UN POKER DI FAVORITI PER IL 95° GIRO D’ITALIA

di Emiliano Morozzi

Il 95° Giro d’Italia parte dalla… Danimarca: una consuetudine ormai consolidata, e aggiungo piuttosto discutibile, quella di far partire la corsa rosa dall’estero. In alcuni casi per far vivere ai nostri connazionali espatriati l’emozione del passaggio della competizione, in altri casi, come questo, più per ragioni di sponsor e di televisioni. Così la corsa ciclistica più importante del nostro paese (e la seconda a livello mondiale dopo il Tour de France), giunto alla sua novantacinquesima edizione e con più di un secolo di storia alle spalle (il primo Giro d’Italia si disputò nel lontano 1909) partirà dalla località danese di Herning, conosciuta dagli addetti ai lavori per la corsa ciclistica che vi si tiene dal 1992.

Tre tappe nel paese nordico, poi il ritorno in patria per una corsa che vivrà sicuramente pochi momenti di calma piatta. Inizieremo con un cronoprologo e finiremo con una cronometro individuale a Milano, dopo 3500 km di percorso: nel mezzo sette tappe per velocisti e tante occasioni per cacciatori di tappe e scalatori di dare la caccia alla maglia rosa. Quattro favoriti: Basso, Scarponi, Kreuziger e Rodriguez, ma la rosa dei contendenti potrebbe essere molto più ampia e mai come quest’anno il pronostico è incerto.

Ivan Basso, come l’anno scorso, arriva al Giro con una preparazione interrotta da infortuni e cadute, e alla sua età prepararsi con continuità è fondamentale. Certo, davanti non avrà l’irresistibile Contador, ma uno Scarponi comunque agguerrito e tosto in salita, che vorrà conquistare il Giro sul campo, dopo aver vinto a tavolino la corsa rosa edizione 2011 per la squalifica del corridore spagnolo. Kreuziger è l’eterno incompiuto: ottimo cronoman, ma ancora incapace di fare la differenza in salita. Uno che invece quando la strada si alza sotto i pedali dà il meglio di sé è “Purito”, al secolo Joaquim Rodriguez: spagnolo che sicuramente si esalterà sulle salite di Montelupone e Montegranaro e potrebbe vincere la tappa di Assisi o quella dell’Alpe di Pampeago, ma non ha la devastante continuità di pedalata di un Pantani sulle grandi salite. Sicuramente l’iberico potrebbe competere per la maglia di miglior scalatore, che da quest’anno non sarà più la casacca colorata di verde: un altro piccolo “schiaffo” alla tradizione di una maglia che a volte è stata indossata da illustri sconosciuti (il Matthew Lloyd del 2010) ma altre volte dai più forti scalatori del momento, da Bartali a Gaul, da Merckx a Pantani, l’ultimo a realizzare l’accoppiata tra il trionfo in rosa e il trionfo nella classifica degli scalatori.

I 3500 km del Giro (telefriuli.it)

La Cima Coppi, ovvero il passo più alto del Giro, sarà quest’anno lo Stelvio, che sarà sede di arrivo della ventesima tappa, la più terribile della corsa rosa. Nella medesima frazione, i corridori affronteranno anche la Cima Pantani, ovvero la salita più dura, quel Mortirolo sul quale il Pirata di Cesenatico nel 1994 infiammò la corsa e rivelò al mondo quello di cui era capace, mettendo in riga Indurain, Bugno e Berzin. La terribile montagna valtellinese verrà affrontata dall’inedito versante di Tovo, forse ancor più duro della “classica” ascesa da Mazzo, e la speranza è quella di vedere in azione un ciclista che molti non annoverano tra i favoriti ma che al recente Giro del Trentino, su una salita simile (l’ascesa di Punta Veleno) ha messo in riga tre dei quattro pretendenti al trono rosa. Stiamo parlando di Domenico Pozzovivo, trentenne scalatore puro lucano, forse uno degli ultimi rimasti in circolazione insieme alla meteora Rujano, capace, con un’azione in solitaria degna del miglior Pantani, di staccare e rifilare pesanti distacchi ai vari Kreuziger, Basso e Scarponi e ripetersi sul Pordoi. Vedremo se sugli arcigni tornanti del Mortirolo l’atleta della Basilicata avrà il coraggio di far saltare le gerarchie e i pronostici come fece il Pantani del Giro 1994.

Nell’attesa, non ci resta che augurarci che vinca il migliore, quello capace di arrivare davanti agli altri con la testa, con le gambe e senza l’aiuto della farmacologia.

4 Comments

  1. Leonardo 05/05/2012
  2. Nicola Pucci 05/05/2012
  3. Emiliano 05/05/2012
  4. Nicola Pucci 07/05/2012

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