di Mariantonietta Sorrentino
Peschiera sul Garda: in mostra a Venezia la Cinecittà sul lago
C’è stato un tempo, gli anni ’60, quando i Caraibi erano in Italia. E i pirati approdavano a Nord della Penisola. Almeno per il cinema. C’era una volta un luogo trasformato in mare che vide affollarsi attori e cineprese, galeoni e teschi. Parliamo di Peschiera sul Garda ribattezzato la “Cinecittà sul lago” .
La Mostra del Cinema di Venezia gli tributerà uno spazio. E ricorderà, in questa 71esima edizione, i tratti salienti del lago con gli studios galleggianti, la flotta di navi d’epoca che servivano da set per film di ambiente piratesco e quant’altro.
Tutto questo a Riva del Garda negli anni ’60.
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Per rinverdire il ricordo sono stati progettati una mostra e un documentario. Erano i tempi dell’avventura della “Bertolazzi Film” che vide nascere la carriera di Fabio Testi. A rivivere la storia ci penseranno poster, locandine e cimeli storici esposti su iniziativa del Centro culturale “La Firma” dal 23 agosto al 10 settembre nella sala civica “G. Craffonara” di Riva. “La verde età” del 1957, “Sansone contro i pirati” del 1963 e, poi, “I pirati della costa”, “Il terrore dei mari” furono girati sul lago di Garda. L’elenco potrebbe continuare.
Siamo all’inizio degli anni ’60 con un turismo ancora legato ad un’èlite. La cinematografia italiana viveva uno slancio positivo con produzioni di tutto rispetto. Fu così che alcuni imprenditori cinematografici scelsero il lago di Garda quale ambientazione per realizzare film su tematiche marinaresche. A favorire la scelta un nome su tutti: nel 1862 il territorio veronese era stato terra natìa per Emilio Salgari, scrittore famoso per le sue narrazioni in tema di pirati e corsari. Come dimenticare la saga di Sandokan, resa popolare dallo sceneggiato televisivo della Rai? A metà degli anni ‘70 la serie tenne incollata l’Italia al piccolo schermo, ravvivato dalle gesta di Kabir Bedi e Philippe Leroy, al secolo “Yanez”.
In questo clima socioculturale la cittadina di Peschiera divenne una piccola Cinecittà del Nord. Munita di capannoni, villaggi e finti vascelli, si trasformò in un set a cielo aperto. I vecchi barconi da pesca subirono una metamorfosi, divenendo mastodontici vascelli in grado di navigare e combattere tra di loro. A subire il cambiamento pure alcuni rioni del paese che vennero trasformati in villaggi sudamericani con coinvolgenti scenografie. E se l’attuale zona del Fiorellino fu chiamata Villaggio Maracaibo, l’area di Pacengo assunse una connotazione dal calibro corsaro.
Ma c’è una curiosità. Il Garda tracimò nel 1962 e il neonato villaggio piratesco venne completamente invaso dall’acqua e reso inutilizzabile per molti giorni.
Per l’occasione venne anche “precettata” una nave, la Mincio, e dal 1955 al 1960 fu utilizzata negli stabilimenti “Bertolazzi film” di Peschiera del Garda, per trainare i galeoni durante la realizzazione di vari film dei pirati.
Padre del progetto fu Walter Bertolazzi. Tra lui e Dino de Laurentiis corse una scommessa. In ballo c’era la proprietà della nave costruita per il kolossal “Ulisse”. La poderosa imbarcazione sarebbe appartenuta a Bertolazzi se ne fosse riuscito vincitore. Sarebbe riuscito a portare foci del Po al Garda la nave costruita per il 1954? Bertolazzi intendeva farne un ristorante galleggiante, ma le cose andarono diversamente: la nave “piratesca” venne utilizzata per il film “La scimitarra del saraceno”. La prospettiva cambiò, così furono realizzati undici tra film e produzioni televisive sul genere (“Corsaires et flibustiers”, 13 episodi, e “Die Schatzinsel”, 12 episodi, della Franco London Film).
Fu decretata la costruzione di altre imbarcazioni, con una flotta di galeoni sempre a disposizione per le riprese. Ma l’avventura della “Bertolazzi Film” non era destinata a durare. Nel Ferragosto del 1966 un tremendo fortunale devastò la flotta di navi ancorata nel porto di Peschiera. La parola fine venne scritta, ma la storia rimane. E sarà raccontata alla Mostra del Cinema di Venezia insieme alle vicende legate agli anni del “boom economico” italiano e ad una fetta del cinema popolare degli anni Sessanta.



