serie impressionante di birdie. Tre colpi di vantaggio su Graeme McDowel, Kevin Na e Brendon De Jonge. La grande notizia è la sesta piazza di un Molinari in grande spolvero, che parte male con due bogey nelle prime sei, per poi recuperare nelle restanti dodici con quattro birdie, per un totale di 69 (-1). A pari merito con Francesco, Spieth, Dustin Johnson, Stenson, Kuchar, Bradley, Snedeker e Matsuyama. Giro sul par per Mickelson, a +1 McIlroy nonostante un putt da registrare, decisamente negativa la giornata per Bubba Watson e Westwood (+5), Luke Donald (+7) Ernie Els e Cabrera (+4)- Limitano i danni Jimenez, Dufner e il campione uscente Justin Rose a +2. Andrea Pavan conclude con un 75, a forte rischio di esclusione dal taglio.
Martin Kaymer – postandcourier.com
SECONDA GIORNATA. Fenomeno Martin Kaymer, che ripete il 65 del giorno prima e si catapulta a -10. Un vantaggio di ben sei colpi sul secondo che, a sorpresa, è il debuttante Brendon Todd. Segue una coppia formata da Kevin Na e Brandt Snedeker, mentre a -2 una folta schiera di giocatori: D.Johnson, Koepka, De Jonge, Bradley e Stenson. A -1 Kuchar, Kirk, Spieth e McIlroy che risale, così come Scott, autore di un buon 67. Accanto al campione Masters 2013 l’ottimo Francesco Molinari: ancora una partenza così così, con due bogey iniziali, equilibrati da due birdie e un altro bogey, per un 71 di giornata. Non ce la fa a superare il taglio a +5 Andrea Pavan che chiude a +7, pagando lo score pesante della prima giornata. Taglio che miete vittime illustri: non ce la fanno Donald, Watson, Dufner, Mahan, Cabrera, Jimenez, Westwood. Si salvano ma arrancano Mickelson (putt da dimenticare), Els, Garcia, Furyk.
TERZA GIORNATA. I green diventano sempre più ostici, su un campo che non vede acqua da tempo, quasi “bruciato”, per renderlo ancora più impegnativo. Se ne accorge anche il leader Kaymer che rimane tale a -8, ma firmando un 72 di giornata che significa +2. Il tedesco perde due colpi, ne rimangono cinque di vantaggio su Rickie Fowler che emerge dalla folta schiera degli inseguitori grazie ad un 67 in cui figurano ben 5 birdie. Appaiato a -3 un’altra sorpresa: è Erik Compton, storia drammatica la sua, per i due trapianti di cuore ad appena 34 anni. Dietro una coppia formata da Stenson e Dustin Johnson, che precedono l’ultimo giocatore sotto par, Brandt Snedeker a -1. 72 per Francesco Molinari che rimane 14esimo a +2 (3 birdie e cinque bogey), in piena lotta per la top ten. Crolla Brendon Todd con un orribile 79, fuori dai giochi per la vittoria anche “Lefty” Mickelson a +5. Lontani dalla vetta anche McIlroy e Scott con +3.
QUARTA GIORNATA. Ultimo giro che decreterà il vincitore, che sembra già scritto. Il colpo del giorno è firmato Zach Johnson che alla buca n.9 fa hole in one. Il primo dei big a chiudere è Mickelson, un totale di +7 davvero deludente. Rory McIlroy conclude invece un colpo sotto, ben lontano dalle posizioni di testa. Tra i migliori score di giornata il 67 di Keegan Bradley che finisce tra i primi dieci, dopo aver sprecato il giorno prima con un 76 la possibilità di lottare per il titolo. Snedeker accusa problemi alla schiena, Fowler incappa in un doppio bogey alla 4, Compton gioca alla grande ma spreca una grande chance alla 7 con tre putt. A conferma della difficoltà di un campo che riduce il numero dei giocatoti sotto par. Francesco Molinari inizia con una serie di par, ma poi arrivano quattro bogey, quello alla buca 11 è davvero brutto e il gioco nelle successive nove ne risente. Il torinese completa il suo Us Open con un 74 che vale un + 6 di torneo e un 23esimo posto. Gioca in difesa Martin Kaymer, usando spesso il putt anche da fuori green, forte di un vantaggio che oscilla costantemente tra i quattro e i cinque colpi. Risalgono in classifica gli specialisti dei Major Jason Day e Adam Scott, tra i più regolari. Ma a differenza di altri Major, in North Carolina non c’è storia: alla buca 13 e 14 i birdie del tedesco associati ai due bogey di Compton alla 11 e 12 chiudono ogni discorso per la leadership. Vince dominando dall’inizio alla fine Martin Kaymer (-9), con la bellezza di otto colpi di vantaggio su Erik Compton e Rickie Fowler. Sopra par tutti gli altri giocatori, a partire dal +1 di Bradley, Day, Koepka, Johnson e Stenson, quarti a pari merito.
CLASSIFICA FINALE
1) MARTIN KAYMER -9
2) ERIK COMPTON -1
RICKIE FOWLER -1
4) KEEGAN BRADLEY +1
JASON DAY
BROOKS KOEPKA
DUSTIN JOHNSON
HENRIK STENSON
9) ADAM SCOTT +2
JIMMY WALKER
BRANDT SNEDEKER
23) FRANCESCO MOLINARI +6



