di Ferdinando Cocciolo
Un Giro d’ italia bellissimo, all’insegna di Contador e Aru
E’ finito un Giro d’Italia 2015 davvero bellissimo, per durezza, spettacolarità, ed anche colpi di scena. Il Giro di Alberto Contador, “il pistolero”, ma anche del nostro Fabio Aru che, qualora ce ne fosse ancora bisogno, ha confermato che un giorno (ormai prossimo) vincerà un grande Giro e in particolare la Corsa Rosa.
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Tre settimane (ma non esistevano dubbi) che hanno via via aumentato l’entusiasmo sulle strade per questo bellissimo sport che, più di ogni altro, racchiude fatica, capacità, orgoglio, sofferenza.
La classifica finale: Alberto Contador in trionfo, Fabio Aru a 1 minuto e 53 secondi, Mikel Landa (compagno di squadra di Fabio Aru nell’Astana) a 3 minuti, Andrey Amador a 8 minuti e 10, Ryder Hesyedal a 9 minuti e 52. Questi i primi cinque della generale, dove è evidente, tra l’altro, l’assenza di corridori come Rigoberto Uran e Richie Porte. Attesi protagonisti molto sfortunati (tra incidenti e problemi fisici), anche se poi negli ultimi giorni il colombiano con orgoglio ha combattuto.
Contador-Aru, un duello che potrebbe ripetersi anche nel Giro 2016 e, perché no, già tra pochi giorni sulle strade francesi. Anche se il leader della Tinkoff ha già annunciato che potrebbe anche essere il suo ultimo Giro e non è assolutamente certa la presenza del corridore sardo al Tour de France al fianco di Vincenzo Nibali (anzi, è più no che si).
Il “pistolero” ha meritato di vincere il Giro soprattutto per la grande reazione avuta dopo le cadute e la crisi improvvisa sul Colle delle Finestre. “Un grande Giro lo si vince anche e soprattutto superando i momenti di difficoltà“ ha più volte affermato il corridore spagnolo. Lui lo ha dimostrato, con la grande rimonta sul Mortirolo, la grande forza e potenza evidenziata sul Monte Ologno. Contador è stato più forte anche delle difficoltà di una squadra che non sempre lo ha supportato a dovere in salita. Rogers, Kreuziger, Ivan Basso, non sono stati all’altezza del loro potenziale. E, ad esempio, vedere un Ivan Basso (vincitore di due Giri d’ Italia nel 2006 e 2010) arrancare e prendere minuti su minuti fa male… al cuore di molti appassionati e tifosi. Ma le stesse ammissioni di Ivan, corridore e uomo sincero, fanno ben sperare in un suo miglioramento di condizione in vista del Tour de France, al fianco di Alberto.
Alla fine dei conti, l’Astana, in salita, è stata più forte della Tinkoff Saxo, ma non bisogna dimenticare tuttavia il grande lavoro compiuto in pianura da elementi come Tosatto e Boaro. In sostanza, l’intelligenza tattica e la pazienza sono state arme fondamentali per il trionfo del corridore spagnolo.
Il giro d’Italia ha avuto due vincitori? Saremmo spinti a fare questa considerazione, tenendo conto dello spettacolo immenso fornito dal leader dell’Astana, con due vittorie consecutive e una forza di reazione indescrivibile, a fronte (come ha anche ammesso il diretto interessato) di una possibilità di ritiro (dopo il Mortirolo) che ha balenato nella sua mente. Ed allora, a noi interessa far riferimento ad un ragazzo che è ormai diventato fuoriclasse, nelle imprese e dal punto di vista umano. Lui, prima del Giro del Trentino, ha avuto un’importante forma di virus che lo ha costretto a fermarsi. Situazione che ci spinge ad affermare che la forma acquisita in queste tre settimane di Giro non era al massimo. Nonostante ciò, e dopo aver ceduto il passo sul Mortirolo, Fabio è stato protagonista di una due giorni straordinaria, dove classe e cuore si sono combinati (e di fronte alla propria famiglia) in un mix di forte impatto emotivo. Cervinia e Colle delle Finestre, un bel viatico per un gran finale di stagione e una grande carriera.
E Landa? Un “campioncino” che si è sacrificato anche per il capitano nell’Astana, ma non ha rinunciato alle sue ambizioni. Ne sentiremo parlare.
Ma un grande Giro d’Italia, a parte Aru, per il ciclismo italiano,uscito abbastanza male, ancora una volta, dalle grandi classiche del Nord. La commovente vittoria di Diego Ulissi ( finalmente uscito dall’ incubo doping), le grandi prestazioni della Lampre anche con Modolo, la volata di Elia Viviani, il commovente abbraccio tra Aru e Tiralongo dopo la vittoria di uno dei gregari più fidati di Fabio.
Un “film” ben augurante per il nostro ciclismo, in attesa del rientro di Vincenzo Nibali. Il Tour de France 2015 e il mondiale di Richmond chiamano…



