di Giorgio Càeran
(dal libro Giramondo libero – In viaggio con la Vespa o con lo zaino)
L’umanità non è una produzione in serie di oggetti modellati nella stessa misura e forma. Ci sono individui che si differenziano dagli altri non per potenza e ricchezza, bensì per coraggio: coraggio nel difendere i propri ideali, coraggio nel combattere i nemici dell’ecologia, coraggio di dire NO alla civiltà dei consumi superflui, coraggio di condannare chi, con falso coraggio, fa di un villaggio un cimitero di trucidati; coraggio di gridare NO a chi approva l’invasione “preventiva” di nazioni sovrane; e ancora coraggio di amare l’avventura e a volte soffrire per essa.
Il coraggio è ciò che più ammiro in una persona, che sia politicamente in lotta contro i regimi repressivi (coraggio sociale), o che proceda verso nuovi orizzonti (coraggio individuale): non posso che constatare con gioia che tante persone, spesso con mezzi inadeguati, raggiungono mete impensate. Ho ammirazione per i primi temerari delle macchine volanti, per i primi esploratori dei Poli, delle foreste, degli oceani, dei deserti, delle più alte vette delle montagne; e per tutti quegli uomini che, appunto con coraggio, hanno fatto dell’avventura una ragione di vivere.
Una delle molle interiori che fa scattare l’inesauribile desiderio di partire, di conoscere nuovi mondi e nuovi popoli, è la voglia di staccarsi da tutto ciò che nasce dalla rigida routine di ogni giorno. È la ferma volontà di lasciare la massa della gente – spesso mediocre e ipocrita – che troppe volte isola e raramente unisce, per riflettere tranquilli in una solitudine cercata e voluta. C’è pure la profonda convinzione che una volta tanto si possa abbandonare un posto di lavoro sicuro, per cercare le risposte ai nostri intimi “perché?”, che formuliamo osservando certe dure leggi della vita senza comprenderle e anche, perché no, per scrollarsi di dosso i consigli dei conservatori benpensanti: “frenati, attendi, pazienta, rassegnati ad accettare il tuo posto nella società, non tentare di modificare il corso del destino, non lasciare la vecchia via per la nuova”. Certo regole d’oro, ma di tanto in tanto evadere dalla realtà d’ogni giorno diventa una necessità insopprimibile.




Sono assolutamente allineato con Giorgio…detesto l’omologazione, tanto più che avviene (in misura massiccia, ahinoi) verso il basso, non certo verso l’alto…in qual caso potrei anche chiudere un occhio, forse due…
Sì certo, anch’io odio l’omologazione, ma anche l’articolo propone un tipo di omologazione, suggerisce che tutti debbano agire e pensare in un certo modo. Perché ad esempio tutti dovrebbero rinunciare ai consumi superflui o essere ecologisti? Perché tutti dovrebbero sostenere le idee di uguaglianza, fratellanza ed essere pacifisti? Io posso anche, in nome della libertà individuale, sostenere il contrario ed essere ad esempio razzista, egoista e fregarmene dell’ambiente per il mio utile, rivendico il diritto a questo in nome della libertà!
Secondo me hai ragione alessio, quando si parla di libertà bisogna allargarsi su tutti i fronti, anche verso i lati negativi. Ognuno dovrebbe essere libero di fare qualunque cosa gli venga in mente.
Il fatto, appunto, è che non essendo soli e avendo ognuno gli stessi diritti,
Non puó esistere il reale concetto di Libertà: resterà per sempre un’utopia.
Il punto qua è che l’omologazione odierna è prettamente negativa, propone modelli e stili di vita pessimi dal punto di vista individuale, che si riflettono inevitabilmente sul piano sociale.
Se ci fosse un’omologazione intelligente e studiata, che puntasse a prendere la vita con filosofia e evidenziasse le nostre differenze in modo da poterle confrontare in modo genuino, nessuno avrebbe da ridire.
D’accordo con te Alessio, secondo me il vero sensi Dell’articolo è quello!
Forse perché la libertà altrui inizia dove finisce la mia. Forse perché se i tuoi ragionamenti te li facesse qualcun altro che, in nome di questa pretesa libertà, danneggiasse te, non la penseresti così. Forse perché il principio di uguaglianza è sancito dalla Costituzione italiana e da tutte le costituzioni dei paesi democratici. La pretesa di fare quello che ci pare non è libertà, ma abuso, su un piano giuridico e su un piano etico. Mi pare sufficiente come risposta.