di Mariantonietta Sorrentino
È una prima assoluta, il programma è stato stilato, gli sponsor non mancano, l’appeal nemmeno. Eppure all’evento è stato dato assai poco spazio sui media. Il tema è seducente: “Partorire con l’Arte- L’Arte di partorire” che animerà il MAXXI di Roma dal 5 settembre al 9 di ottobre.
Sei incontri in programma che avranno luogo a cadenza settimanale al centro di ricerca del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo.
E se “Partorire con l’Arte” nasce da una proficua collaborazione tra Antonio Martino, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma e Miriam Mirolla, psicologa dell’Arte dell’Accademia delle Belle Arti della capitale, il tema non è stato mai scandagliato prima d’ora, pur presentando sfaccettature non ancora tutte analizzate.
Tra madre e figlio si genera un legame che va oltre la fisicità: i pensieri, le intuizioni e le fantasie di una donna in gravidanza incidono sulla qualità dell’intera gestazione, del parto, dell’allattamento e sulla salute del nascituro.
Opera d’arte d’arte tra le più famose in tema resta “La Madonna del parto”, opera fulgida realizzata da Piero della Francesca. Databile al 1455-1465 circa, l’affresco, proveniente dalla cappella di Santa Maria di Momentana, è serbato in un museo appositamente predisposto di Monterchi.
“Madonna di Piero della Francesca – da wikipedia
Ma sono varie le Vergini rappresentate in stato interessante. Si tratta di Madonne che hanno un preciso significato teologico. Va detto che in Toscana intorno alla prima metà del Trecento circolava la raffigurazione realistica della Vergine incinta. Il soggetto iconografico chiamato “Madonna del parto”, rappresenta la Madonna da sola, in piedi, in posizione frontale e visibilmente incinta. Elemento che la distingue da una normale donna incinta è un libro chiuso appoggiato sul ventre. E se il libro rappresenta l’Antico Testamento, esso ribadisce quanto la parola di Dio attraverso la Vergine si incarna e discende tra gli uomini. Da Bernardo Daddi al Maestro di San Martino, da Taddeo Gaddi a Rossello di Jacopo Franchi, sono molti gli artisti che si sono cimentati in questo delicatissimo tema. In realtà l’immagine della Madonna incinta venne ideata per mostrare che la natura umana del Cristo era veramente umana, e non creata prima in Paradiso, come sostenevano alcuni teologi eretici dei primi secoli e, successivamente, medievali.
E se la scienza medica chiede aiuto all’arte per riscoprire quelle “immagini fondamentali” che gli artisti di tutti i tempi hanno elaborato, “Partorire con l’Arte” al MAXXI ci aiuta a riflettere sulla bellezza e la complessità della nascita.
Il primo appuntamento ha visto al centro il primo trimestre di gravidanza. Il secondo si è focalizzato su “Gravidanza e cambiamento”; durante l’incontro del 19 settembre si è trattato de “La Bellezza dello stato interessante-Sogni, regime alimentare ed igiene della gravidanza”. Il 26 settembre, poi, è stato il turno di “Fenomenologia e Fisiologia del lieto evento, Iconografia della nascita, il parto indolore”. Non meno interessante saranno gli appuntamenti del 3 ottobre (“Maternage e puerperio, il neonato”) e del 9 Ottobre (“La Madre e l’artista, genesi di un’opera d’arte”).
Negli incontri si alterneranno medici, scienziati, psicologi, storici, galleristi e artisti contemporanei per parlare non solo dell’origine, della gravidanza, del parto, ma anche della bellezza dello stato interessante, del cambiamento fisico e dell’elaborazione e rappresentazione di questi temi attraverso secoli di produzione artistica.
Passando dall’Ospedale al Museo, in questo modo la donna rimane al centro di relazioni vive e stimolanti fondate sul piacere dell’arte e sulla conoscenza di sé, ricevendo anche le informazioni mediche più all’avanguardia.



