di Mariantonietta Sorrentino
L’asta del pesce a Castelvetrano: Selinunte pesca
La storia di Castelvetrano (Tp) è un ritornello già ascoltato: un paese di pescatori che si popola di frotte vocianti di turisti durante le estati. Un silenzio che odora di mare, ma che con il suo fascino antico attrae come una calamita. Eppure c’è un “unicum” in questo lacerto incantato di Sicilia che vide gli sbarchi e le colonizzazioni greche e ne reca come pochi luoghi le tracce. Si chiama “l’incantu” ed è uno show con un leit motiv fisso: il pesce. Nel trapanese così è stato battezzato lo “spettacolo” che vede come scenario il mercato ittico di Piazza Empedocle.
Accade ogni mattina quando rientrano le barche con il loro carico di saraghi e gamberi, polipi e in molti si assiepano attorno a Giovanni Salvo, vicepresidente della cooperativa “Selinunte pesca” che unisce oltre cinquanta pescatori tutti del trapanese. Racconta Giovanni Salvo: “Ogni socio conferisce il 10% del prezzo di vendita alla cooperativa e tutti sono messi in regola”. È lui a fissare la base d’asta come se il pescato fosse oggetto di antiquariato. Da qua in poi è uno scendere al ribasso o un salire del prezzo, il tutto insaporito dai gesti e dalle voci, non ultima quella del mare che porta delizie sulle tavole poco importa se si tratta di frittura di pesce o di “pane cunzato” come vuole la tradizione dei pescatori.
In aggiunta nell’asta viene poi messo il “pizzichello” una sorta di omaggio che viene scelto tra i pesci da Giacomo Barraco, 86 ben portati. Giacomo è il pescatore più anziano di Marinella: nessuno meglio di lui è pratico di quel mare, dei suoi fondali e del pescato.
L’asta attira curiosi e turisti nonché ristoratori e si svolge a Castelvetrano da oltre sessant’anni. Una trattativa veloce per chi di pesce se ne intende e vuol accaparrarsi il meglio. Venire in questo lembo di Sicilia per le vestigia greche fa tutt’uno con gli assaggi di una gastronomia che è rimasta fedele nei secoli alla tradizione. La storia qui è di casa, testimoniata da colonne e templi del più ampio parco archeologico dell’antica Grecia venuto alla luce con le sue metope, il materiale votivo, le cave di Cusa, le necropoli per un totale di quaranta ettari.
In questo lacerto di costa varie sono le iniziative per sostenere la pesca; non ultima quello del Gruppo di Azione Costiera “Il Sole e l’Azzurro – tra Selinunte, Sciacca e Vigata”. In seno all’approccio F.E.P. l’Ente concretizza piani di sviluppo e gestione votati agli operatori della pesca. Chi sceglie di visitare questa Sicilia può giovarsi di un “milieu “ rimasto in parte intatto nei secoli e di cinque chilometri di costa che dalla provincia di Agrigento si inoltra verso il litorale di Trefontane.
L’asta del pesce di Castelvetrano è appena la ciliegina su una torta appetibile sulla quale veglia la dea Hera con il suo tempio. È uno spettacolo nello spettacolo di una terra baciata dal Mediterraneo che ha ancora molto da offrire e che si regala generosa in ogni stagione.


