I social network fanno ormai parte della nostra vita quotidiana e vengono utilizzati regolarmente non solo per comunicare con altre persone, ma anche per restare informati e per svolgere attività collaterali, come la vendita di oggetti e l’uso di giochi presenti al loro interno. Com’è facile immaginare, però, esistono enormi differenze nelle modalità d’uso tra le diverse fasce di età: vediamo dunque quali sono i diversi comportamenti tra giovani e anziani su queste enormi piazze virtuali.
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Internet sempre più diffuso tra gli anziani
Come evidenziato nell’ultimo rapporto Censis sulla comunicazione, l’uso della rete internet è sempre più diffuso all’interno della nostra società, non solo tra le fasce di età più giovani, che hanno un rapporto molto stretto con il web, ma anche tra gli over 65, che pur non rientrando tra i nativi digitali si sono avvicinati molto negli ultimi anni a questa realtà.
La terza età è infatti una fascia sociale in forte ascesa in rete, anche per merito della diffusione dei dispositivi mobili, che essendo più immediati e accessibili dei tradizionali PC permettono anche a chi non ha particolare dimestichezza con la tecnologia di utilizzare i servizi digitali. Un po’ per necessità, come nel caso dei servizi offerti dalle Pubbliche Amministrazioni come INPS e Agenzia delle Entrate, un po’ per semplice intrattenimento, per guardare film e serie TV oppure giocare, fino agli svaghi di nicchia come il grande classico del solitario, oppure per esempio i classici di carte che si possono trovare online oppure nelle piattaforme digitali, ormai questo tipo di utenti sono ormai sempre più presenti online (dal 42% si è passati a una percentuale del 51,4%). Discreto successo riscuotono tra gli over 65 anche i social network, ma con grandi differenze tra una piattaforma e l’altra.
Giovani e anziani: come cambia l’uso dei social
Le applicazioni “social” coprono oggi una quota di mercato enorme, coinvolgendo persone di ogni età ed estrazione sociale, ma molto cambia tra un servizio e l’altro in virtù delle caratteristiche di ciascuno di essi. L’indagine ha evidenziato innanzitutto le diverse percentuali di utilizzo dei social tra le varie fasce di età, con gli under 30 che addirittura superano il 90% e gli ultra 65enni poco sopra il 40%, a dimostrazione di un gap ancora molto forte sebbene prevedibile. Tuttavia, se per i giovani il dato è una conferma, il numero degli anziani risulta essere in costante crescita il che apre interessanti riflessioni sul modo di utilizzare queste applicazioni e sulle prospettive future.
Facebook resta la piattaforma più utilizzata in assoluto nel nostro Paese: in particolare a usarla regolarmente è il 70,7% degli under 30 contro il 20,9% di persone di età superiore ai 65 anni, un dato che però va letto anche tenendo conto del fatto che essendo arrivato in Italia nel 2008 il social ideato da Mark Zuckerberg può vantare account attivati da persone all’epoca poco più che 50enni tuttora attivi.
Molto più netta è la disparità tra giovani e anziani per ciò che riguarda altri social come Instagram e TikTok, che registrano importanti incrementi per ciò che riguarda le fasce di età più bassa ma non appassionano genitori e nonni, che spesso rivelano di non comprendere appieno le loro dinamiche e di ritenere poco interessanti i contenuti proposti. In controtendenza invece il dato relativo a LinkedIn, il social dedicato al mondo del lavoro, che non attrae molto i giovani tra i 20 e i 30 anni (solo il 6,8%) ma vede salire leggermente gli over 65 (al 2%).
Video e messaggistica piacciono ai più anziani
Quando si parla di social media si fa riferimento in senso più ampio anche ad altre tipologie di servizi, come quelli di streaming video, YouTube in primis, e di messaggistica, ossia WhatsApp, Telegram e app simili. Qui a fronte di percentuali comunque molto diverse tra giovani e anziani, a fare notizia è l’utilizzo sempre più frequente di tali proposte da parte delle fasce di età più elevate: si è passati, per esempio, dal 6,6% di account over 65 su YouTube nel 2015 al 19,9% attuale (72,5% invece la percentuale di under 30), mentre WhatsApp si conferma l’app più usata dagli anziani, con addirittura un 52%.
Ciò rivela da un lato il lento ma costante avvicinamento di questa categoria demografica verso la tecnologia ma, dall’altro, anche la necessità di farlo per sentirsi più vicini ai propri cari e per trascorrere il tempo in maniera leggera ma senza eccessi, a differenza dei più giovani per i quali invece i social rappresentano una vera e propria estensione delle attività quotidiane e delle modalità di relazione con gli altri.
