BALOTELLI, GALLIANI E LE PUNIZIONI DEGLI DÈI

di Francesco Gori

 “L’arroganza viene punita dagli dèi” (A.P.)

Chi ha visto la partita Siena-Milan – ultima di campionato fondamentale per i rossoneri a caccia del terzo posto utile per la Champions-, al di là di ogni fede calcistica e con un minimo di sportività dentro di sé, non può che per l’ennesima volta porsi delle domande. Negli anni sempre le stesse, ogni qual volta un episodio più che dubbio determina un risultato. Stavolta a rimetterci è stata la Fiorentina, mentre in altre occasioni altre squadre hanno pagato il prezzo del potere.

foto forzaroma.info

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Inutile fare giri di parole, diciamolo: per Mario Balotelli si prospetta un futuro da grande attore, vista l’interpretazione cinematografica nella città del Palio. Senza entrare nel merito di ulteriori dettagli, ai quali gli spettatori imparziali di tale match hanno assistito, chiedendosi: “Ma come…?”. Chi ama il calcio, chi ama lo sport, non può accettare simili scene da fiction, non può accettare decisioni che instillano un dubbio di lealtà nella propria mente. Il solo pensiero di “disegni” o scelte preconfezionate, toglie verità allo sport più bello del mondo, quello che nasce nelle strade polverose, lontane dalle stanze del potere. Questo episodio, come altri cento, mille ne sono accaduti e ne accadranno, lascia l’amaro in bocca a chi segue il pallone con passione, a chi crede che sia ancora possibile da parte di Davide battere Golia. A chi crede nella forza dell’umiltà e del sudore vs. tracotanza e risultati che, a un osservatore smaliziato, potrebbero apparire come già scrittiQuesto stesso osservatore non parlerebbe certo necessariamente di buona fede, errore umano, sudditanza psicologica. Per lui ci sarebbero troppe casualità, troppi indizi.

Già, ma certe cose non si possono dire. Non le ha dette chiaramente Vincenzo Montella, facendo comunque passare il messaggio in una frase di pura intelligenza: “Cos’ha avuto in più il Milan rispetto alla Fiorentina? I giocatori del Milan hanno tirato i rigori meglio dei nostri”. Le dichiarazioni in codice dell’allenatore viola non sono piaciute all’a.d. rossonero, che ha dichiarato: “Montella elegante? Mah, non so”. 

Del resto chi, come Aldo Serena nel lontano 2002, provò ad affermare l’inaffermabile sugli arbitri in occasione di Bologna-Como, subì lo sfondamento telefonico in diretta tv proprio di un arrabbiatissimo Galliani, e pagò a caro prezzo tali dichiarazioni. 

Già, Adriano Galliani. Colui che è stato presidente della Lega dal 2002 al 2006, anno in cui si è dimesso dopo il deferimento per i fatti di Calciopoli. Una carica che già all’epoca suscitò non poche polemiche per un conflitto d’interessi (col ruolo di presidente della Lega) sulla scia del patron Silvio Berlusconi. Dal 18 gennaio 2013 è stato nominato vicepresidente della Lega, mentre ancora detiene la carica di amministratore delegato del Milan. Non ricordo altra carica imparziale dare sfoggio di atteggiamenti così prettamente di parte, allo stadio, come nelle dichiarazioni radio-televisive.

Quello calcistico è un microcosmo che fa parte di un macro-sistema che coinvolge larghi settori della società italiana. Da sempre. Una malattia incurabile che il nostro paese sembra ormai aver incorporato, tanto da farla passare come sanità. Possiamo far finta di nulla, ma dentro di noi sappiamo benissimo che in Italia esistono la corruzione, la raccomandazione, le lobbies. Sappiamo che è l’arroganza del potere a decidere.

Diceva un vecchio saggio: “L’arroganza viene punita dagli dèi”Le sorti del calcio, e del mondo intero, sono dunque affidate a loro.

One Response

  1. Nicola Pucci 20/05/2013

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