UN TOUR DE FRANCE 2012 DA VERO CAMPIONATO DEL MONDO

di Ferdinando Cocciolo

da lucianopignataro.it

Da Liegi, alle 14, scatta l’edizione del Tour de France numero 99. Una corsa che ogni volta è qualcosa di speciale. Una corsa che, ogni volta, fa pedalare il mondo e deve essere scoperta. Per quantità ma soprattutto qualità dei corridori partenti, e non ce ne voglia l’ultimo Giro d’Italia, questa edizione si può tranquillamente considerare un vero e proprio Campionato del Mondo delle gare a tappe.

Sulla carta è un bel Tour, sulla strada potrebbe essere bellissimo e interessante. Nove tappe pianeggianti, quattro miste con un arrivo in salita, cinque di montagna con due arrivi in salita, un cronoprologo e due crono individuali per un totale di 101,4 km. Prima le Alpi (Grand Colombier, Madeleine, Croix de Fer), poi verranno i Pirenei (Aubisque, Tourmalet, Aspin, Port de Bales). In pratica, più salite, 25 colli tra seconda, prima categoria e fuori. Due gli sconfinamenti, il primo naturalmente in Belgio, poi in Svizzera. Ci si chiede allora, in questa attesa degli appassionati che monta di ora in ora, se in una corsa che durerà sino al 22 luglio vi saranno delle trappole, anche impreviste: come il pavé. Ma il ciclismo è già di per sé uno slalom… tra le trappole.

Cadel Evans il detentore del titolo, Bradley Wiggins lo sfidante: sono i due favoriti, consapevoli del fatto che correranno su un percorso molto adatto alle loro caratteristiche. L’australiano ha puntato tutto sul Tour, ha dato segnali di grande forza fisica e mentale (che ne fanno ormai uno dei corridori più forti e determinati al mondo) e di coraggio. L’inglese non ha fallito un obiettivo, dalla Parigi-Nizza al Delfinato. Come si sa, mancheranno Alberto Contador (squalificato) e Andy Schleck (squalificato), ma il livello di partecipazione è davvero altissimo. Per la generale, Ryder Hesjedal, il recente vincitore a sorpresa del Giro, poi Frank Schleck, che rappresenta un’incognita alla luce del ritiro proprio alla Corsa Rosa. E continuando, per una classifica che sarà abbastanza combattuta, Samuel Sanchez, Jurgen Van Den Broeck, il redivivo Valverde (reduce da una deludente stagione delle grandi classiche), Robert Gesink, Levi Leipheimer, Pierre Rolland, Denis Menchov.

Per le volate, il Campione del Mondo Mark Cavendish, Peter Sagan (ma qui parliamo di un fuoriclasse anche capace di dare la botta nelle tappe mosse), Marcel Kittel, Greipel, Tyler Farrar, Goss, Oscar Freire. Come si vede, tranne Tom Boonen, ci sono i migliori velocisti del mondo e per le tappe l’attesissimo Philippe Gilbert, Fabian Cancellara, Tony Martin, Voeckler, Edwald Boasson Hagen, Chavanel. Sarà l’ultimo Tour di Alexander Vinokourov, in una corsa che, come detto, sarà in attesa del duello frontale tra Wiggins e Cadel Evans, di cui abbiamo avuto un assaggio già al Giro del Delfinato.

La speranza italiana ha un nome, Vincenzo Nibali, che è convinto di puntare almeno al podio. E gli altri italiani? Intanto diciamo che a gareggiare sono in 15, ed è poco… Per le tappe di montagna c’è un Michele Scarponi che pian piano sta ritrovando il sorriso dopo la delusione del Giro e intende dare battaglia nelle tappe più prestigiose. Per le volate, Alessandro Petacchi, ma sono da verificare voglia e condizione. E poi c’è colui che, dati e risultati alla mano, è da considerare il nostro miglior interprete delle grandi gare a tappe, Ivan Basso, due Giri d’Italia vinti, un terzo e quinto posto, secondo e terzo al tour nel 2005 e 2004, quarto alla Vuelta 2009 e ottavo al Tour dell’anno scorso. Lui si dice pronto ad aiutare Nibali e ricambiare così il favore al Giro di due anni fa, libero da pensieri di classifica, per puntare eventualmente ad una tappa. Domanda: sarà veramente così, fermo restando le reali condizioni fisiche del varesino, oppure strada facendo potrà coltivare ben altre ambizioni, soprattutto se malauguratamente Nibali sarà al di sotto delle attese? L’importante è credere nella coppia Nibali-Basso…

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