WROCLAW, PERLA POLACCA

di Leonardo Masi

dal Corriere Nazionale

Per lo storico inglese Norman Davies, Wroclaw è un microcosmo dove si può leggere in piccolo tutta la storia dell’Europa Centrale: qui invasioni mongoliche, riforma protestante, guerre napoleoniche, nazismo, stalinismo si sono susseguiti lasciando nella città tracce che ancora oggi si fanno percepire. Siamo in Slesia, regione fra Polonia, Boemia e Germania che ha più volte cambiato i propri confini e i propri abitanti, in maniera spesso drammatica. La città che in italiano si chiama Breslavia e che ne è il capoluogo ha preso di volta in volta il nome di Wrotizla, Vretslav, Presslaw, Breslau, fino all’odierno Wroclaw.

L’ultimo cambiamento risale al 1945, quando i confini della Polonia furono spostati verso ovest. Gli abitanti della Polonia orientale si ritrovarono in Unione Sovietica, nelle terre che oggi sono in Ucraina e Bielorussia e furono in gran parte mandati a ripopolare le zone ex-tedesche della Slesia. Per questo, anche se ai tempi della Germania qui c’era una minoranza polacca, la maggioranza degli abitanti di Wroclaw viene dell’est o discende dalle famiglie che prima della guerra vivevano a Leopoli e dintorni. Lo si vede ancora oggi nelle usanze, nei cibi tradizionali, nei nomi e nei cognomi, nella lingua. L’architettura di Wroclaw rappresenta un misto di tutte le esperienze: lo splendore di certi edifici ricorda Praga, il Rynek (Piazza del Mercato) e la Città Vecchia sono splendidi esempi di stile rinascimentale-barocco dell’Europa Centrale, ma ci sono anche i tipici edifici tedeschi in mattone rosso scuro, anche nelle strade più decentrate si può trovare il pavé, mentre in pieno centro non mancano i casermoni dell’epoca del Socialismo Reale e adesso anche i moderni centri commerciali. Da qualche anno Wroclaw è una città lanciatissima. In quanto a offerta culturale e divertimenti non è seconda neanche a Varsavia e Cracovia e nel 2016 sarà capitale europea della Cultura. Il rilancio è avvenuto all’indomani della tremenda alluvione che qui si è abbattuta nel 1997. Sulla scia dei lavori per salvare e ricostruire il proprio patrimonio, Wroclaw ha scoperto non solo le proprie ricchezze, ma anche un nuovo entusiasmo e voglia di vivere.

Per questo i tanti giovani che vivono e lavorano qui malvolentieri rinuncerebbero all’atmosfera del capoluogo slesiano, molto più rilassata e meno snob rispetto a quella che si respira a Varsavia e Cracovia. L’isola che sorge in mezzo al fiume Oder, la Wyspa Slodowa, è il ritrovo per eccellenza degli studenti, forse perché si trova di fronte all’Università. In Polonia è vietato bere alcolici al di fuori dei bar, ma sull’isola nel fine settimana la polizia è per tradizione disposta a chiudere un occhio. Ma l’isola di Wroclaw per eccellenza è lo Ostrów Tumski, l’isola della Cattedrale, che però da un paio di secoli non è più un’isola. Qui era sorto il nucleo più antico della città, intorno alla Chiesa di San Martino, in legno come tutto il resto delle costruzioni fino alla fine del XII secolo. Sull’ex-isola vi sono numerose altre chiese, tanto che qualcuno chiama questa zona “piccolo Vaticano”. Un nome un po’ esagerato, come quello di “Venezia del Nord” che altri danno a questa città che è in effetti costruita su 12 isole collegate da 117 ponti. Ma il fascino di Wroclaw è proprio nel non somigliare in verità a nessuna altra città, nemmeno quelle a cui è vicina: Dresda, Berlino, Praga. E al pari di queste riesce comunque ad avere un’aura quasi magica anche nelle fredde sere invernali. Il meglio di sé però lo dà in autunno, quando le foglie gialle degli alberi lungo l’Oder offrono uno spettacolo eccezionale. E quando si fa notte, si può vagare di locale in locale fino al mattino, trovando sempre qualcuno disposto a fare due chiacchiere. Per questo, anche se è la quarta città della Polonia, e le dimensioni dei suoi edifici, delle strade e delle piazze sono imponenti, Wroclaw mantiene un’ospitalità che non mancherà di sorprendere.

Gnomi in tutte le strade: l’omaggio al movimento che sbeffeggiò i “rossi”

Al visitatore non sfuggiranno le sculture in bronzo sparse un po’ per tutta la città raffiguranti dei buffi gnomi. Si tratta di un omaggio al movimento Pomaranczowa Alternatywa (Alternativa Arancione), una sorta di controcanto surrealista a Solidarnosc, che all’inizio degli anni Ottanta ridicolizzavano il grigiore del regime comunista con l’arma degli happening più assurdi. I contestatori si beffavano della polizia in vari modi, fra cui appunto dipingendo di nascosto dei folletti colorati sui muri delle città polacche e sostenendo poi che erano stati gli gnomi stessi a compiere l’atto vandalico. L’happening più grande fu proprio a Wroclaw nel 1988, quando il movimento organizzò un corteo di migliaia di persone che sfilarono per la città vestiti da gnomi. Nel 2001 fu collocato il primo gnomo di bronzo in via Swidnicka, vicino al Rynek. Da allora ne sono stati realizzati più di cento, in varie zone della città. Gli gnomi sono diventati ormai un’attrazione per turisti e bambini. Realizzati in gran parte dallo sculture Tadeusz Moczek, si trovano sparsi per tutta Wroclaw impegnati nelle azioni più diverse, spesso in relazione al punto in cui si trovano. Per esempio, vicino all’ex carcere c’è lo Gnomo Galeotto, davanti al Palazzo dei Matrimoni ci sono gli Gnomi Sposini, e così via. Ogni occasione ormai a Wroclaw è buona per collocare un nuovo Gnomo.

Birrerie e cantine nell’enorme Rynek. Da non perdere l’Hala Stulecia

È senz’altro dall’enorme Rynek che vale la pena iniziare ad esplorare la città. È una delle piazze più grandi dell’Europa Centrale (205 per 175 metri), con al centro lo stupendo Municipio (Rynek) in stile tardogotico. L’edificio ospita il Museo della Città e, nelle cantine, uno dei ristoranti più antichi d’Europa, la Piwnica Swidnicka. Per restare in tema gastronomico, dall’altra parte della piazza si trova la famosa birreria Spiz, che anche se non è così antica (fu aperta nel 1992) vale una visita e una bevuta. In questa piazza, nel piccolo Teatr Laboratorium, iniziò la carriera del grande regista Grotowski. Dal Rynek una passeggiata classica prevede una visita all’Università, un’occasione per vedere gli interni barocchi; ma anche la vista, dall’esterno, percorrendo il ponte alle spalle dell’edificio è imponente. Attraversato il fiume ci si trova presto nello Ostrów Tumski, con la Cattedrale di San Giovanni Battista e un paio di chiese gotiche: l’antica San Martino, la piccola San Egidio, le due chiese sovrapposte di S. Croce e S. Bartolomeo. Uscendo dal centro, verso est, troviamo un originale edificio circolare con la cupola in cemento armato. Si tratta della Hala Stulecia (Sala del Centenario) progettata da Max Berg all’inizio del Novecento. Nei dintorni di questo edificio, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, da visitare il Giardino Giapponese e la spettacolare Fontana Multimediale. Città aperta per vocazione con un’offerta culturale per tutti i gusti e per tutte le età, Wroclaw ha una vita notturna che si concentra soprattutto fra il Rynek, plac Solny e l’Università. L’ex-Quartiere Ebraico è ancora in fase di restauro, ma già si prevede che il baricentro del divertimento notturno si sposterà presto in questa zona, ad Ovest del Rynek.

(foto Agenzia 0000 – da corrierenazionale.it)

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